venerdì 31 agosto 2012

Quiz letterario: descriviti con i libri!



Un nuovo quiz letterario pubblicato su Ombre Angeliche e riadattato  su Youtube come video tag da Frahorus.  Ormai sono diventata un'amante di questi giochini che consentono di presentarsi attraverso i libri. Questo l'ho trovo molto accattivante. Servitevi pure :)



1) Sei maschio o femmina?
Star Girl di Jerry Spinelli.







2) Descriviti
Verrà la vita e avrà i tuoi occhi di Ockayova Jarmila.





3) Cosa provano le persone quando stanno con te?
Il mondo alla fine del mondo di Luis Sepulveda.







4) Descrivi la tua relazione precedente
Il viaggiatore notturno di Maurizio Maggiani.



5) Descrivi la tua relazione attuale.
Come la prima volta di Nicholas Sparks.




6) Dove vorresti trovarti?
D'un tratto nel folto del bosco di Amos Oz.



7) Come ti senti nei riguardi dell'amore?
Il giardino segreto di Burnett.





8) Come descriveresti la tua vita?
Vivere per raccontarla G.G. Marquez.



9) Cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio?
Un luogo chiamato libertà di Ken Follett.




10) Dì qualcosa di saggio.
Essere senza destino di Imre Kertesz.



11) Una musica.
L'uomo che sussurrava ai cavalli di Nicholas Evans.




12) Chi o cosa temi?
Caos Calmo di Veronesi.


13) Un rimpianto.
La tredicesima Storia di Diane Setterfield.


14) Un consiglio per chi è più giovane.
Peter Pan di J.M.Barry.



15) Da evitare accuratamente.
La noia di Moravia.




giovedì 30 agosto 2012

Fra breve splendide novità.




E' un periodo di riflessione e anche di lavoro. Sapete quei bivi che cambiano in modo radicale la vita dell'uomo? Ecco io mi sono trovata dinanzi ad esso per alcuni giorni, circa un mese direi. Ho così tanto riflettuto da non aver più nulla da riflettere, tanto mi sono sentita combattuta. Il mio conflitto, la mia sfida interiore. Eppure ce l'ho fatta! Eccomi qui, felice di aver risolto l'intrigato dilemma, di essermi fermata dinanzi al bivio, di aver "pensato", ho dormito anche tra la biforcazione con la speranza di ricevere una sorta di segnale luminoso (magari con cartello a caratteri cubitali!) ma alla fine ho dovuto capire da sola ciò che volevo. Adesso, come un viandante con sacco in spalla, mi sono incamminata verso il sentiero. Avrò quello che voglio? Chi lo dirà, non ho trovato sfere magiche in questo mese di riflessione ma, mi fido del mio sesto senso e anche della mia capacità di unire sogno e realtà! Sì perché anche se non bisogna mai abbandonare i propri sogni, bisogna lottare per realizzarli è anche vero che necessitiamo di mezzi per realizzarli e per vivere la nostra vita, quindi spesso si è alle prese con l'unire, impastare l'utile al dilettevole!


Per il resto vorrei farvi partecipi del fatto che da più di un mese ho pubblicato un racconto in una raccolta antologica con un gruppo di scrittori conosciuti su facebook. L'iniziativa l'ho trovata lodevole perché il ricavato delle vendite andrà ai terremotati dell'Emilia Romagna. In questi giorni vi darò più informazioni. Se avete voglia di leggere, leggete facendo del bene!

In più dal 10 Settembre inizierà la rubrica "Lo dico io per primo!" con un romanzo che fa gola a molti. E' un fantasy scritto a quattro mani ... ho già detto troppo!


Per il resto, ci aggiorneremo. Io finisco di godermi gli amici e parenti che quasi a turno hanno alternato questa splendida estate che da una parte mi ha dato frutti succosi (realizzando molti dei miei progetti!) dall'altra, per la prima volta in vita mia mi ha messo dinanzi a una realtà da me sconosciuta: anch'io soffro il caldo! Non mi era mai accaduto! Sono umana anch'io! E' duro constatarlo! D'estate mi sono sempre sentita una semi - dea, indistruttibile, le mie fragilità sono sempre emerse d'inverno, invece mi sono dovuta ricredere e in alcuni casi barricarmi in casa, per difendermi dall'impossibilità di respirare! Perché fuori si annaspa!

Ultimo favore: su facebook ho una pagina dedicata al mio romanzo "Libero arbitrio" vorrei farla crescere e raggiungere più persone. Mi aiutate con un click?



Vi abbraccio alla prossima :)



sabato 25 agosto 2012

Malattie letterarie



Lo sanno tutti  che i ladri sono recidivi e io son tornata a rubare a casa di Bulimia Letteraria. Chiara non me ne vorrà se apprezzo infinitamente le sue chicche. Questa volta i libri vengono abbinati a diverse patologie. 

Si comincia :) Vi consiglio un buon vaccino :)
  1. Diabete: un libro troppo, troppo dolce.
Sarò ripetitiva ma "Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto" di Coelho. Troppo amore: per Dio, per l'amato, per il prossimo, fino all'esaltazione. 










2. VARICELLA - Un libro che hai letto una volta e non rileggeresti mai più

"Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire" di Melissa P. Mii aspettavo chissà che cosa e invece è solo  il diario di un' adolescente in preda alle crisi esistenziali. Non l'ho trovato straordinario e tanto meno interessante, né la storia e né la scrittura. 







3. INFLUENZA - Un libro che si diffonde come un virus

"Caos Calmo" di Veronesi. Un libro priva di senso, come i virus! Ho preferito il film ma il libro è confusionario, ripetitivo. Ossessivo oserei dire. 








4. MALATTIA RICORRENTE - Un libro che rileggi spesso o ogni anno.

Libri di harry potterNon rileggo mai lo stesso libro ma posso dire che  ogni anno, come regalo natalizio leggo per tutto il mese di dicembre,  rigorosamente fantasy, ormai l'abitudine è diventata tradizione ... Per questo dico che rileggerei volentieri tutta la saga di "Harry Potter" della Rowling. 




5. INSONNIA - Un libro che ti ha tenuto sveglio.

Faccio lo stesso gioco di Chiara di Bulimia letteraria e dico che se l'essermi tenuta sveglia dipende dalla paura allora dico  "Quattro dopo mezzanotte" di King, lo giuro mi ha spaventata, ha mosso qualcosa di abominevole dentro di me! Invece per il desiderio di leggere senza fermarmi né per  mangiare e né per dormire "Il petalo cremisi e il bianco" di Faber. Un romanzo che consiglio agli appassionati di storia, ai visionari, ai cinici e a chi ama essere sorpresi sul finale. 










6. AMNESIA - Un libro che hai letto, ma di cui hai dimenticato tutto o quasi

Non ho dubbi "Una canna da pesca per mio nonno" di Gao  Xingjian . Ricordo solo il titolo.





7. ASMA - Un libro che ti ha tolto il fiato.

"Bruciata viva" di Suad. Rendersi conto che esistono realtà abominevoli fa tremare il cuore ma venire a conoscenza di verità scomode, dietro la porta di casa, fa davvero davvero paura. Di cosa è davvero capace l'uomo? 






8. MALNUTRIZIONE - Un libro povero di contenuti.
"Domeniche da Tiffany" Di Patterson. Solita tiritera. 








9. MAL DI MARE - Un libro che ti ha portato in un altro mondo.

Nono ho il minimo dubbio "Cuore d'inchiostro" di Funke. Non è solo la storia originale, i personaggi incantati ma è la scrittura che attira il lettore a sé. E' una scrittura fatata, piena di personalità, di carisma, di attrazione. Bisogna davvero prendersi a schiaffi per uscire dal libro.   



E invece le vostre malattie letterarie?

venerdì 24 agosto 2012

Chi scrive di fobie, manie e perversioni legga qui!


Selezione dei racconti per l’antologia “OBSESSION”

Un'iniziativa che considero una buona palestra per chi vuole mettersi alla prova. La Limina Mentis Editore seleziona racconti per l'antologia "Obsession" è a titolo gratuito, quindi tentar non nuoce.


Il tema della raccolta di racconti è “Fobie, manie e perversioni”. Il volume sarà dedicato principalmente a scritti nei quali la componente intimistica e psicologica – biografica o inventata- ricopra un interesse particolare ai fini del racconto.
Il volume sarà composto da una determinato numero di racconti che risulteranno selezionati.

 1. La partecipazione alla selezione dei materiali per l’antologia di racconti è totalmente gratuita. Agli autori presenti in antologia non verranno date copie omaggio, né verrà obbligato l’acquisto del volume che, comunque, è consigliato.
 2.Verranno accettati solamente testi nella forma del racconto e questi dovranno avere una lunghezza non superiore ai 50.000 caratteri (spazi inclusi).
3.Ogni autore può presentare un solo racconto.
4. I materiali devono essere inviati rigorosamente in formato Word, con il sistema di pagine numerate e dovranno essere dotati di un titolo. Invii di materiali con altri formati diversi da Word non saranno presi in considerazione. Si richiede di non inserire nel file immagini né di adottare caratteri colorati, grassetto o corsivo e si consiglia di utilizzare il carattere Times New Roman, punti 12, interlinea 1,5 paragrafo giustificato.
5. Si richiede di inviare, insieme al testo, un file contenente i dati personali (nome, cognome, indirizzo di residenza, e-mail, telefono, cellulare) e un curriculum bibliografico (facoltativo).
6. L’invio dei materiali deve essere fatto esclusivamente per e-mail a questo indirizzo: lorenzo.spurio@alice.it riportando nell’oggetto “Obsession” entro e non oltre il 20 Dicembre 2012.
 7.Limina Mentis comunicherà a tutti i partecipanti -selezionati o no- l’esito della selezione e le informazioni circa la pubblicazione/acquisto del volume.
Ho trovato questa sorta di bando qui. Date un'occhiata da voi.

giovedì 23 agosto 2012

Rubrica: L'uomo dietro l'autore. Emilio Salgari.


Inizio questa rubrica con Emilio Salgari perché è stata proprio la scoperta della vita dell’uomo, più che dello scrittore a inquietarmi. ( E a darmi l’idea di questa rubrica!) La maggior parte degli italiani conoscono Sandokan, in tanti hanno apprezzato e amato il film senza sapere che dietro ad avventure così esotiche ci fosse la penna di un italiano.
Posso dirvi chi pensavo fosse Salgari? Un ricco aristocratico che girava il mondo, uomo illustre che grazie ai suoi averi aveva avuto la possibilità di violare luoghi inesplorati. Lo immaginavo impettito in un ricamato panciotto con un orologio d’oro appeso al taschino e che sbiascicando ordini, menando per aria  un bastone di madreperla, (magari ricavato da qualche corno d’elefante!) costringeva i suoi servi a tagliare i rovi che gli impedivano il passo. Quando ho scoperto che Salgari non aveva mai viaggiato in luoghi esotici e che i romanzi e racconti da lui scritti erano tutti pura invenzione ho creduto che fosse stato uno studioso, un ricercatore, una sorta di botanico. Da pochi anni sono venuta a conoscenza della realtà dei fatti. Ossia che Salgari ha vissuto buona parte della sua vita in miseria e da disperato. Snobbato dai salotti  letterari. 

 



























Salgari nacque a Verona nel 1862. Sognatore sin da bambino, ingurgitò storie di avventure, animato dai racconti di Verne, Stevenson, May. Bocciato all’istituto tecnico, dove studiava per diventare capitano di lungo corso, decise di abbandonare gli studi per intraprendere un lungo viaggio. Ma neanche questa aspirazione fu interamente soddisfatta. Appassionato, sognatore, scoprì la sua vocazione: la letteratura, e tra un racconto e l’altro, l’amore  per una nobildonna Veronica, il periodo in prigione, iniziò la sua vera e propria attività letteraria. Firmò contratti d’edizione per ben tre case editrice ( ebbe come compenso 300 – 400 lire a romanzo) e dopo il matrimonio con la giovane Ida Peruzzi, (attrice teatrale) da cui ebbe quattro figli, la situazione degenerò. Scrivere divenne una necessità.


Salgari, a causa degli accordi presi con gli editori e anche per sfamare i figli fu costretto a pubblicare quattro romanzi l’anno.  Stressato, stanco, non aveva la possibilità di rileggere ciò che aveva scritto. Viveva intere giornate nella biblioteca comunale alla ricerca di atlanti ed enciclopedie in cui evidenziare luoghi esotici dove ambientare i suoi romanzi, gli servivano nomi  credibili per i protagonisti. Coltivò  un piccolo orto botanico per toccare con mano quello che immortalava su carta. Nulla venne lasciato al caso, ogni personaggio, luogo, nome, evento ha un fondamento. È frutto di una minuziosa ricerca.


A causa dei debiti la famiglia Salgari fu costretta a trasferirsi a Torino presso un alloggio popolare in corso Casale. Per Salgari fu una vera e propria umiliazione. Molte sere si cenava senza companatico, il buon padre di famiglia, giocherellone, pronto allo scherzo cambiò atteggiamento, modellato dai problemi. La moglie ebbe gravi problemi di salute. Le cure psichiatriche misero in ginocchio la già precaria situazione economica familiare. La donna fu internata in un sanatorio popolare, il marito   non poté garantirle un’assistenza dignitosa,  “Aida” era stata lasciata sotto il dominio della perversa malattia. 
Più e più volte Salgari chiese tregua e aiuto ai suoi editori ma non venne ascoltato. Le sue storie divennero ripetitive e persero spessore. Salgari divenne un uomo stremato, solo, in preda alla disperazione, braccato dai creditori,  si lasciò cadere nel vortice della parapsicologia che turbò il suo già precario equilibrio, tanto da diventare superstizioso. Soffriva d’insonnia, temeva eventi e situazioni. Arrivò ad abusare di alcool e fumo (fumava più di 100 sigarette al giorno). Gli mancava la moglie, la casa non aveva più il calore familiare, accudire quattro figli divenne difficile. Tentò il suicidio, una prima volta, cercando di lanciarsi su una spada. Il secondo tentativo fu quello decisivo. Ben architettato. Il 25 aprile 1911, appena sveglio scrisse tre lettere. Dopo essersi vestito infilò il rasoio in tasca e si diresse alla fermata del tram. Il suo cadavere fu rinvenuto in un burrone di Valle San Martino. Uno squarcio alla gola e diverse  ferite all’addome.  Salgari aveva quarantanove anni. La notizia della sua morte cadde  in secondo piano, in sordina così come lo era stata la sua vita e quella dei suoi figli, a causa del 50esimo anniversario dell’Unità D’Italia. Torino era impegnata nei preparativi e così una tragedia  atroce occupò a mala pena un trafiletto nei quotidiani dell’epoca.

 
Salgari salutò il mondo con l’amarezza nel cuore, compiendo lo stesso gesto folle del padre e che anni dopo ripeterà suo figlio Omar, il più piccolo della cucciolata. Una famiglia che si frantumò che si sgretolò sotto l’incalzante ingenuità di un uomo che mise il suo talento a servizio di “strozzini del sapere”.
Salgari sarà dimenticato per lungo tempo. Nessuna scuola italiana porta il suo nome. Mai studiato come avviene con Verne in  Francia ( Un cratere sulla Luna porta il suo nome e il 2005, anniversario del centenario della sua morte, fu  chiamato anno Verne!) fortunatamente è stato rivalutato dal cinema e dalla tv.  







Le carovane di animali esotici che avevano costellato la sua infanzia, in una Verona attraversata da stranieri, circhi, spettacoli per le strade, animarono la sua fantasia di  bambino che aveva avuto il coraggio di trasformare i suoi sogni in realtà. Da piccolo era abituato a correre in strada, seguito dal padre per riempirsi gli occhi di tali meraviglie e sorridente, uno di quei giorni fu persino lungimirante e alla vista di una tigre ammaestrata esultò: “Un giorno ne sconfiggerò una. Io sarò un condottiero, un pirata, un sultano. Un capitano dei mari del Sud. Il mio nome sarò intriso di tempesta!.

mercoledì 22 agosto 2012

I sette vizi capitali dei libri!


Ho rubato una splendida ideuzza a Bulimia Letteraria  che a sua volta l’ha trafugata da Happy Red Book che, a sua volta, lo ha tradotto da un video di MaharetOtonashi. Siamo  un mondo di ladri!
A farla breve si tratta di un riadattamento dei sette vizi capitali incentrato sui libri. Bella idea vero?
Rubacchiate anche voi, dopo aver letto però ;)




  1. AVARIZIA - Qual è il tuo libro più costoso? Qual è il tuo libro meno costoso?
Non saprei dire quale dei miei libri è il più costoso, soprattutto perché acquisto tomi e tomi ormai da anni e di alcuni ho dimenticato davvero il prezzo. Posso invece essere sicura di quello che ho pagato davvero un prezzo irrisorio: 100 pagine mille lire. In quanti hanno sfruttato l’opportunità promossa dalla Newton circa un decennio fa? Ho acquistato l’intera collana fantastica e alcuni classici.








  1. IRA - Con quale autore hai un rapporto di amore/odio?
Con Paolo Coelho. Non riesco davvero a credere che l’autore di “Il sentiero di Santiago” abbia anche scritto “Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto”. Il primo è un romanzo mistico, surreale, ancestrale, profondo di iniziazione, il secondo è illeggibile. Detesto profondamente quella forma estrema di  spiritualità che sfocia nell'esaltazione.
Sembrano, i due romanzi, scritti da autori differenti. Eppure Coelho scrive verità che fanno riflettere e che leniscono ferite profonde.








  1. GOLA- Quale libro hai divorato e riletto in continuazione senza alcuna vergogna?
Non leggo mai due volte lo stesso libro. Non mi piace l’idea di perdere tempo dietro a qualcosa che ho già gustato in maniera piena. Quando leggo lo faccio con attenzione, immedesimandomi e cercando di cogliere tutte le sfumature possibili, ma per una volta ho ceduto. Un libro, uno solo che ho riletto ben tre volte nella mia vita è “Va dove ti porta il cuore” di Susanna Tamaro, avevo diciannove anni e quel romanzo mi ha accompagnato in un percorso molto importante della mia vita.








  1. PIGRIZIA - Quale libro hai tralasciato o messo da parte per pigrizia?
Non ho dubbi. Uno solo. Mai abbandonato nessun libro in vita mia, letti tutti tranne “L’uomo giusto” di  W. Seth.  Non ce l’ho fatta, mi sono bloccata a metà romanzo, la questione politica e religiosa trattata nel romanzo era diventata infinitamente pesante e difficile  da assorbire.



  1. SUPERBIA - Di quale libro ti piace parlare per sembrare estremamente intellettuale?
Due sono i libri. Madame Bovary e Anne Karenina, soprattutto se si parla di storia e si vuole trattare il tema della Russia di allora.


  1. LUSSURIA - Quali caratteristiche trovi più attraenti nei personaggi sia maschili che femminili?
In entrambi la passione, la voglia di superare se stessi, di prendere la vita come fosse una sfida anche nella quotidianità, nella semplicità. Mi ha molto toccato Rossella di "Via col vento" , la sua passione, la sua grinta, la voglia di farcela a tutti i costi ma allo stesso tempo apprezzo Helene  di “Seta” di Barrico, silenziosa attende il marito e per renderlo felice cambia la realtà dei fatti. Stefania di “Verrà la vita e avrà i tuoi occhi” di Ockayovà che prova a salvare Barbara, la sua migliore amica ma quando lei le scivola fra le dita, nonostante la sensazione di pericolo, capisce che deve lasciare la presa. La Perfetta  del “Viaggiatore notturno” di Maggiani una donna impalpabile, eterea, trasparente. Tutte donne diverse ma che trasformano il dolore, il percorso della propria esistenza in un punto di forza. 



9. INVIDIA - Quale libro vorresti ricevere come regalo?

Quale? Stiamo scherzando? Dite a un’onnivora, mangiatrice di libri, psicolibritudine, quale libro? Quali, quali, quali libri??? Ce ne sono tanti, infiniti, classici e altri più frivoli, meno impegnativi. Non faccio "titoli" per non offendere nessuno :)






giovedì 9 agosto 2012

Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello.



















Eccoci al secondo appuntamento con Luigi Pirandello e al suo ultimo romanzo: Uno, nessuno e centomila pubblicato nel 1927 e definito dallo stesso autore :"Più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita". In questo romanzo la tematica filosofica è alla base della narrazione che fa da portavoce alla trama stessa.  
Ma andiamo con ordine.
Vitangelo Moscarda è il protagonista del romanzo. Sposato, senza figli, fa quello che gli riesce meglio :nulla! E' un borghese, figlio di un banchiere che eredita alla morte del padre una fortuna economica sostanziosa e se non bastasse  non deve neanche preoccuparsi di far fruttare il denaro, tanto ci sono altri che lavorano al suo posto. ( Vive di rendita!). La narrazione prende il via quando Vitangelo, un giorno, mentre  si guarda allo specchio, la moglie gli fa notare che il  naso gli pende leggermente a destra. Inizia per l'uomo una vera e propria crisi di identità che lo porterà a scoprire le varie interpretazioni ( maschere o forme) che assume con le diverse persone che fanno parte della sua vita. Quando si rende conto che per la moglie è una marionetta, per i compaesani un usuraio, per il suocero un buono a nulla e così via, l'uomo prende l'iniziativa di distruggere tutte le "forme" per liberarsi, finalmente delle maschere. Ciò avviene a costo di essere considerato pazzo. Tant'è che alla fine del romanzo il nuovo esordio esistenziale dell'uomo  è all'interno di una casa di cura, povero, costretto a indossare berretto a sonagli, camicia da notte e sandali di legno. Situazione che diventa sinonimo di libertà per Moscarda. Secondo quest'ultimo la prigionia risiede nel nome, quindi sarebbe stato inutile cambiarlo e assumerne un altro, l'unica vera libertà è la frantumazione dell'Io. 
Questa sorte di gioco dialettico: Uno, nessuno e centomila non rappresenta altro che le varie personalità del protagonista. Uno è il Moscarda che lui crede di essere, colui che ha sempre visto allo specchio, Nessuno è dato dal continuo divenire dell'esistenza umana, la vita essendo mobile e fluida non potrà mai calarsi in un'identità definita e, centomila: sono tante le identità che gli vengono riconosciute, quanti sono coloro i quali gli si avvicinano. 
Moscarda asserisce che in molti avrebbero lasciato perdere: il naso storto, le gambe non certo aggraziate, il difetto alla nuca, tutti "imperfezioni" che avrebbero fatto esclamare a chiunque:"Il problema non è mio ma loro!". Gli altri avrebbero dovuto convivere con il Moscarda sbagliato tanto egli sapeva perfettamente chi era!
Invece per Vitangelo  la situazione degenera, peggiora, si affossa pagina dopo pagina, le riflessioni diventano sempre più intime, articolate, profonde fino a quando egli scopre che in sé esiste un altro "lui" : l'estraneo. La scena in cui il protagonista "guarda" e "vede" l'estraneo allo specchio, che lo fissa all'interno del suo occhio  è suggestiva, ipnotica e un'altra altrettanto intensa è quella in cui Moscarda parla con la cagnetta della moglie.
Il cambiamento di Moscarda non arriva per tentativi, lui ci crede e passa subito alle azioni. 
Non avrei mai immaginato un'evoluzione della trama così complessa. Colpi di scena ( e non solo), scandali, interventi "divini" e "politici" in questioni che erano apparse "personali". Una ricerca della giustizia grottesca, del tutto sommaria, approssimativa, persino quella divina non fa altro che appropriarsi di oggetti, di "sostanze" senza preoccuparsi dell'uomo. Moscarda però non si arrende e sfalda, sbuccia le diverse personalità. Le uccide, le colloca in una dimensione diversa. Si osserva da varie angolazioni. L'ironia fa da padrona, l'umorismo l'ho trovato leggermente nero rispetto a quello del fu Mattia Pascal.

Uno, nessuno e centomila mi ha fatto riflettere sulla precarietà dell'esistenza, del pensiero umano, sul concetto di identità e identificazione e soprattutto dei rapporti umani. Con quanta facilità la moglie di Moscarda dimentica il suo "Gengè" (era il vezzeggiativo amoroso con cui lei lo chiamava), appena cessa di esistere "la marionetta" l'uomo perde ogni fascino!


Un'amica mi aveva sconsigliato di leggerlo, a causa della tematica filosofica e per l'intensità  del tema trattato, l'ha definito noioso. Io invece l'ho apprezzato ( non tanto quanto il fu Mattia Pascal quest'ultimo ha uno slancio giovanile, di passioni e ardore più intenso. Moscarda è più riflessivo , introspettivo e passivo.). E' un romanzo che fa molto riflettere, che tratta temi umani che ci appartengono. Ognuno di noi  almeno una volta sola nella vita si è posto una delle tante domande che hanno travagliato Moscarda lungo la sua rinascita. Il coraggio di mostrarsi per quelli che si è, di andare alla ricerca del proprio sé, un percorso in salita che conduce in vicoli stretti e bui. 
Un romanzo che consiglio caldamente, soprattutto in quest'estate afosa!

martedì 7 agosto 2012

Il potere dei libri. Primo atto. Come i libri possono cambiare la vita.




I libri salvano la vita. Non saranno formato giubbotto anti proiettili ma assumono altre forme e altri volti da consentire all'uomo di usarli come armi, come protezione,  trampolino di lancio, rifugio.Sono pietre, pugnali, guanti, penne, spade, scudi. Sono folate d'aria, nascondigli, buchi, strappi pluridimensionali. Sono pericolosi, i libri. Perché bruciano, scottano. Sono amici, fratelli, compagni di vita. Ci sussurrano parole confortanti, per consolarci, ci coccolano se siamo addolorati, ci incitano a dare il meglio di noi se siamo demoralizzati, ci spronano, ci urlano in faccia quello che siamo. Sono specchi, specchi fatati in cui la realtà assume vari connotati dandoci al contempo il potere di svelare la realtà in cui viviamo.
I libri sono mondi. Mondi in cui ognuno di noi interpreta varie storie, in cui ogni volta le regole vengono sbriciolate per erigere altre inventive.
I libri sono corridoi. Corridoi costituiti da diverse porte. Porte a varie dimensioni, formati e colori e ogni porta nasconde una strada e ogni strada un vicolo con ponti, buchi, nascondigli.
I libri sono mezzi di trasporto. Auto quando ci portano in luoghi conosciuti e da persone che amiamo. Astronavi quando ci conducono in luoghi mai esplorati e da gente che non abbiamo mai conosciuto. Macchine del tempo quando invece ci consentono di superare lo spazio - tempo e ci danno la possibilità di vedere persone che non esistono più o che devono ancora nascere.
I libri ci salvano da genitori violenti, dall'alienazione di provincia, dalla solitudine, dalla paura.
I libri ci salvano da genitori assenti, dal caos di città, dal rumore di fondo della nostra vita, dalla depressione.
I libri ci salvano quando i genitori non ci sono più, quando siamo girovaghi, quando non abbiamo un punto fermo e  non sappiamo dove andare.
I libri sono la carta che viene stracciata quando si scarta un regalo.
E' la meraviglia del primo giorno di sole. E' un'assicurazione sulla vita. L'unico pacco bomba con risultati positivi.
I libri sono genitori perché si impongono nella  vita deviandone, in alcuni casi il percorso.
I libri sono figli che non invecchiano e che nonostante il passare degli anni ci ispirano sempre la stessa tenerezza. 
I libri sono nonni che con amore ci accompagnano nel presente.



















Non hanno scadenza. Possono essere ingurgitati con voracità, pasto luculliano, o con moderazione. Un boccone alla volta. 
I libri sono fari nella nebbia. La scoperta che ha cambiato le sorti dell'uomo. 
Sono buchi neri in cui precipitare. 
Sono sollevatori che raccolgono le macerie, sono silenzi che scuotono l'animo.
I libri sono la luce in una stanza senza finestra. La chiave per una porta chiusa. La scala che ci conduce in alto e ci fa aprire gli occhi verso gli altri.
I libri annullano le distanze. Creano ponti. Esplodono ed implodono alle stesso tempo.
I libri sono volti amici, quando gli amici non sono con noi.