mercoledì 31 ottobre 2012

Susan a faccia in giù nella neve: Carol O'Connell (Con questa recensione partecipo a Boo Halloween reading callenge)



TitoloSusan a faccia in giù nella neve
AutoreO'Connell Carol
Prezzo


€ 10,20
Dati2009, 457 p., brossura
TraduttoreAlbini F.
EditorePiemme  (collana Bestseller)


Alla vigilia di Natale, a Makers Village, una cittadina nello stato di New York, due bambine di dieci anni vengono rapite. L'unica traccia è la bicicletta di una di loro, ritrovata abbandonata alla fermata dell'autobus.
Il poliziotto incaricato delle indagini, Rouge, ha un motivo in più per cercare di ritrovare le bambine: 15 anni prima, la sua gemella, allora bambina, fu rapita e uccisa. E' vero che un uomo, un prete, è stato condannato per quell'omicidio, ma si è sempre proclamato innocente. E ora che le modalità del rapimento sembrano ricalcare quelle di 15 anni prima, Rouge spera che questa volta riuscirà ad arrivare in tempo per salvare la vita alle bambine scomparse. Con l'aiuto di Aly Cray, una criminologa dal volto sfigurato, Rouge tenta di far parlare l'unico che forse ha visto qualcosa, un ragazzino introverso che frequenta una scuola speciale vicino al luogo della sparizione.



Il passato ritorna, ritorna sempre e lo fa nel modo più atroce. Gli errori degli adulti ricadono sui bambini perché se questi non sono capaci di fare bene il loro lavoro e lasciano andare l’orco cattivo non credendolo tale … allora il mostro tornerà e farà di nuovo la medesimo cosa: uccidere.
Due bambine vengono rapite, Rouge, il poliziotto che si occupa del caso, capisce subito che ci sono delle affinità con il rapimento avvenuto quindici anni prima in cui  sua sorella  è stata uccisa… ma il colpevole è davvero chi sta in prigione?
Giustizia è stata fatta o l’ombra del male e della pedofilia si stende ancora su una piccola cittadina newyorkese?
La pedofilia: un tema scottante da prendere con le pinze. La O’Connell utilizza un linguaggio semplice, lo fa  a piccoli passi, insinuando senza mai cadere nell’ossessività.
Ci si affeziona subito alle due bambine rapite, il loro stare insieme diventa la nostra coperta calda, una sicurezza d’amore e allo stesso tempo saperle piccole e indifese strazia l’anima, ci riporta bambini, ci fa sentire genitori inadatti, incapaci di difendere i nostri figli. Il terrore di non essere all’altezza di tale compito ci attanaglia.
Le ferite non sono solo cicatrici, non sono solo incisioni nella carne ma sono pozzi senza fondo da cui l'urlo del passato rimbomba per farci sentire prede.
Un romanzo dalla scrittura fluida, dinamica, plastica, che si incastra sottoforma di piccoli puzzle, quando arriverete a scoprire la verità ne sarete sconvolti ma, più sconvolgente sarà il finale oso definire più paranormal che thriller.
È proprio il finale a far riflettere e farci temere alcune verità…
Una cosa che ho apprezzato poco o nulla è il titolo: Susan a faccia in giù nella neve, certo è a effetto ma avrei preferito che la casa editrice si fosse attenuta di più all’originale: Judas child. Non capisco perché nella traduzione italiana si perda molto del significato originario.
Carol O’Connell sa il fatto suo, la sua scrittura trascina, i suoi personaggi sono reali, “carnosi” e il giochetto di spiazzare il lettore sul finale è da brividi!

martedì 30 ottobre 2012

Due splendide notizie: giveaway + ... selezione Delos Books.





Miei cari lettori,
sono qui per darvi due splendide notizie. La prima è che il mio racconto "Amore Corrotto" ha superato la selezione della Delos Books e per questo farà parte dell'antologia "365 storie d'amore". Sono entusiasta, in molti siete a conoscenza della serietà della suddetta casa editrice  e di quanto pretenda  dagli autori che pubblica, che sia un racconto di duemila battute o uno da cinquantamila  la differenza non si pone.
Quindi esultate con me e state pronti a leggere il mio "Amore corrotto".
Seconda splendida notizia: Federica di "La fede Librovora" ha messo in piedi un giveaway molto particolare, originale. Indovinate chi è  l'oggetto dei desideri? (Veramente cosa!) ma Libero arbitrio, il mio romanzo! 
Cari lettori avete la possibilità di vincere una copia del mio romanzo ponendomi una semplice domanda ... chi sarà scelto? Chi riuscirà a sorprendermi con una domanda originale, profonda e intelligente ... avete tempo fino al 10 novembre ... i candidati stanno aumentando (e questo non può che farmi piacere!) ma come si suol dire: più siamo e meglio stiamo! Quindi datevi una mossa e andate qui a fare faville ... Lascerò il banner sulla colonna sinistra del blog per coloro i quali vorranno prima rifletterci e poi lanciarsi all'avventura ...

Baci a tutti :)

Top Ten Month (#1)


Top Ten Tuesday è una rubrica ideata dal blog The Broke and the Bookish. Ogni settimana viene proposto al pubblico di lettori un nuovo tema su cui basare una lista di 10 titoli. Io non essendo puntuale nel postare le rubriche, per vari motivi, ho deciso di partecipare ma  mensilmente come fa Cami, lei ha trasformato la Top Ten Tuesday in Top Ten Letterarie! L'ha personalizzata!  La  sua rubrica mi ha colpito fin da subito perché, forse, dico forse, mensilmente riuscirò a combinare qualcosa di buono anch'io!

lunedì 29 ottobre 2012

L'ospite di Dracula di Bram Stoker ( Con questa recensione partecipo a Boo Halloween reading callenge)

l'ospite di dracula




1. L’Ospite di Dracula

2. La Squaw

3. Il Funerale dei Topi
4. La Casa del Giudice


Autore:

Bram Stoker (1847-1912) è l’autore di Dracula (1897), uno dei libri più letti e tradotti del nostro secolo, ultimo grande capolavoro della tradizione «gotica» della letteratura inglese. Tra gli altri suoi libri vanno ricordati: Il gioiello delle sette stelle (1903), La dama del sudario (1909) e La tana del verme bianco (1911).







Vi consiglio di vedere il breve video (basta cliccare sul qui gigante) del film "Dracula" del 1931, una volta visionato cercherete irrimediabilmente il film per conoscere il seguito e avere il punto di vista di una sceneggiatura che ha gli anni dei nostri nonni ... Stupendo!




Dal film "Dracula" di Tod Browning (1931). A mezzanotte una carrozza attende sul passo tra i monti l'incauto Renfield, agente immobiliare, giunto in Transilvania per trattare con il conte Dracula l'affitto di un'abazia a Londra. Un sinistro cocchiere invita il giovane a montare in vettura, ed incomincia il viaggio a rotta di collo verso il castello del Conte e verso l'orrore... Bela Lugosi nei panni di Dracula.





Bram Stoker fu un grande romanziere, reso immortale da  "Dracula". Questi   l'ha reso famoso ma allo stesso tempo l'ha incastrato in una sorte di circuito dannato perché tutte le altre opere sono passate in sordina, dimenticate o mai lette. Pochi  conoscono i  racconti in cui Stoker afferma e convalida il suo straordinario talento. 
"Dracula" l'ha tenuto impegnato per ben sette anni, tra ricerche e le diverse stesure.  "L'ospite di Dracula" è il capitolo introduttivo del romanzo suddetto, considerato troppo lungo dall'editore e per questo eliminato dalla pubblicazione congiunta. Successivamente verrà pubblicato insieme ad altri racconti: La squaw, iI funerale dei topi, La casa del Giudice. La Newton ha pubblicato una versione economica, le famose 100 pagine 1000 lire, che mi sono state regalate da un'amica. Il libricino è stato avvistato su una bancarella, se ne stava lì ad attendere destino più fausto. Ora se ne sta al fianco del papà Dracula, così come dev'essere. 
Ho letto quest'edizione, nonostante "L'ospite di Dracula" l'avessi già letto anni fa ma, è uno di quei racconti che si rileggono con piacere e che ogni volta suscitano sensazioni sinistre e fanno accapponare la pelle. 
Vi consiglio vivamente di non perderli, sarebbe un grave peccato!








Definiti da Steven King “assolutamente magnifici” i quattro racconti di Bram Stoker sono una pietra miliare della narrativa gotica horror mondiale. Con questi racconti Stoker afferma e riconferma la sua straordinaria capacità di destreggiarsi in trame dal forte impatto emotivo dove non solo le sensazioni umane sono sinistre ma anche la Natura fa da supplemento.
Ne "L'ospite di Dracula" l’angoscia, il tormento del protagonista non sono solo caratterizzate dal tempo atmosferico che descrivono in maniera minuziosa i cambiamenti climatici e quelli paesaggistici ma, anche il tormento interiore, il terrore che si palesa nel protagonista. Un racconto dal forte impatto emotivo che lascia piacevolmente sconvolti, in cui la descrizione degli usi e costumi degli inglesi e dei tedeschi è affidata a piccole abitudini,  credenze religiose e superstiziose. Un ottimo racconto che in poche pagine racchiude davvero un mondo e che rappresenta in maniera perfetta quella che poi sarà l’inizio della grande avventura di  Dracula. 



I racconti di Bram Stoker sono tra i più interessanti e ineguagliabili che un appassionato del genere horror – gotico possa avere la possibilità di leggere. C’è tensione e la trama è tessuta con un filo spico – horror da far accapponare la pelle. Stoker non racconta di fatti fuori dall’ordinario ma, trasforma le paure più comuni: come un gatto diabolico, la possibilità di essere rapinati, di  vivere in una casa maledetta, in realtà.
I racconti che ho letto sono quattro: "L’ospite di Dracula", il primo è il mio preferito. Capitolo introduttivo di Dracula – romanzo una volta eliminato dalla pubblicazione Stoker non seppe cosa farne cosa farne. Sarà pubblicato solo in edizioni straordinarie.
Una storia allucinante:   Jonathan Harker, giovane assistente legale, personaggio perno in Dracula, in questo racconto   si ferma in Bulgaria per soggiornare alla locanda “Quattro stagioni” e decide di fare una passeggiata in carrozza ma, il locandiere lo avvisa di rientrare presto  perché è la sera del “Walpurgis Nacht!” ma, l’uomo da buon inglese testardo fa di testa sua e va a mettere il naso dove non dovrebbe, facendosi lasciare dal cocchiere in una strada che conduce a un villaggio abbandonato. Qui si entra nel vivo della storia: la Natura cambia, si trasforma, diventa nemica e lascia che le ombre filtrino attraverso il terreno e prendano forma. I nostri peggiori incubi si materializzano, ciò che di più inumano e abominevole appare e scompare come un gioco di luce. Un racconto che ci tiene con il cuore il gola, che ci fa chiedere quale sia il confine tra la realtà e la fantasia ma, soprattutto ci mette dinanzi alla morte, una morte surreale che quando si riesce a evitare non ci lascia con un sospiro di sollievo ma pieni di dubbi e di paure.
Il secondo racconto è “ La Squaw”. Una coppia appena sposata, in viaggio di nozze incontra un gentiluomo inglese che si aggrega ai due durante il viaggio. Accade che durante una passeggiata l’uomo, non volendo, uccide il cucciolo di un gatto. Anche se rammaricato, il gentiluomo esalta con  ironia l’accaduto, ridendo soprattutto dell’atteggiamento della bestia che mostra un vero e proprio cambiamento: i suoi occhi sono carichi di odio, cerca vendetta …
Devo dire che il gatto che insegue l’inglese fa davvero impressione. Da sempre i felini sono considerati animali dalle doti magiche e malefiche e questo racconto racchiude tutta l’essenza di tali leggende … una gatta che decide di vendicarsi e sa anche come farlo: raccapricciante!
Il terzo racconto è “Il funerale dei topi”, dal taglio “cinematografico”, in cui le scene sono  allucinanti e dal ritmo incalzante. Il protagonista, gira per le strade di Parigi, in cui l’autore fa delle descrizioni approfondite dei sobborghi della città mettendo in evidenza gli “straccivendoli”, le loro condizioni di vita, il loro “mestiere”. Il protagonista si attarda a discutere con due di loro e presto cala la sera, solo allora si rende conto che è circondato da altri “straccivendoli” e che per avere salva la vita dovrà correre e lottare, non solo contro l’uomo ma anche contro la Natura e contro i topi, i veri padroni del sobborgo … una continua fuga fatta di tentativi esasperati di arrivare in un luogo sicuro, il terrore di morire, di finire nelle mani di chi dopo averlo derubato l’avrebbe lasciato in pasto ai roditori …
L’ultimo racconto è “La casa del giudice” in cui il protagonista, laureando in matematica, per poter terminare la sua tesi si rifugia su un’ isola in una casa abbandonata dove nessuno vuole entrare in quanto considerata maledetta. Infatti a viverci in passato è stato un giudice spietato che faceva impiccava con molta facilità i poveri malcapitati che lui doveva giudicare. Il ragazzo, rafforzato dal suo pensiero scientifico, affitta la casa ma, ben presto scoprirà che il ritratto del giudice ha occhi che brillano di una luce spettrale e rumori, suoni invadono il luogo …In questo racconto ci sono tutti gli elementi dell’horror classico: la casa abbandonata, la maledizione, il quadro malefico, il male che ritorna…
Posso dire che tutti i racconti hanno molti elementi in comune: sono tutti scritti in prima persona (tranne l’ultimo) e questo rassicura il lettore sull'incolumità del protagonista, almeno per quella fisica. In più l’ambientazione è dettagliata e per nulla noiosa. Si viene trascinati con facilità a Parigi, Francoforte, Monaco, Benchurch, calati in un periodo storico che spinge dalle pagine per darci la possibilità di un salto temporale non solo spaziale ma qualitativo, perché Stoker racconta spezzoni di storia che hanno fatto la Storia. Racconti “colti”, in cui la Natura ogni volta muta e cambia e dove i dettagli sono importanti. Una scrittura fluida, moderna e “visionaria”, colma di percezioni e di immagini ( non sempre allegre ma ad effetto!).
Un’ottima lettura che consiglio agli amanti del genere e a chi vorrà avvicinarsi all'horror leggendo piccole chicche pregiate. 

domenica 28 ottobre 2012

Aggiornamento Catena di Lettura Libero arbitrio





Il 29 settembre è iniziata l'avventura di "Libero arbitrio". Ho creato il banner, pubblicato il post, spedito il plico e Libero arbitrio ha preso il volo. Arrivato a destinazione ha trovato le amarevoli cure di Federica di "La fede Librovora" che ha letto il romanzo in breve tempo. Ha pubblicato la recensione e inviato il romanzo a Cristy. Questi sta leggendo ... 


Ecco la lista aggiornata:


  1. La fede librovora (La recensione qui)
  2. Un buon libro non finisce mai. (Sta leggendo ...)
  3. Lost in good books
  4. Storie dentro storie
  5. MemoriaRem
  6. Bulimia Letteraria
  7. Charis - Chicchi di pensieri.


Se volete partecipare all'iniziativa cliccate qui

Voglio ricordarvi che l'iniziativa è dedicata ai soli bloggers e che esistono delle regole basilari per partecipare:

  • Essere lettori fissi del blog.
  • Inserire un commento alla fine di questo post lasciando il link del proprio blog e successivamente inviarmi una mail con i propri dati e l'indirizzo.
  • Dopo aver letto il libro scrivere e pubblicare una recensione.
  • Condividere l'evento sarebbe cosa gradita.

sabato 27 ottobre 2012

La vera paura.




Non riesco a dormire. Stanotte ho scoperto che cos'è davvero la paura. La terra ha tremato e io ho percepito un mostro, un estraneo entrare in casa e scuoterla dalle fondamenta. Ero accucciata nel mio letto, avvolta nella mia coperta preferita mentre respiravo il profumo di buono di mia figlia che avevo lasciato, per una volta,  dormire  con me.
- Mamma ho fatto un brutto sogno - mi ha detto  un'ora prima e, allora ho ceduto ricordandomi di me - bambina, quando mia madre mi accoglieva nel suo lettone caldo che profumava di lei. 
Mi sono svegliata di soprassalto. Così come se qualcuno mi avesse schiaffeggiata. Era tutto calmo. Silenzio assoluto. Qualcosa di sinistro si avvicinava, lo percepivo!
Scuoto mio marito "Sta per accadere qualcosa!" gli urlo.
Non ho avuto il tempo di pronunciare la  frase che va via la luce.
Il terremoto, penso. Sì lo penso, senza rendermene conto ho già afferrato mia figlia, mio marito corre a prendere una lampada d'emergenza, quelle trasportabili. 
Entra con un boato, prepotentemente. Scuote i vetri, va vacillare le porte. 
Il letto si muove, tutto trema. La culla va a sbattere contro il muro.
In un secondo ho pensato a tutte le persone che amo. In un secondo ho pensato a mia sorella e mia nipote che abitano al terzo piano. Ai miei genitori la cui casa è stata costruita sotto un monte roccioso. Alla mia amica Elvira e alla sua famiglia che vivono in un vicolo stretto. Ho pensato alle persone ricoverate, ai carcerati. Come si salvano gli ammalati? Come si salvano i carcerati? Me lo sono chiesta per tutto il giorno. C'è qualcuno che gli da l'opportunità di fuggire dalla bestia o la loro vita  è di serie b e quindi possono tranquillamente morire sotto le macerie?
Tra tutti ho pensato soprattutto a mia figlia, piccolo cucciolo in crescita. Sarei stata capace di difenderla, salvarla?

Non siamo pronti! Lo dico. Non siamo pronti, lo ripeto. Perché nessuno di noi sa quello che deve fare. Vivo in un paese dalle strade strette e dove tutto è cementificato, per trovare spazi aperti bisogna percorrere circa tre km. Dove corro, dove vado se il mostro arriva e minaccia la mia vita e quella di chi amo?
Ho scoperto che ho paura, no paura di morire ma paura che possano morire  quelli che amo.
Ho paura di trovarmi il vuoto dinanzi e di non saper saltare.
Ho paura di morire da "fessa" lasciatomelo passare, morire per qualcosa che si poteva evitare.
Io non sono geologa, scienziata o altro, sono un' "ignorandona" in materia ma so che tornerà, sì, il mostro tornerà e farà una strage ... vorrei sapere cosa devo fare, come mi devo muovere, chi verrà a cercarmi se dovessi rimanere schiacciata dalle macerie ma, soprattutto esigo sapere cosa devo fare per salvare la vita  di mia  figlia, lo voglio sapere perché la mia paura più grande è che un mostro senza volto, a cui non posso chiedere "pietà", con cui non posso confrontarmi possa credersi padrone della mia vita e della mia tranquillità, entrarmi in casa, stravolgerla e andare via indisturbato, come fanno i peggiori dei ladri. 

venerdì 26 ottobre 2012

Il vincitore de "Lo dico io per primo" + un nuovo premio!

Ciao cari lettori,
eccomi qui a svelare il nome del vincitore di "Lo dico io per primo!". Anche questa volta abbiamo avuto la possibilità di confrontarci e di conoscere un autore emergente italiano (L'intervista è qui) Mario De Martino che ha messo a disposizione per Libero arbitrio blog una copia de "I figli di Atlantide" un thriller ad alta tensione. Ma bando alle ciance ed entriamo nel vivo della discussione:

al romanzo di Mario De Martino ho abbinato il classico horror:




Dracula1st.jpeg




Tre quesiti: 


1    Bram Stoker scrivendo il romanzo "Dracula" a quale personaggio storico si è ispirato?

2    In che data inizia l'avventura dei protagonisti del romanzo?

3    Il romanzo ha una peculiarità inerente alla sua stesura, quale? ( Tipo di stesura utilizzata)



RISPOSTE ESATTE:
  1.  Vlad III principe di Valacchia
  2.  3 maggio 1890
  3. Scritto in forma di stralci di diari e di lettere

Partecipanti + Punteggio:


  • Girasonia76 :

FB: (2)

Twitter:(2)

Google plus:(2)

Anobii:(2)

Ha inviato per prima la mail (2)

Risposte esatte tre: 5 PUNTI

TOTALE PUNTEGGIO: 15



Twitter (2)

anobii (2)

Risposte esatte due: PUNTEGGIO 3

Il suo commento vale 1 punto.

TOTALE PUNTEGGIO: 8 PUNTI.

A VINCERE LA COPIA "I FIGLI DI ATLANTIDE" di Mario 

De Martino è 







Girasonia.

Complimenti e alla prossima :) 



Scusatemi se approfitto di questo post per segnalare un altro premio che  è stato assegnato al mio blog. E' un periodo ricco e fecondo e ringrazio per questo le mie care amiche/colleghe bloggers!





Questo premio mi lusinga molto soprattutto perchè ad avermi insignita di tale onore è Chiara di Bulimia Letteraria. Non ho potuto premiare anche lei perchè naturalmente le regole lo impedisono ma mi sono rivolta, con molto affetto a quelle bloggers che seguo assiduamente, quelle che "sbircio" appena mi collego!












Naturalmente grazie infinite a Chiara :)



martedì 23 ottobre 2012

Cuore d'inchiostro di Cornelia Funke (Con questa recensione partecipo a Boo Halloween reading challinge)









Trama 

Cuore d'inchiostro (titolo originale Tintenherz) è un romanzo fantasy per ragazzi scritto da Cornelia Funke pubblicato nel 2003 ed è il primo libro di una trilogia che comprende anche Veleno d'inchiostro, pubblicato nel 2005, ed un terzo volume, Alba d'inchiostro, la cui uscita è avvenuta nel 2008.


Il romanzo parla di una ragazza di nome Meggie la cui vita subisce un drastico cambiamento quando scopre che suo padre, un rilegatore di nome Mortimer (detto Mo), ha l'insolita capacità di far uscire i personaggi dai libri leggendoli ad alta voce. Un bandito di nome Capricorno, fatto uscire per errore dal libro "Cuore d'inchiostro", perseguita Mo e Meggie per sfruttare la loro prodigiosa voce. Nove anni prima dal libro erano usciti anche il brigante amico di Capricorno, Basta, e Dita Di Polvere, un mangiafuoco, con la sua martora cornuta, mentre erano entrati Resa, moglie di Mo e madre di Meggie, e i suoi due gatti. Dopo molte peripezie, Mortimer riesce a far sparire Capricorno e i suoi seguaci, riunisce la sua famiglia e va a vivere con questa dalla zia con Dario, un'altra lingua di fata diventato loro amico.

(Fonte:Wikipedia)


Recensione 

Se si commette l’errore di leggere il secondo volume “Veleno d’inchiostro” della trilogia “Mondo d’inchiostro” si rischia di non apprezzare appieno il primo volume “Cuore d’Inchiostro” in cui la scrittura della Funke ha un rodaggio lento e impiega molto a ingranare la marcia.


Alcuni anni fa, per il mio compleanno mi è stato regalato “Veleno d’inchiostro”, il “donatore” poco avvezzo al mondo della letteratura non aveva la minima idea che il romanzo fosse il secondo volume di una trilogia. Io mi sono trovata a dover sorridere per forza, felice davvero del regalo, ma delusa di non poter iniziare l’avventura come Dio comanda. Irrequieta nel vedere il libro lì ad attendere, decisi di leggerlo comunque, soprattutto perché l’edizione è splendida: copertina verde, titolo in giallo e sullo sfondo un leone e un serpente che lottano. All'interno   riassunto della trama del primo volume e una descrizione dettagliata di tutti  i personaggi affinché il lettore si possa destreggiare anche senza aver mai conosciuto il primo volume. Questo mi spinse ad iniziare la lettura. Mi innamorai perdutamente della Funke: un amore viscerale, irrazionale, fatto di parole con i ghirigori. Sarò esagerata, ma solo chi ha letto “Veleno d’inchiostro” potrà capirmi fino in fondo. Una lettura magica, paradisiaca, impreziosita da citazione, ad ogni capitolo, di frasi tratti da romanzi fantasy/fantastico  che vanno a incidere profondamente con il capitolo che ci si appresta a leggere.

Elfi, fatine blu,  giganti, ondine; la Selva senza Vie, il Castello d’Ombra,la Rocca delle Tenebre: personaggi e luoghi che incantano e vivono attraverso una melodia  colorata, colori cangianti che ricordano l’autunno giapponese.

“Le storie non finiscono mai, (…) Anche se i libri ce lo fanno volentieri credere. Le storie vanno sempre avanti e non finiscono con l’ultima  pagina, così come non iniziano con la prima.”


“Non è strano come un libro diventi più spesso se viene letto e riletto di continuo?” (…) “ Come se ogni volta, fra le pagine, rimanesse attaccato qualcosa: sensazioni, pensieri, rumori, odori …E quando a distanza di anni li riapri, ritrovi te stesso, un po’ più giovane, un po’ diverso, quasi il libro ti avesse conservato come un fiore fatto seccare fra le pagine … un po’ estraneo e un po’ familiare”.


Il sentimento che prevale è l’amore per i libri. Attraverso Mo, meglio conosciuto come Lingua di Fata dovuto al suo potere di evocare attraverso la lettura a voce alta i personaggi dei libri, e sua figlia Meggie, i libri prendono vita, si animano, diventano compagni di vita, fedeli amici, o acerrimi nemici, pericolosi per la propria esistenza. L’amore per i libri non è un sottofondo, come mi è capitato di riscontrare in altre letture è un amore basilare, primario da cui scaturiscono e convergono conseguenze e pericoli. Sarà proprio il romanzo “Cuore d’inchiostro” a dar vita a un’avventura che non terminerà con la lettura dell’ultima pagina.

La Funke mette in atto il più grande sogno degli appassionati di letteratura: animare, defibrillare alla vita di carne i personaggi di carta e consentire al lettore l’ingresso nel Mondo d’Inchiostro. Sembra tutto così bello, poetico ma attenzione! I libri sono amati soprattutto perché dopo averci catapultati Altrove, abbiamo la possibilità di ritornare alla nostra realtà quando più ci aggrada e, in più tutti i pericoli: i mostri, i personaggi inquieti, le creature abominevoli li sconfiggiamo a suon di verbi potenti ma, se loro, i “cattivi” venissero di qua, Nella nostra realtà, dove potremmo più rifugiarci?
La Funke è abilissima a intrecciare una storia che ha il sapore del classico e dell’immortalità, una di quelle storie che fra cento anni faranno leggere ai nostri nipotini nelle scuole ( almeno lo spero). Lei attinge a un bagaglio culturale vasto e immenso: miti, leggende, romanzi classici intramontabili, pedagogia, psicologia, tematiche filtrate attraverso una penna dalla punta “fina” direbbero i nostri avi. Nonostante questi apprezzamenti “Cuore d’Inchiostro”, il primo volume spinge il lettore ad abbandonare la lettura a causa di 250 pagine pesantissime e cariche di descrizioni infinitesimali in cui il realismo magico, la musicalità delle parole viene perduta nei dettagli. La storia di Mo, Meggie e Dita di Polvere stenta a prendere il largo, nonostante i personaggi siano “Tondi” e carichi di personalità. Il romanzo è fin troppo realistico, con spaccature a sprazzi nell'immaginario. Le creature fatate emergono dai libri al suono della voce di Mo e Meggie: Trilly la fatina dispettosa di Peter Pan, Farid dai Quaranta Ladroni, Il Soldatino di Stagno dalla fiaba Il coraggioso soldatino di stagno. Dopo le 250 pagine di rodaggio le altre 236 si animano della stessa magia del secondo volume, è come se la Funke si fosse svegliata rendendosi conto di essersi adagiata sugli allori e che se avesse voluto tenere svegli i suoi lettori avrebbe dovuto dare una carica emozionale e anche stilistica alla sua opera. Inizia così il viaggio incantato in cui le parole si intrecciano alla lingua del lettore e l’avventura diventa davvero fatata fatta di mostri e umani, di fate e altre esseri incantati che si perdono e disperdono nella realtà. Mo e Meggie desiderano solo ed esclusivamente tornare a casa, ancora più forte è la nostalgia di Dita di Polvere trascinato nel nostro mondo a forza, dal potere di Mo, quest’ultimo si sentirà perennemente in colpa tanto da giurare a se stesso di non leggere mai più a voce alta.  I sentimenti dei personaggi sono così carichi di adrenalina, pathos, odio – amore, che si percepiscono a pelle. Non ho molto amato il personaggio di Meggie, verrà rivalutato nel secondo volume, perché risulta irritante mentre Dita di Polvere è un uomo incapace di prendere decisioni, privo di coraggio, Mo è contrariato, afflitto, deluso dagli eventi. Uno dei personaggi che ho apprezzato nel primo libro e, detestato in maniera profonda nel secondo è Fenoglio ossia l’autore di “Cuore d’inchiostro”, un anziano signore dal volto segnato da mille rughe che non si lascia sopraffare dagli eventi neanche quando verrà risucchiato dalla sua stessa storia.


“Cuore d’inchiostro” è un buon libro, che richiede tempo e pazienza per essere apprezzato, dopo aver superato le prime 250 pagine si rimane letteralmente affascinati dal potere evocativo delle parole, tanto che il lettore è attratto dalle pagine come se fossero calamita per il ferro. Il primo libro va letto per capire motivazioni e spinte emozionali dei vari personaggi così da apprezzare con più consapevolezza il secondo volume. “Veleno d’inchiostro” è ambientato interamente nel “Mondo d’inchiostro” ed è proprio questo a dargli quella luce particolare fatta di suoni e danze che circolano nella bocca del lettore quando si appresta a leggerla.

L’avventura di Mo e di sua figlia, traditi più volte da Dita di Polvere, aiutati e sostenuti da Elionor (prozia di Meggie) è fatta di corse e nascondigli. Una sorta di guardie e ladri tra questi ultimi e Capricorno, il cattivo che emerge dal “Mondo d’inchiostro” insieme a Basta. Questi ultimi riescono a ritagliarsi uno spazio nel mondo reale, a costituire una vera e propria banda e ad appropriarsi di un piccolo paesino ligure dove vivere la loro vita da delinquenti. Mentre Dita di Polvere detesta profondamente la realtà a causa del frastuono, del caos e dello stress che attanagli gli uomini. Sogna di far ritorno a casa mentre  gli altri due riescono ad ambientarsi bene, tanto da non voler ritornare nel libro.  La particolarità di questo romanzo sono proprio i personaggi: non sono la copia di altri già esistenti e allo stesso tempo sono così vividi  da dare l’impressione di averli già conosciuti. In più leggendo “Cuore d’inchiostro” sembra di essere tornati a casa dopo un lungo viaggio o di parlare con un amico perché i vari personaggi che emergono dai libri o le citazioni ci riconducono alla nostra infanzia o a un periodo particolari della nostra vita. È come parcheggiarsi lungo il ciclo della nostra esistenza, di fare una sosta e di apprezzarne le conoscenze.



La Funke ha ambientato il romanzo in Italia descrivendone luoghi e colori in maniera realistica e facendo emergere il suo amore per la nostra Terra. In più volevo concludere sottolineando che esiste un film (del 2008 diretto da Iain Softley
tratto dal primo romanzo, purtroppo è stato un vero e proprio flop. Io l’ho visto più volte e l’ho molto apprezzato, anche per la scelta del protagonista (Brendan Fraserche molti non hanno gradito. Il Flop ai botteghini ha causato la rinuncia alla proiezione degli altri due film. Non riesco a capire perché il film non abbia avuto successo visto che è davvero un capolavoro!


La Funke è brava con le parole: alla fine del primo volume scrive che gli scrittori sono narratori, affabulatori, incantatori e che scrivere è una sorte di magia. Ha ragione: scrivere è creare magia, dar vita ad altre realtà e devo dire che lei è  straordinaria,  una  delle più grandi penne che mi è stato concesso leggere. 




Locandina del film 










Trailer del film 




lunedì 22 ottobre 2012

Ali e palloncini ...




Mia figlia adora i palloncini, come la maggior parte dei suoi simili.
Il guaio è che per lei ci vorrebbero due polmoni d'acciaio in affitto, perché mio marito ha terminato la scorta d'aria.
Ogni volta che usciamo e per necessita o errore ci troviamo in un negozio che li vende, la pargola ne chiede almeno una bustina ... bustina poi è un eufemismo, visto che contiene minimo venti palloncini. Bene o male quelli più grandi si gonfiano facilmente ma, i piccolini richiedono davvero due polmoni da guinness dei primati.
L'altra sera ci ha chiesto di prenderle una bustina:
"Posso mamma, per favore?" gli occhi da cerbiatta, il sorriso con i dentini da coniglietto.
Mi sono detta " Tanto i polmoni sono di mio marito ... magari gli farà anche bene!!!" e così, dopo quest'atto di amore incondizionato, prendo la bustina di palloncini e gliela compero.
Appena a casa, la pargola si è messa a saltellare perché voleva che il padre glieli gonfiasse ... il pover' uomo si è messo di santa pazienza e ha iniziato di gran lena.
A un certo punto, dopo averne buttati alcuni per la stanza, la pargola  prende due palloncini uno in ogni mano e ridendo come una matta dice: 
"Papà mi hai messo le ali!" ...
Io guardo mio marito con un sorriso strampalato e gli chiedo: "Non ha bevuto nessuna red bull, vero?".