mercoledì 1 febbraio 2012

Viaggio su Marte



Due anni per poter approdare su Marte. Un viaggio lunghissimo che condurrà astronauti di varie nazionalità in una spedizione che potrebbe anche risultare mortale. 
Anche chi come me è ignorante in materia ma, da "buon curioso" desiderosa capire e scoprire le cose, afferra perfettamente che un viaggio, lungo due anni comporta problematiche sia a livello fisico che psicologico. Rimanere chiusi in un cunicolo, perché per me di cunicolo si tratta, sarà anche una navicella spaziale "all'ultimo grido" con una capienza sufficiente a contenere un numero appropriato di persone, ma visto in maniera minuziosa in un programma RAI, mi è mancato il fiato: corridoi stretti, ermetici, anche la cabina piloti è compressa. Pensare di poter vivere in sei o otto in un mezzo come se fossero sottovuoto, nello spazio, impossibilitati ad andare altrove, impossibilitati ad uscire, sbattere la porta e urlare se qualcosa andasse male ... beh! onestamente mi spaventerebbe! Non si conosce la reazione della psiche umana in condizioni così "esasperate" perché si potrebbe anche arrivare all'esasperazione in un viaggio così lungo, con estranei, nel nulla assoluto con l'unica certezza delle direttive e del protocollo che hanno imparato a memoria.




Il viaggio verso Marte è lungo e difficile. Superare l'atmosfera marziana ancora di più, nell'impatto la navicella potrebbe esplodere ( i terrestri della NASA ci stanno lavorando). In più i raggi solari sono prepotentemente "violenti" con il suolo marziano. L'aria lì di giorno è più calda rispetto a quella terrestre, di notte si arriva anche a - 60 gradi,  la NASA invierà, prima del lancio della navicella con gli umani,  una navicella - casa - cupola (fatemela passare questa!) dove il  team di astronauti vivrà e si rifugerà una volta atterrati. Se la navicella - casa - cupola non dovesse atterrare nel luogo giusto, se dovesse schiantare al suolo, esplodere o perdersi nello spazio i terrestri su Marte sarebbero belli e fritti con ustioni mortali. In più c'è il problema del cibo. Per sfamare gli astronauti per due anni necessitano di ben 10 navicelle colme di pillole, acqua e cibo liofilizzato. Un dilemma  da non sottovalutare.




Lo spazio e l'ignoto ci affascina, ci fa sognare, ci da mete irraggiungibili facendoci sentire importanti, eroici. Abbiamo inventato di tutto, noi umani, abbiamo conquistato il mondo, fatto guerre, ci siamo uccisi fra di noi (e ancora lo facciamo) tutto risulta "già fatto". Abbiamo bisogni di nuovi stimoli, di nuove conquiste, abbiamo bisogno di sapere di "essere capaci", possibilitati all'impossibile per sentirci ancora utili. Dopotutto  siamo stati anche sulla Luna, adesso necessitiamo di capire perché la struttura di Marte è cambiata? Perché le bufere di sabbia sommergono l'intero pianeta nei momenti di intensa violenza? Perché l'acqua si è congelata e i mari hanno lasciato il posto a sterminati Canyon da far sembrare il nostro una gola - passeggio per formiche? 


E cosa più importante: anche la terra potrebbe subire l'evoluzione marziana? eheheh! Domanda da un milione di dollari!
La verità è che per queste spedizioni si spendono tanti ma tanti soldini, soldi che potrebbero essere utilizzati per sfamare gli affamati, per fare ricerche su malattie sociali e rare ma l'Uomo necessita anche di risposte ... Chi siamo? Dove andiamo? Esiste un'altra forma di vita nell'universo oltre la nostra?
Sembra che su Marte ci sia vita ... non esultate per vita intento batteri, virus ... anche se a pensarci bene anche noi siamo nati  da lì ...
Non ci resta che incrociare le dita e sperare che i terrestri arrivino su Marte sani e salvi e tornino a casa con belle notizie, in salute e senza strani "marziani" per la testa :)

2 commenti:

  1. Non esiste nessuna possibilità di arrivare su Marte tantomeno per ritornare.
    Non illudiamoci non siamo stati neanche sulla Luna.

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  2. Sognare non costa nulla ... o forse si?

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