venerdì 25 gennaio 2013

Cent'anni di solitudine di Gabriel Garcìa Marquez (con questa recensione partecipo "un classico al mese" di Storie dentro storie)





TitoloCent'anni di solitudine
AutoreGarcía Márquez Gabriel
Prezzo
€ 8,50

Dati1988, 406 p.
TraduttoreCicogna E.
EditoreMondadori  (collana Oscar classici moderni)






Cent'anni di solitudine di Gabriel Garcìa Màrquez è un romanzo che lascia senza fiato dalla prima pagina. Quando la famiglia Buendìa si presenta al lettore quest'ultimo non può che  rimanere affascinato dalle peculiarità di ognuno di essi e di come ogni generazione, il romanzo ne racconta sette, faccia in modo che queste si sfaldano, si sfarinano, rovinando in follie e punti deboli che rendono i personaggi persone e al contempo spiriti impalpabili, evanescenti.
La storia inizia con il capostipite: Josè Arcadia Buendìa, il fondatore di Macondo, un villaggio di cui non si conoscono perfettamente i confini e che nasce e marcisce, inaridisce con questa famiglia particolare che sembra implodere ed esplodere ad ogni generazione dando alla luce creature strane, no fisicamente ma nello sviluppo cognitivo e intellettivo. Così diversi tra di loro percorrono la stressa strada in un circolo vizioso, commettendo gli stessi errori, cadendo nel ridicolo, nel grottesco, nell'impudicizia, nell'incesto senza dare la possibilità al lettore di "scandalizzarsi" o di considerare gli eventi irreali nonostante lontani luce dal proprio vissuto. I personaggi muoiono di disgrazia o di vecchiaia, impazzendo o incartapecorendosi e superando il tempo e lo spazio, diventando piccoli e grinzosi capaci di parlare con gli spiriti. Sì gli spiriti, sono il punto clou di questo romanzo fantasmagorico, allegorico e pregno di realismo magico, dove i morti parlano con i vivi e la casa respira, vive di vita propria, la distruzione della casa sarà anche la fine della famiglia e viceversa. 
File:Albero genealogico Buendia.png
scaricata da Wikipedia

Sarà difficile riconoscersi in qualcuno dei personaggi perché hanno tutti una personalità bordeline ma sarà impossibile non immedesimarsi, non entrare nella mente e nella psiche di individui così decisi e vivi.
Il mio personaggio preferito è Ursula, una vera matriarca, una donna forte e risoluta, grande lavoratrice. Con i piedi ben piantati a terra,  l'opposto del marito che vive di espedienti e di chimere. 
Il personaggio che ho detestato e che detesto profondamente è  Amaranta, una donna incapace di amare che arriva al punto di distruggere la vita della sorella adottiva, che piega alla disperazione gli uomini che la amano, pedofila che commette atti incestuosi con i nipoti e i pronipoti, coinvolgendoli in giochi erotici che le danno la parvenza di essere viva e amata.
In Cent'anni di solitidine troverete uomini che sposano bambine, bambine che muoiono dopo un aborto, prostitute che indirizzano i figli all'arte del sesso, uomini che sperperano denaro e che vanno alla ricerca dell'ignoto. In  questo romanzo non tutto è come appare: Ursula sposa suo cugino Josè Arcadio Buendìa ma per concedersi carnalmente passerà del tempo e il sangue di un uomo che ha l'ardire di offendere Josè Arcadia, il  timore della donna è che i suoi figli possano nascere con la coda di maiale visto che sono parenti. Questo timore accompagnerà tutte le sette generazioni, in un vortice di sentimenti, apparizioni e allucinazioni. Il nome di Josè Arcadia verrà dato ai figli, ai nipoti e ai pronipoti  ripetendosi all'infinito, fino alla fine. Tra le diverse generazioni spicca un personaggio che fa da perno alla storia: Melquìades, lo zingaro che lascia ai Buendìa delle pergamene da decifrare e che alla fine riveleranno una verità inevitabile e tangibile. 
Una fiaba dalla solida struttura narrativa, ricca di fantasia dove l'autore ha dato il meglio di sé. 
Se non l'avete ancora letto, non perdete tempo.  

8 commenti:

  1. Bella recensione, Caterina!
    Ce l'ho in wishlist da una vita, devo assolutamente recuperarlo!!

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    1. Matteo grazie, ti assicuro: è un romanzo eccezionale, devi assolutamente leggerlo. Quando lo farai ti chiederai il perché hai atteso così tanto!

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  2. Uno dei libri che amo più al mondo... sono contenta ti sia piaciuto, bella recensione...:-)

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    1. Non posso che darti ragione. Un romanzo eccezionale! Sono felice ti sia piaciuta la recensione :)

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  3. Meraviglioso! Uno dei miei libri preferiti, non lo leggo da tanto e vorrei riprenderlo in mano. Forse quest'estate, chissà... Anch'io ricordo di aver dovuto costruire un albero genealogico dei personaggi: con 18 Aureliano Buendia si rischia di non capirci un bel niente!

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    1. Verissimo! Difficile barcamenarsi tra tanti Aureliano Buondia :)

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  4. Ho letto questo libro qualcosa come 20 anni fa. A quel tempo non c'era wikipedia che mi aiutasse ad orizzontarmi nella sterminata sequenza di nomi tutti più o meno uguali (non c'era nemmeno internet, per dirla tutta). Ricordo che avevo tentato di ricostruire l'albero genealogico della famiglia Buendia nelle pagine bianche in fondo al libro.. ma poi mi sono incasinato e ho lasciato perdere.
    Se non ricordo male Marquez aveva scritto anche uno spin-off di questo libro: credo approfondisse la storia di un personaggio secondario (forse una prostituta, ma non sono sicuro).

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