lunedì 28 maggio 2012

Sono stata su ...


Sono stata ospite di "L'ora del libro di anita book", un'intervista inconsueta e divertente da parte di una patita di letteratura ... vi consiglio di leggerla ... qui
Abbiamo il piacere di ospitare sul nostro blog Caterina Armentano, autrice esordiente che nel 2010 ha pubblicato Libero Arbitrio, un romanzo edito daZerounoundici che attraverso una trama intricata e quasi onirica cerca di dare una voce (e una risposta) alle realtà che toccano il cuore della donna. Una lettura che, per incompatibilità di gusti o per indisposizione umorale, purtroppo non sono riuscita a completare ma che sicuramente riprenderò più avanti. Mi faceva piacere, però, dare uno spazio all'autrice perché potesse raccontarci la genesi di questa storia, spiegarci il motivo che l'ha spinta a narrare la vita vissuta nella quotidianità più vicina e mutevole, sia nei suoi aspetti drammatici che nei suoi riscatti. Cediamo la parola a Caterina Armentano, allora, accogliendola con un caloroso e virtuale applauso.

sabato 26 maggio 2012

Tacchi o meno, l'unico equilibrio "sano" è quello interiore!

mamma staccata



L'ho sempre detto: ognuno si suicida a modo suo! Chi desidera lanciarsi da un paio di tacchi 12, o su di lì, faccia pure io preferisco camminare sul sicuro. Affetta dalla sindrome "traballo e cado", dalla "gobba non c'è ma si vede", i tacchi non fanno per me. No che non mi piacciano o  non mi piacerebbe, ogni tanto, sfilare con disinvoltura con un paio di scarpe dal tacco vertiginoso ma il guaio è che sono geneticamente modificata, mia madre avrà ingurgitato qualche farmaco contro la nausea, durante la  gravidanza e io sono nata affetta "da vertigine tacchi 12". 
Quando indosso i tacchi non sembro una donna. Qualcuno dirà : " Ma che dici? I tacchi sono simbolo di femminilità!". Credetemi sembro più femmina a piedi nudi e con il muso sporco di nutella, mentre sguazzo in qualche pozzanghera alla ricerca dell'arcobaleno, piuttosto che in bilico su un' impalcatura senza punti fermi. 
Ho sempre evitato i tacchi  più alti di otto centimetri, le mie sorelle mi hanno sempre apostrofato: "Quelli non sono tacchi, sono le ciabatte della nonna!", le mie due care sorelle che come funambole professioniste volano con i loro tacchi, guidano con quelle armi micidiali come se fossero calde e sicure babbucce dalla forma di cane. La minore delle due ha una bimba e anche molto, molto vivace, abita al terzo piano ... senza ascensore ... eppure lei indossa i tacchi, sempre ...
Io invece, prima della nascita di mia figlia, indossavo tacchi otto, da quando la mia cara cucciola, maratoneta "tu mi chiami io non rispondo" è nata, indosso ballerine, comode, pratiche e diciamolo pure ce ne sono alcune davvero belle. E poi ci sono le zeppe ... sicure, pratiche, ti slanciano e non ti lasciano cadere, così quando il tacco è "necessario" ricorro a questi mezzucci da imbranata, affetta "equilibrio squilibrato". 
Devo essere onesta però. Prima di arrendermi alle zeppe e al tacco otto centimetri, per tutta la vita, ho voluto darmi un'altra chance, perché nella vita non si sa mai, il corpo umano è una macchina assurda. Magicamente riesci a fare cose che non hai mai fatto: mangi cibi che ti facevano venire la nausea solo a sentire l'odore, ricordi eventi che non sapevi mai di aver vissuto (questo a dire il vero clinicamente dovrebbe essere un problema :) ), riesci a fare esercizi di matematica pur consapevole che la parte logico - matematico del tuo cervello è atrofizzata ... mi son detta, per l'ultima volta, prova!
Quale migliore occasione del  battesimo di mia figlia? Uno splendido vestito che lasciava scoperte le gambe, trovo un paio di sandali con gioiello identico colore al vestito ... tacco 14 ... che sarà mai? Mi dico! ... Solo mezza giornata di sofferenze ...  L'effetto vestito - corpo nella sua interezza non era niente male. 
Mi sono sentita "La Sirenetta" dal primo istante e mi sono chiesta perché mai rinunciare alla coda, perché, perché, perché??? 
Tieniti la coda povera piccola donna subacquea ... meglio la pinna invece di questa spina nel cuore ...
Ma il peggio sarebbe dovuto ancora arrivare ... dopo dieci minuti mi sentivo come un minatore dopo dodici ore di lavoro ... all'arrivo del fotografo ero così ingobbita che il signore ha chiesto a mio marito se soffrissi di qualche forma rara di scogliosi ... lo giuro! Il poveretto era convinto che avessi per davvero la gobba!!! Non vi dico quando mi ha chiesto di prendere mia figlia dalla culla per adagiarla sul letto per fare un paio di scatti! E' dovuto intervenire mio marito che di corsa mi ha afferrato per evitare che rimanessi appena alla sbarra della culla ...  ma questa è la parte divertente ... 
La chiesa dove si è svolta la funzione è a pochi passi da casa mia ... pochi passi per chi può camminare ... mi è sembrato un viaggio nel deserto, senza acqua e a piedi nudi. 
Sono stata tentata di chiedere il deambulatore al mio vicino ... anche se mio marito per tutto il tragitto ha assunto questa sorta di ruolo.
Per farla finita, arrivata in sala mi sono tolta i miei splendidi sandali -  gioiello e ho messo un paio di infradito, con perle, tacco sei ... eh! Così va  la vita!
Questa mia inabilità non è dovuta alla nascita di mia figlia! Per carità ero già incapace e imbranata da me prima che lei venisse a dare la spintarella per rendere ancora più insicuro quello che era già precario. 
L'unica certezza è che mia figlia dovrà andare dalle zie per allenarsi  su altezze vertiginose perché la mamma  l'unica vertigine che potrà farle provare sarà quella delle ballerine raso terra, 
o quella dei piedi nudi sul pavimento freddo!
Consolandomi che l'unico equilibrio, se di equilibrio si tratta, è quello interiore! :)








Con questo post ho partecipato all'iniziativa ideata dalla mia cara amica Luana Troncanetti 

Staccate vs Taccate


se avete voglia di leggere le follie delle mamme "staccate" (ossia senza tacco) e "taccate" ( con tacco)
andate a dare una sbirciatina sul sito 
Magari vi verrà voglia di partecipare!









venerdì 25 maggio 2012

Il vincitore de "Lo dico io per primo!"







Eccomi qui!
Pronta a dirvi chi ha vinto "Lo dico io per primo!"
Siete pronti?
In questa edizione ho preso in considerazione il romanzo:




















Le tre domande 


  1. La scintilla che ha dato vita al romanzo della Shelley da dove è partita?
  2. C'è un solo e unico umano che riesce ad affezionarsi a Frankenstein senza spaventarsi per la sua mostruosità. Perché?
  3. Perché la creatura si chiama Frankenstein? 

Queste sono le risposte:

  1. Dopo un' estate piovosa trascorsa a leggere storie di fantasmi la Shelley ebbe un incubo che in seguito divenne il romanzo "Frankenstein".
  2.  Dall'anziano De Lacey  in quanto è cieco
  3.   Prende il nome dal suo creatore, Victor Frankestein.


Hanno partecipato in due:
  • Arimi
  • Anita Consoli

Ad aggiudicarsi il romanzo:


Demetrio dai capelli verdi di Marco Mazzanti è stata:

Arimi che ha dato tutte e tre le risposte esatte!

Complimenti!
State in campana un nuovo fantasy è già pronto per il lettore più attento e più veloce!
Arri-scriverci al 10 giugno con un fantasy spettacolare su 
"Lo dico io per primo!"



sabato 19 maggio 2012

Bassezza umana (del genere capitano tutte a me!)





Esiste una bassezza umana che mi fa accapponare la pelle. Quest’anno mi sembra il periodo degli incontri “squallidi” e “insani” come se tutti questi “esseri” si fossero decisi a farmi visita insieme. Diventiamo (mi ci infilo anch’io dentro!) pessimi, ipocriti, ridicoli da adulti, persino l’adolescenza ha un barlume di dignità, anzi a quell’età si vive o si muore per essa, visto che tutto è bianco o nero e il pensiero più prepotentemente assordante è quello di cambiare il mondo, senza lasciarsi sporcare, senza lasciarsi cambiare. Almeno così è stato per la mia generazione!
Crescere significa, per certa gente, lasciarsi infangare dalle brutture della vita, non avere sogni, fregare il prossimo, godere del male altrui. Molti crescendo sono diventati così e siccome tra me e questi “tipi” c’è una sostanziale differenza d’età di una, due generazioni, mi chiedo se anch’io mi lascerò “violare” in questo modo … no mai mi dico! Mi suicido, piuttosto! (ed io amo la vita e sono contro ogni forma di autolesionismo! Lesioniamo gli altri che è meglio! Direbbe Puffo Quattrocchi!).
Mi definisco una secchiona, una di quelle che quando studia, studia! Non lo faccio per gioco, non lo faccio per scherzo! Io amo studiare, sembrerà ridicolo ad alcuni ma conoscere, scoprire, creare relazioni, circuiti fra differenti argomenti mi elettrizza, come amo la ricerca, è più forte di me, credo sia genetico!. Sono una secchiona simpatica però! ( e anche modesta hihihi!) passo le risposte a tutti, sono disposta a defilarmi dal corso ( e da scuola quando la frequentavo!) per andare con le amiche a fare shopping, per una tazza di caffè o solo perché così ha deciso il gruppo, perché amo integrarmi, amo il team, amo divertirmi, non dico mai no a gite, viaggi, incontri extra corso! Il gruppo lo riconosce e questo per me è una soddisfazione. Però … c’è sempre un ma, un però … il corso che frequento è costituito da un gruppo “primordiale” come lo chiamo io, ossia che si è costituito ancora prima che ci dessero la possibilità di frequentare, gente che non ha  mai perso una lezione, tentando  di dare il meglio , e credetemi non è facile studiare quando si lavora, si ha famiglia e anche figli! Si arriva a un punto che i libri finiscono in pendola e il sugo nello zaino dei libri! (Questa è la cosa più divertente!). Poi c’è il gruppo “del secondo tempo” a cui hanno dato la possibilità di inserirsi moooooooooltooooooo tempo dopo di noi, al nostro stesso livello e con il nostro stesso punteggio. Volendo essere onesta all’inizio eravamo ( il gruppo primordiale) un po’ scocciati e diffidenti, poi abbiamo capito che alle signore che si erano aggiunte era stata data un’opportunità e loro andavano ammirate per essersi messe in gioco, il problema era da ricercare nella radice, ossia nella struttura, nel sistema … ma il sistema smantella la volontà di fare. A farla breve le signore, tre, si sono aggregate e nel mio esagerato desiderio di aiutarle ho tranquillamente passato loro appunti, risposte, scritto per loro … la situazione però è andata degenerando, dalla mia spontanea volontà d’aiuto siamo passati alla loro pretesa di ottenere l’aiuto. Lo pretendevano proprio! (Da premettere che una, “La pinguina” ha l’età di mia madre! Le altre due hanno 17 anni più di me!). Siamo arrivati al punto che loro non studiavano e partecipavano al corso con la sicurezza che le mie risposte sarebbero arrivate comunque. Poi, un giorno mi hanno minacciata! Dovevo smettere di studiare tanto, perché le mettevo a disagio con i docenti! Capite? Siccome loro sono più grandi di me di qualche anno si sentivano sminuite “Dobbiamo essere tutte alla pari e con lo stesso punteggio!”. Il punteggio! Sì, perché il punteggio più alto permette di salire in graduatoria, consente di partecipare a diversi progetti … e quindi io diventavo un “problema”. Hanno iniziato ad offendermi (mentre sottobanco si accaparravano le risposte giuste!), prima sottilmente, con ironia, poi sempre più pesantemente andando a toccare  tasti personali (con queste non ho rapporti oltre al corso, quindi fuori da lì non mi conoscono!). Sono una persona paziente ma sono arrivata al punto di distanziarmi  completamente. Si sono create due fazioni, il “gruppo primordiale” e quello “del secondo tempo”. È stata la rovina, da punteggi decenti sono scesi ad avere decimi improponibili e se avessero continuato così sarebbero state buttate fuori! Sono diventate ancora più cattive! E il “meglio” doveva ancora arrivate. C’è stato somministrata una prova di cultura generale (ormai lo ripeto da gennaio che siamo alla fine!) io e una mia collega, abbiamo collaborato, io ho aiutato lei in storia, lei ha aiutato me in matematica, ci hanno viste ed è stato il putiferio! Io ho avuto il punteggio più alto del corso! 26/ 30 … loro 3/30 … si non avete capito male … tre su trenta! Voglio premettere una cosa, queste tre donne sono diplomate, due di un istituto tecnico, la “pinguina” ha un diploma magistrale, di quelli che trent’anni fa consentivano di insegnare. Non lo dico con sufficienza o cattiveria, ma posso assicurarvi che non conoscono la  differenza della e congiunzione ed è verbo essere! Non sanno le tabelline! Cioè le tabelline! Non riescono a mettere su un progetto operativo! Non sanno cos’è il satellite della terra, non sanno neanche chi sia Napoleone!.
Io e la collega “cervellotica in matematica” siamo state riprese, ammonite e ci hanno avvisate, non avremmo mai più potuto collaborare, perché ognuno deve lavorare per sé! Ma non è finita qui! Le tre arpie mi hanno aggredita e volevano picchiarmi! Sì! Volevano menarmi perché non le ho aiutate! Mi hanno offeso, bestemmiato, hanno nominato i miei bis bis bis nonni! Non vi dico!
Per rifarla breve, (questo post è diventato più lungo di quello che pensavo!) ieri abbiamo affrontato la seconda prova di cultura generale! Che ansia! Ma è andata bene!  Non ho avuto ancora il risultato ma conoscevo molte delle risposte … questo è il punto … io ho fatto tutto da me … loro invece ASCOLTATE BENE … hanno una persona cara che lavora all’interno dell’istituto dove ha sede il corso e magia magia, hanno ottenuto, con un giorno d’anticipo le domande! E sì! Quante sorprese riserva la vita! E cosa squallida lo hanno detto palesemente!


Sicuramente ne pagheranno le conseguenze perché non può finire così! Ma non è questo il punto … hanno creato un’impalcatura senza fine, fatta di cattiverie, di menzogne, pettegolezzi, hanno tentato di insinuare il tarlo del dubbio in coloro i quali mi ruotano intorno per far sì che rimanessi sola, hanno sparlato di me con i docenti, hanno fatto di tutto per demolirmi e non perché io sia un pericolo, no perché per loro ora è una sfida e devono vincerla e in più c’è un altro grande problema: l’Uomo quando si rende conto di essere squallido, infimo, quando sa di non poter dar nulla, di non riuscire, di non valere, deve incolpare qualcuno per le proprie bassezze … è molto più facile incolpare gli altri della feccia che si ha dentro piuttosto che guardarsi alla specchio e capire dove si è sbagliato. In questi anni di studi ho scoperto attraverso la psicologia che non siamo tutti portati a fare le stesse cose, ognuno di noi ha delle attitudini e che l’autostima può essere rafforzata facendo cose rapportate alle nostre capacità,   tentare di violarle quando abbiamo dei limiti oggettivi non farà altro che frustrarci! ( Questo non ha nulla a che fare con il tentare e il cercare di superare se stessi e i propri limiti per migliorarsi!).
Hanno scagliato la pietra essendo peccatrici, hanno visto la scheggia nel mio occhio mentre nel loro c’è una trave di un abete secolare!
Ieri erano felici! Cantavano! Vogliono dare una festa!
Tra le tante cattiverie che mi hanno detto è che non sono una buona madre, perché metto mia figlia in secondo piano in relazione allo studio, so che non è vero ma non avrebbero dovuto toccare mia figlia, è solo una bambina e lei non c’entra. Ieri invece ho pensato io ai loro figli. La “pinguina” ha una figlia di 27 e una di 19. Le altre hanno figli tra gli 8 e 22 anni. Mi chiedo come cresceranno  questi ragazzi con gentaglia del genere, genitori che per non fallire rubano, vanno contro la legge, per non ammettere di non essere all’altezza sono disposti a rubare il punteggio, il posto di lavoro a chi studia davvero, a chi è davvero preparato. (E non parlo di me ma di donne che vengono al corso e oltre ad avere una famiglia numerosa lavorano anche!) Come sono squallidi alcuni adulti. Feccia. Nati dalla cacca dell’ultimo verme della terra. E con questo ho detto tutto!




sabato 12 maggio 2012

Eccomi in tutto il mio splendore!

E' online il video della presentazione presso la libreria "Volta LaCarta" vi consiglio di dare una sbirciatina, non tanto per la sottoscritta ma per le risate fatte con Gabriella Parisi ... qui
Certe esperienze riempiono davvero il cuore e danno fiducia soprattutto quando la strada sembra in salita :)

giovedì 10 maggio 2012

Terza edizione "Lo dico io per primo!" vi propone "Demetrio dai capelli verdi" di Marco Mazzanti


 Benvenuti alla terza edizione di "Lo dico io per primo!" la nuova e seguitissima rubrica di "Libero arbitrio blog".  Questa nuova sfida ospita Marco Mazzanti un collega e amico virtuale che spero di conoscere, al più presto dal vivo.
Ma andiamo con ordine. In questa edizione posterò la mia recensione di "Demetrio" e una scheda del libro con relativi disegni eseguiti da Marco. Io li trovo stupendi e più volte ho asserito che pubblicarli in un libro, completo di storia, sarebbe un atto straordinario nei confronti dei lettori che hanno apprezzato e amato "Demetrio".
Rimarrete sicuramente affascinati dalle trame dei romanzi  di questo talentuoso scrittore, nonostante la sua giovane età ha all'attivo ben tre romanzi e tutti sono molto impegnativi ... 

Ma chi è Marco Mazzanti?


Marco Mazzanti è un ragazzo nato a Roma, due


 anni prima del crollo del muro 

di Berlino, 

quindi sul finire del “secolo 

breve”. 

Ama leggere e scrivere e nutre 


moltissimi altr


interessi. E' un tipo


 estremamente attento e al


 contempo incredibilmente 


distratto, spesso 






con 


la testa fra le nuvole, immerso nei propri

 pensieri, impegnato in bizzarri viaggi 

immaginari che lo conducono poi a mettere su

 carta, scritta o disegnata, le sue fantasie.



E' autore dei romanzi:

L'UOMO CHE DIPINGEVA CON I COLTELLI

Deinotera 2008


LA NAVE DEL DESTINO - ASIA

                                                                 Deinotera 


2008


                                                               DEMETRIO

DAI CAPELLI VERDI

                                                               Eiffel 2010











Le trame dei suoi romanzi 




Di che colore è l'anima?- è ciò che si chiede Dmtrj quando recupera la vista e scopre l'esistenza dei colori. 
Abituato a percepire ciò che lo circonda tramite odori, profumi e sensazioni trova nell'arte la sua personale espressione. 
Ma Dmtrj dipinge con i coltelli e usa come tele i corpi nudi che delicatamente vengono lambiti dalla sue lame affilate. 
Il colore che Dmtrj preferisce è il rosso; rosso come il sangue, come la vita, come la verità che si trova nella carne e che si profonde sulle sue tele. 
Scile è un giovane che si prostituisce per vivere. Il suo è un non colore, come la sua vita fatta di vendetta. Ama per vivere e vive per uccidere. 
Dmtrj e Scile sono opposti ed entrambi turbano coloro che incontrano, ma le loro strade si incroceranno per amore di Asja: un'albina cieca e bellissima.







All'approssimarsi dell'anno Mille, in un mondo in cui il confine tra leggenda e realtà va sempre più assottigliandosi, quattro uomini si contendono il proprio diritto alla felicità. Tre gemelli, simili d'aspetto ma opposti nel carattere, e un re, che crede di aver perso per sempre il suo unico amore, saranno costretti a incrociare le proprie strade.
Ma il destino è in agguato e la presenza di Asia, la cui bellezza è così prepotente da renderla simile ad un essere ultraterreno, sconvolgerà i piani di ognuno portando a conseguenze inaspettate.
Una saga vivace e pittoresca, tra romanzo e favola, polittico di esseri fatati e strampalati artisti circensi che vivono sullo sfondo di due generazioni e d'una leggenda, quella delle sirene. Tra Mar Mediterraneo e Ponto Eusino, dall'Ecumene ad Edwilanàm, universo nascosto e misterioso, la storia di Maris e di Asia e del loro amore.




Titolo: Demetrio dai capelli verdi
Pagine: 288
Autore: Marco Mazzanti
Editore: Edizioni Eiffel
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8895447026
ISBN-13: 978-8895447025


DISPONIBILE ORA ANCHE IN VERSIONE EBOOK (ITALIANO)!
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Nel pieno degli anni Sessanta dell'Ottocento, in un paese che sull'esempio occidentale guarda con curiosità alle nuove scienze e alle novità della tecnica, ma che ancora si dimostra visceralmente attaccato alle credenze, alle voci e ai fantasmi della terra più profonda, il pittore Joan Marcel incontra Demetrio.
Demetrio ha i capelli verdi e la pelle bianchissima, che al sole si adorna di misteriosi segni e ghirigori che ricordano i tatuaggi tribali di certe popolazioni dei Mari del Sud.
Il rapporto tra i due uomini è particolare e assai chiacchierato, ma la novità di un nuovo incontro, quello con una "rosa", predetto da una gitana, incrinerà l'armonia della loro fratellanza; le strade di Demetrio e di tutti coloro che fanno parte della sua vita si scinderanno, conducendo a destini incrociati e conseguenze sconvolgenti.
Demetrio dai capelli verdi è un romanzo di formazione che narra di emozioni antiche e passioni imbattibili, complicità e incomunicabilità fra esseri umani, in un mondo sospeso fra elementi dell’ordinario quotidiano e realismo magico – un mondo dove l’anima trova nel sogno la sua sede naturale e dunque la sua sorgente.
L’anima è il mezzo di trasporto più rapido, ma anche il più ribelle. I sogni ne sono il motore, essi decidono la meta. Alla velocità del sogno, si possono percorrere centinaia di chilometri e trovarsi da un punto all’altro del pianeta in pochi attimi.



I disegni di "Demetrio" eseguiti dall'autore.















Il Booktrailer "Demetrio dai capelli verdi".




La mia recensione



Demetrio ha i capelli verdi, il volto diafano, strani geroglifici sul corpo. Non è certamente un ragazzo che passa inosservato. Questa sua particolarità l'ha reso schivo e riservato, teme il mondo e coloro che ne fanno parte, va alla ricerca dei suoi simili anche se i suoi simili non sa se esistano davvero. È  alla forzata ricerca di sé e questo lo rende nervoso, impaurito. Il romanzo si divide in due parti.
La prima racconta la vita di Demetrio a casa di Joan Marcel, artista che insegna ai ragazzi di paese l’arte del dipingere. La musa ispiratrice è Demetrio che fa da modello.  Mentre se ne sta lì fisso ad osservare gli occhi incuriositi degli altri che cercano di riportare su tela la bellezza del suo corpo scultoreo, pensa a Roze, splendida creatura conosciuta  in chiesa e di cui lui si innamora perdutamente, purtroppo sarà un amore impossibile. Questo sentimento incrinerà l’amicizia tra Demetrio e Joan Marcel. Entrambi rapiti dall’amore verso la stessa donna. L’artista avrà la meglio in quanto Roze accetterà di sposarlo.  Questo evento determinerà la fuga di  Demetrio da Sòfiar ( paese in cui vive)  per andare alla ricerca della sua famiglia.
La seconda parte del romanzo è intrisa di mistero e magia, di un certo calore familiare in un crescente senso di amore, disagio, costernazione. Alla narrazione si aggiunge un pathos più denso e lentamente alcuni misteri vengono svelati per lasciare il lettore in uno stato di trance, di abbandono e al contempo di letizia. Demetrio scoprirà di essere frutto dell'amore, di essere stato abbandonato  e cresciuto dal pregiudizio, impara a capire cosa non desidera sbirciando la vita di coloro che vivono all'interno di un monastero, luogo che diventa rifugio e prigione. In un crescendo di tensione emotiva e di un altalenarsi dell'umore di Demetrio, l'autore sviluppa pagina dopo pagina un genere letterario che ha i contorni del fantastico e la prepotenza della narrativa. Alla fine si scoprirà che Demetrio non è altro che il risultato genetico tra un "diverso" e una ragazzina di quindici anni, consentendo così al mistero di scivolare da lui per precipitare sulla figura enigmatica di suo padre ... Demetrio ancora una volta fugge ... troverà mai gli esseri venuti dalla luce? Coloro che sembrano essere i suoi antenati?
La seconda parte del romanzo aggiunge mistero al mistero, piccoli semi piantati che lasciano con il cuore palpitante e la voglia di scavare affondo. Un romanzo originale, scritto molto bene, fluido che consente una lettura trasversale. Dalla prima pagina il romanzo cattura con forza proiettando il lettore in un mondo fiabesco in cui spesso ci si chiede quale sia la verità e quale la menzogna.
I punti deboli sono pochi e del tutto personali, desidero menzionarli per far capire il perché non abbia dato le cinque stelline: il titolo, mi ricorda troppo “Anna dai capelli rossi”, toglie al romanzo il lato fiabesco. Il rapporto tra Demetrio e Joan Marcel passa in maniera repentina da coinvolgente e simbiotico a stucchevole, freddo e odioso. Demetrio ha 25 anni ma si comporta come un adolescente e visto le difficoltà che ha vissuto nella vita mi sembra poco credibile. Il serpente, “il male” che insegue Demetrio è solo accennato e il lettore rimane con l’amaro in bocca. Anche se ci sarà un seguito, il lettore ha comunque diritto a capire quel primo libro a cui ha dato parte di sé e del suo tempo.
Mi permetto di dire che mi piacerebbe molto leggere la storia di Demetrio in un bel libro –  album dalle pagine plastificate corredato dai disegni dell’autore che trovo splendidi. (Questo parere è ancora più personale del precedente) .
Un romanzo “Demetrio dai capelli verdi” consigliato a chi ama leggere storie di uno certo spessore, dal forte impatto emotivo e che regala ore piacevoli in un vero e proprio stato di letizia.
Consigliatissimo!!!









Marco Mazzanti  ha messo a disposizione per "Libero arbitrio 


blog" una copia di "Demetrio dai capelli verdi" .

Quindi armatevi di tutti i cassetti della memoria stipati nella 


vostra mente, aprite le porte nei corridoi della vostra psiche,e 


andate nelle cantine e nelle soffitte della vostra memoria alla 


ricerca delle tre risposte che vi faranno vincere questa nuova 


sfida!


Regolamento



Quante volte avete sostenuto, anche con un certo orgoglio,  di conoscere perfettamente i libri letti? Che se solo qualcuno ve lo chiedesse sareste  capaci di recitare alcuni brani a memoria? Ricordate: vestiti, gesti importanti, personaggi di “passaggio”, quelli apparentemente  non necessari ai fini della trama, arredamenti, paesaggi, frasi detti in momenti  banali?  

E se vi fossero poste tre domande, sì! solo tre, sapreste davvero dare le risposte giuste? Sareste  capaci di mettervi alla prova e di rispondere per primi?

“Lo dico io per primo!” è la nuova rubrica di LIBERO ARBITRIO BLOG dove vi verranno poste tre domande a cui dare tre riposte secche, il primo che risponderà correttamente riceverà un romanzo messo a disposizione da editori o case editrici che hanno deciso di aderire all’iniziativa.

Per rendere la rubrica flessibile e più interessante oltre alla letteratura, ogni tanto, verranno poste domande anche su: film e series tv. Spesso un  buon lettore è anche un appassionato cinefilo e poi così sarà più divertente!
La flessibilità contraddistinguerà anche le modalità nel porgere il quesito che varierà in questo modo:

  • Sanno poste tre domande a cui dare tre risposte secche 
Oppure

  • Sarò io a dare tre indizi a cui voi dovrete dare il nome del libro o del film. 

Partecipare è facilissimo:



Basterà lasciare un commento su LIBERO ARBITRIO BLOG scrivendo il numero progressivo con cui si lascia il commento e subito dopo inviare una mail a liberoarbitriospinoff@yahoo.it, nel corpo della mail dovrete inserire il vostro numero progressivo, il vostro indirizzo mail e naturalmente le risposte.
Condividere l’evento sarà cosa gradita.
Una volta appurato il nome del vincitore, che sarà colui che darà per primo le risposte giuste, riporterò tutto su LIBERO ARBITRIO BLOG (compreso orario dell’invio della mail del vincitore, per evitare fraintendimenti). Ottenuto  l’indirizzo del vincitore il libro gli verrà spedito o dalla casa editrice o dall’editore in quest’ultimo caso otterrà anche dedica e autografo. 
Se dovesse esserci un parimerito, causa risposte esatte e stesso orario di invio della mail, verrà effettuato uno spareggio. Altre tre domande saranno poste esclusivamente ai due candidati vincitori: solo uno ne uscirà vincitore.
In  caso invece, nel momento in cui verranno posti  i tre indizi e nessuno riuscisse a dare una risposta esatta, darò ogni dieci giorni altri tre indizi fino a quando qualcuno tra i vari candidati indovinerà il nome del libro o del film.
Coloro i quali parteciperanno alla rubrica “Lo dico io per primo!” accetteranno le modalità riportate in questo regolamento.





Avete la possibilità di partecipare all'iniziativa da giorno 10 


maggio fino alla mezzanotte di giorno 23 maggio.


Le tre domande riguardano:









Frankenstein di Mary Shelley

La storia di Frankenstein nasce al mondo sbagliata ed è immediatamente identificata col mostro, colui che è contro, suo malgrado, l'ordine naturale e sociale degli uomini; diviene, anzi, l'estraneo.
Lo sciagurato essere è simbolicamente trasformato da gigantesco feto in neonato, in bambino, in adolescente e, di botto, con la scoperta del dolore, in adulto; stadio da cui poi, nel finale, consegue l'ulteriore trasformazione morale da innocente a peccatore e quindi a essere diabolico.





L'autrice: Mary Shelley



E' una scrittrice, saggista e biografa inglese. E' l'autrice del romanzo gotico "Frankenstein" pubblicato nel 1818. Rimase orfana di madre quando aveva solo dodici anni. Il padre non viveva con la madre della scrittrice, quando Mary aveva tre anni l'uomo sposò una vicina di casa: Mary Jane Clairmont, donna forte e determinata. Costei, femminista, inculcò alla giovane Mary un'educazione ricca e informale. Nel 1814 Mary conobbe e si innamorò di Percy Bysshe Shelley, già sposato, con cui fuggì in l'Europa. Fecero ritorno a casa quando rimasero senza soldi. Mary era incinta ma la bambina, nata prematura morì appena nata. Mary e Percy si sposarono nel 1816 quando la moglie dell'uomo si suicidò. L'unico figlio a sopravvivere ai genitori fu Percy Florence visto che gli Shelley patirono l'atroce sofferenza di veder morire due dei loro tre figli. Nel 1882 Percy morì annegato e Mary si dedicò completamente alla scrittura per poter mantenere e crescere suo figlio.  Morirà a 53 anni, nel 1851 a causa di un tumore al cervello.
Molti la ricordano esclusivamente per la sua opera più importante "Frankestein" e per l'apporto e il sostegno dato al marito poeta. Ma la Shelley scrisse e pubblicò molte opere, tra cui anche  romanzi storici come Valperga (1823) e Perkin Warbeck (1830), romanzi apocalittici come L'ultimo uomo (1826), e gli ultimi due romanzi, Lodore (1835) e Falkner (1837).


Le tre domande 


  1. La scintilla che ha dato vita al romanzo della Shelley da dove è partita?
  2. C'è un solo e unico umano che riesce ad affezionarsi a Frankenstein senza spaventarsi per la sua mostruosità. Perché?
  3. Perché la creatura si chiama Frankenstein? 


Le domande sono facilissime. Potranno rispondere persino 


coloro i quali non hanno letto il 


romanzo ma visto il film. Fatevi sotto e non temete di 


rispondere anche per terzi, quinti o 


settimi, bisogna rispondere correttamente per vincere e non 


è detto che i primi diano la


 risposta giusta! Quindi fatevi sotto!