venerdì 31 maggio 2013

Aggiornamento catena di lettura "Libero arbitrio romanzo".

Volevo farvi sapere che la catena di lettura  di "Libero arbitrio romanzo"  continua, il libro ha lasciato Marta di Memoria Rem per dirigersi verso Chiara di Bulimia Letteraria.  
Marta ha recensito il romanzo qualche settimana fa, ma non ho avuto il tempo materiale per aggiornare la catena. Vi lascio il link così potrete leggere la splendida recensione che ha dedicato al mio romanzo. 
Libero arbitrio è spesso in viaggio, un viaggio pieno di emozioni e di nuove scoperte. Vi consiglio di seguire l'evolversi dell'avventura, siamo quasi alla fine e le cose si fanno davvero interessanti!

Vi lascio come al solito, le regole per partecipare (se qualche nuovo viandante fosse interessato) e la lista dei partecipanti con relative recensioni.



Le regole per partecipare sono queste:

  • Essere lettori fissi del blog.
  • Inserire un commento QUI lasciando il link del proprio blog e successivamente inviarmi una mail con i propri dati e l'indirizzo.
  • Dopo aver letto il libro scrivere e pubblicare una recensione.
  • Condividere l'evento sarebbe cosa gradita.



Partecipanti 
  1. La fede librovora(La recensione QUI)
  2. Un buon libro non finisce mai.(La recensione QUI)
  3. Lost in good books(La recensione QUI)
  4. Storie dentro storie (ha voluto rimandare la lettura)
  5. MemoriaRem (la recensione è QUI)
  6. Bulimia Letteraria (IN LETTURA)
  7. Charis - Chicchi di pensieri.

lunedì 27 maggio 2013

Lady Susan di Jane Austen (Con questa recensione partecipo all'iniziativa di "Un classico al mese" di Storie dentro storie")

Mi sono trovata  a leggere questo libricino da 125 pagina grazie alle proposte da 0,99 centesimi della Newton Compton Editore. So che in molti storceranno il naso, in rete ho letto molte polemiche sulla  differenza prezzo/qualità e sul fatto che la Newton può permettersi di strafare fino all'inverosimile, visto che è una casa editrice affermata, a differenza di piccoli editori che si barcamenano in una situazione che più che critica si può definire disastrosa.
Posso dire, in primis da scrittrice, che capisco tutti i piccoli editori che non hanno la possibilità di ridurre i prezzi dei libri, fare sconti è da "suicidio" figurarsi "regalare" volumi a prezzi stracciatissimi, la beneficenza è una cosa (la faccia chi può farla!) e il lavoro è un altro!
Da lettrice però non posso negare che trovare un titolo importante a un prezzo irrisorio non solo mi invoglia all'acquisto (e non sto qui a cincillarmi sulla qualità della carta o sulla cover!) ma mi porta alla mente la mia fanciullezza e l'adolescenza quando con i piccoli risparmi (gran parte provenienti da mio nonno!) acquistavo volumi e volumi di 100 pagine mille lire! E' così che ho scoperto Agatha Christie, Shakespeare, , e tantissimi altri... 
Se un prezzo del genere può avvicinare potenziali lettori a un libro ben venga e se può arricchire la libreria di un lettore già affermato, perché rinunciare?
Ma bando alle ciance e andiamo al dunque:


Titolo: Lady Susan
Autrice: Jane Austen
Casa Editrice: Newton & Compton
Collana: LIVE N° 12 
ISBN: 978-88-541-5152-9
Pagine: 128
Prezzo: Euro 0,99
Edizione Integrale
Introduzione di Ornella De Zordo
Traduzione di Daniela Paladini
TRAMA
Lady Susan è una donna energica, intelligente, senza scrupoli, che si diverte a giocare con i sentimenti degli uomini.
La città di provincia, le chiacchiere dei salotti, le ferree regole dell’universo piccolo-borghese: in questa breve opera gli ingredienti per entrare nello straordinario mondo della Austen ci sono tutti. L’autrice inglese ha saputo dipingere il suo tempo con grazia ed eleganza, ma ne ha lasciato accuratamente emergere, con le stesse armi tipiche di quei salotti (arguzia, bon ton, ironia), gli aspetti più retrogradi, rivelandosi donna di spirito e femministaante litteram.

Lady Susan è un romanzo epistolare costituito da quarantuno lettere. La protagonista è Lady Susan, una donna spregiudicata e senza scrupoli che non si fa problemi a sottomettere, manovrare chiunque, inclusa la figlia, per ottenere i suoi scopi.
E' una donna bella, intelligente che grazie a una spiccata dialettica riesce sempre a cavarsela, anche quando tutto sembra precipitarle addosso. E' una lady dalle "scarpe sporche di fango" ma talmente risoluta nel fingere il contrario che persino gli altri smettono di vederlo.
Mamma snaturata, tratta la figlia come un mezzo per la compravendita. Si può dire tutto di lei tranne che sia capace di amare. Cinica, fredda, spietata confida all'amica Alicia tutti i retroscena della sua vita e lo fa in maniera così diretta da non temere giudizi.
Lady Susan è un romanzo interessante, lascia un po' interdetti nelle prime pagine, si rimane un po' spiazzati perché pare difficile ambientarsi, capire chi scrive a chi. Successivamente (già dalla terza, quarta lettera) il percorso è tutto in discesa. I personaggi, nonostante la tecnica utilizzata, sono tutti "esseri pensanti", concreti, che attraversano il foglio per arrivare al lettore.In più i sentimenti, le limitazioni, le condizioni della donna dell'epoca sono descritti con una maestria straordinaria. Davvero un bel romanzo. Se penso che è il primo della Austen e che è stato definito "sperimentale" resto a bocca aperta perché in esso si trova tutta la potenza espressiva e narrativa di una delle più grandi autrici mondiali.
Io vi consiglio vivamente di leggerlo soprattutto perché tra tutti i romanzi della Austen che ho letto, questo mi sembra quello in cui la protagonista non è proprio un'eroina o una "santa", anzi è una donna arrivista e che non teme rivali, una donna molto moderna, che non ha nulla da invidiare alle molte donne in carriera dei nostri tempi. Per questo Lady Susan, nonostante i suoi difetti, non si riesce ad odiarla facilmente visto che alcune situazioni e scelte sono anche riconducibili alla sua situazione di donna dell'epoca (questo non la giustifica però per alcune scelte che hanno messo a rischio matrimonio e felicità altrui!).
Comunque credo di aver detto troppo.
Vi consiglio di leggerlo, è un bel romanzo e la protagonista mi ricorda molto Rossella O'Hara sarà per questo che non sono riuscita a disprezzarla?

sabato 25 maggio 2013

Femminicidio e violenza sulle donne quando parlarne e quando dire BASTA!


Chi ha letto i miei scritti (racconti, poesie e romanzo) sa che le tematiche trattate sono il femminicidio e la violenza sulle donne. Mi è capitato più di una volta di sentirmi dire "Perché queste tematiche?", "Sei sadica!", "Perché descrivere di donne sottomesse e soggiogate in una realtà in cui la donna è libera ed emancipata?".
Mi è stato persino difficile far capire a una lettrice di "Sotto l'albero di mimosa" (raccolta di racconti edita Aletti Editore 2008) che per me il mondo femminile non è solo "quello" descritto all'interno della raccolta, ma avendo voluto trattare delle diverse sfaccettature della violenza sulle donne è stato logico raccontare di situazioni a rischio, problematiche e difficili. 
I miei scritti non sono scritti "alla moda", o almeno non lo erano fino a quando la stampa, svegliandosi, non ha dato un colpo secco alla realtà imprimendo e palesando quello che accade nel mondo, quello che accade in Italia.
Siamo ignoranti riguardando il fenomeno femminicidio, e altrettanto sul tema violenza sulle donne. Non tutti sanno che non esistono studi che raccolgono i dati in maniera sistematica, ma che il numero di vittime in un anno viene stimato in base alla cronaca, che il termine femminicidio, in Italia è utilizzato da poco, quasi un "dovere" dopo i recenti fatti di cronaca.
In quanti sono convinti che la violenza sulle donne è destinata a donne umili, povere, relegate in piccoli paesi del Sud, in improprie conche del mondo, magari donne analfabete, incapace di difendersi, a cui è stata inculcata un'obbedienza cieca e barbara? In tanti... invece la realtà è un'altra, ancora più sconvolgente, ancora più traumatica. Le donne violate, maltrattate, che subiscono botte e parolacce, uccise, seviziate sono per lo più donne colte, donne in carriera, laureate, donne energiche e briose, con famiglie amorevoli alle spalle, ma incapaci di chiedere aiuto perché si vergognano, perché hanno vergogna! La percentuale più alta di femminicidi è al Nord.
Sembra assurdo, vero? Eppure la realtà è questa.
C'è un problema di fondo molto, molto grave: la percezione dell'essere donna dal punto di vista della donna e quello dal punto di vista dell'uomo, tutto parte da lì. Ancora oggi la donna è soggetta a pregiudizi radicati in maniera profonda nella nostra cultura, una cultura maschilista e retrograda che lascia spazio a false credenze, avvalendosi di richiami medievali grotteschi, infimi, a volte crudeli.
I miti, le leggende, persino i tanti amati classici hanno sempre dipinto la donna o profondamente serafica (basti pensare a Beatrice!) o dannatamente diabolica ( basti pensare a Lilith).
Quante volte la differenza tra essere maschi o femmine inizia già dalla nascita, dalle solite frasi fatte "Tuo fratello può perché è un maschio!", "Lascialo stare sai che è un maschio!", "I maschi sono così"? Quando un genitore scopre che il figlio maschio ha fatto sesso per la prima volta stappa una bottiglia di Ferrari, quando invece è la figlia femmina ad aver "consumato" è lutto, perché ha ceduto alla lussuria!
Film, telefilm, romanzi (soprattutto gli ultimi titoli commerciali: donne che si lasciano "mangiare" da fidanzati vampiri come fossero hot dog! Donne laureate e intelligenti con la sindrome della crocerossina che si lasciano seviziare in tutte le posizioni del Kamasutra, ragazze che per trovare marito si mettono all'asta come in fiera!) non ci sono certo d'aiuto, e la cosa che davvero spaventa è che gli adolescenti, soprattutto le ragazzine, sembrano apprezzare questo genere di ruoli sottomessi, di essere dominate, mangiate, maltrattate, come se incontrare il "bastardo" di turno fosse la più grande benedizione del mondo, e tutte le raccomandazioni fatte dalla nonna: " Se proprio ti devi sposare sposa un buon uomo e lavoratore!" va  a farsi benedire, i brav'uomini non vanno di moda, poi sperare che abbia anche un lavoro di questi tempi sarebbe come chiedere un doppio miracolo!
Non è facile parlare di violenza e di femminicidio, come non è facile ammettere che il problema esiste, perché farlo sarebbe come annullare tutti questi secoli passati a lottare, secoli di rivoluzioni che non hanno cambiato nulla. I violenti hanno solo trovato un "metodo" diverso per far sì che la donna sia ancora una volta schiava dell'uomo, in maniera più subdola! 
Le cose sono state difficile già dal paleolitico: l'uomo andava a caccia, la donna rimaneva nella caverna, senza la sua presenza però il fuoco si sarebbe spento e certamente gli animali selvatici di notte, avrebbero sbranato tutta la famiglia ma, l'eroe uscito alla ricerca del mammut da sgozzare questa sottigliezza non l'ha notata! 
La vera colpa è stata la mela, sì la mela, se Eva gliela avesse data in testa ad Adamo sicuramente le cose sarebbero state diverse...
Il problema è che le donne dovrebbero imparare ad avere fiducia in se stesse e nelle proprie competenze, smettendola di aspettarsi per forza un amore irrazionale, attraverso cui poter fare le crocerossine, e gli uomini devono imparare ad avere al proprio fianco una pari e non una persona da sottomettere e svalutare per potersi sentire migliori e dei macho!

Dovremmo iniziare dai nostri figli, senza distinzioni di sesso, facendogli vivere liberamente le proprie diversità.
La donna è un essere angelico, diabolico, è così piena di sfaccettature: trema in lacrime per alcune cose e diventa un leone se poi deve combattere cause in cui crede fermamente. La sua bellezza risiede in ciò: il suo camaleontismo! Lasciamo che sia così, lasciamo che si possa vivere nella consapevolezza di poter camminare insieme nel rispetto dell'altro senza il timore della diversità.
Non so quanti di voi hanno seguito la puntata di Forum di venerdì 24. Uno degli opinionisti, un ragazzo poco più che ventenne, ha espresso il suo parere sul dover o meno dare il cognome materno a un ipotetico figlio. Non vi dico lo scempio! Il saputello romano, dai denti sbiancati e dalla camicia sbottonata, dove mostrava un petto di pollo ben rasato, ha dichiarato che lui vuole un figlio maschio perché portare avanti la dinastia (? quella degli asburgo?)  è suo dovere. Accetterebbe comunque una figlia femmina (pensa che bontà e onore avere un padre del genere!) ma il maschio è necessario per rendere orgoglioso suo padre (si insemineranno a vicenda?), che il ruolo dell'uomo nella famiglia è di vitale importanza bla...bla...bla... in poche parole la madre di questo galletto da aia è stata descritta più o meno come un'asessuata, priva di personalità. Naturalmente il tipo è alla ricerca della cosiddetta brava ragazza, bella per carità! che porterà al guinzaglio per tutta la vita e magari la cornificherà per renderla orgogliosa visto che lui è macho, un figo da paura! Dico io: questo ragazzo ha poco più di vent'anni, vive in una delle più belle città del mondo e per di più frequenta il mondo dello spettacolo, interagisce con tanta gente, possibile che la sua mente sia così bacata?
Eppure è così e di questa gente è zeppa il mondo...
Questo dovrebbe spaventarci, come dovremmo temere quegli uomini colti e intelligenti che manovrano le donne piegandole a una condizione psicologica di inferiorità, dove non serve picchiarle per "ammansirle" ma basta farle sentire fuori posto, incapaci e insignificanti...

Avremo mai gli strumenti per cambiare le cose?
Secondo me l'opportunità ci viene data a ogni ricambio generazionale, ogni volta che nasce un/a bimbo/a, ogni volta che una donna mette in discussione la sua dignità per un uomo...













Vi consiglio di leggere:

E di ascoltare:

mercoledì 22 maggio 2013

Quando la vita ti riempie d'amore.

Ogni tanto mi affaccio e do notizie di me stessa, un po' per "spolverare" queste pagine, un po' perché scrivere per Libero arbitrio blog mi piace, mi rilassa e mi dà la possibilità di tenere in ordine quello che faccio, quello che leggo e anche parte dei miei progetti.
E' da un po' che continuo a ribadire che sono viva e vegeta, ma la vita mi ha letteralmente centrifugata in un vortice di idee, iniziative, progetti e anche attività domestiche che mi sfiancano e non mi lasciano tutto il tempo libero che mi piacerebbe avere. Ma non sono qui per lamentarmi, anzi... sono qui per raccontarvi gli ultimi sviluppi!

Ho letto, letto tanto e recensito: "I guardiani delle anime. La maledizione della regina" di M.P.Black la cui recensione uscirà per Fantasy Planet il 10 giugno, "Il diario del vampiro. Il risveglio" della Smith sarà postata il 12 giugno sempre per Fantasy Planet. Su questo romanzo devo aggiungere una riga, una sola, consentitemi: che delusione! Sono rimasta sgomenta e scioccata! La bellezza di "The vampire diaries" non ha nulla a che spartire con questo volumetto insipido e superficiale!
Altra lettura "Lady Susan" della Austen, a giorni la recensione su queste pagine. Una lettura che mi ha entusiasmato molto, molto, molto!
Che dirvi più? Ho terminato il corso di scrittura creativa,  una soddisfazione enorme, da parte mia. E' stata un'esperienza splendida, che mi ha arricchita, mi ha aperto nuove opportunità e soprattutto mi ha messo alla prova! Ne è uscito fuori un buon lavoro e alcuni dei racconti d'esercitazione verranno pubblicati, con mia grande soddisfazione.
Martedì 28 alle 9:00 interverrò alla conferenza "L'altra faccia della luna" che si terrà all'Istituto d'Istruzione Secondaria Superiore. Leggerò un mio racconto "Eva Blasfema e Fedele", sarà proiettato il video del mio racconto "Lettera dal passato", (entrambi i racconti fanno parte della raccolta "Sotto l'albero di mimosa" edito Aletti Editore) e terrò un breve discorso sulla donna nella letteratura tra classici e mito! 

La mia pargola marziana cresce, è diventata ancora più bella e più simpatica. Una "coccolona", innamorata persa del papà, pronta a fare mille domande, a pretendere risposte, amante dei libri, appassionata di fiabe con mio grande orgoglio :) la sera prima di addormentarci, dopo aver ascoltato quella da me letta, è lei a raccontarmene una delle sue, originalissime oserei dire :)
A proposito di fiabe, la raccolta a cui sto lavorando da un po' è quasi terminata...
Ora il vero motivo per cui vi ho scritto...
Ormai sono mesi che continuo a ribadire che sono impegnata, che le cose sono cambiate e che la vita mi ha travolta con una splendida novità... sono in attesa di una pargoletta, una nuova vita è in me da 31 settimane, il percorso fatto in simbiosi sta quasi per terminare e la mia secondogenita a breve nascerà per riempire questa casa di un profumo zuccheroso e pieno d'amore. Inutile dirvi la felicità mia, di mio marito e della mia pargola marziana, una nuova vita è sempre una benedizione, quando è desiderata lo è ancora di più.

La nascita di mia figlia mi porterà a fare delle scelte e delle rinunce, per un po' di tempo. Capirete da voi che per i primi mesi sarà più difficile gestire una neonata, una bambina di tre anni, una casa molto molto più grande di quella precedente e i parenti e gli amici che faranno avanti e indietro per circa quattro mesi dalla nascita! Non esagero nel dire che sarà difficile avere un po' di privacy, un pizzico di riposo, un attimo per se stessi... i parenti e gli amici arriveranno a frotte a tutte le ore del giorno e della sera, e anche se dovessero trovarmi mostruosamente stanca, con la bava alla bocca, loro si accomoderanno e accetteranno caffè, pasticcini e confetti pretendendo sorrisini  e un viso sereno e allegro!
Quindi se uscirò viva dalla "valanga visite-post partum" tornerò, tornerò con qualche resoconto sulla mia nuova vita da mamma, con le mie sensazioni, emozioni e soprattutto con la voglia di riprendere a scrivere e a leggere! Quindi: pregate per me e abbiate fede e pazienza :) Io e le mie pargolette torneremo con nuove chicche per farvi ridere e sorridere :)


domenica 5 maggio 2013

Recensione: Le avventure di Pinocchio.Storia di un burattino di Carlo Collodi (con questa recensione partecipo alle iniziative: Io leggo italiano di La fede Librovora e Un classico al mese di Storie dentro storie)


Ho continuato a leggere in questi mesi di assenza, nonostante lo stress e il "traffico" in casa, causato da scatoloni e addetti ai lavori. Non ho letto con lo stesso ritmo con cui ho iniziato l'anno ma non credo che qualcuno abbia voglia di sentenziare questa mia mancanza, se di mancanza si tratta. Ho delle recensioni arretrate e detesto quando ho in testa tutto quello che ho letto con relative opinioni e non ho abbastanza tempo per districarmi tra le diverse faccende. Ma non ho un sostituto, una segretaria, qualcuno a cui delegare... dovrò provvedere hihihi!
Nel mentre della mia assenza ho notato che nella blogosfera sono accadute tante cose nuove, idee che fioccano a primavera, spuntano come fiori appena sbocciati, tornano come rondini ai loro nidi, c'è un gran fermento. Visto che l'estate è alle porte questa realtà, presto, subirà ancora una volta un rallentamento per via delle vacanze, dell'incontro con gli amici o parenti che torneranno da qualche parte (oppure saremo noi che andremo da loro!), qualche viaggetto, escursioni in montagna e al mare, ci impediranno di essere super presenti, ma è giusto che sia così, questo significa che viviamo per davvero e non solo in maniera artefatta...
Terminerà anche il mio corso di scrittura creativa sul racconto breve. Un altro mese e poi quest'esperienza verrà stoppata per riprendere a ottobre con una nuova tematica "La drammaturgia!" e sì, andiamo sul pesante! Non so se io potrò essere presente a ottobre, mi piacerebbe, ma gli impegni aumentano a dismisura. Sto combattendo contro il tempo per realizzare alcuni progetti e spero veramente di potercela fare!


CollodiPer il resto volevo iniziare con la recensione di Pinocchio di Collodi, letto nel mese di marzo, recensito al momento sarà un bel ricordo da portare a galla nel tempo, perché è stato il primo vero romanzo, con una storia articolata e impegnativa, che ho letto a mia figlia. Qualche capitolo ogni sera prima di addormentarci, un'esperienza davvero splendida che consiglio ai vari genitori. Devo dire che la mia pargola marziana spesso mi ha ripresa per via delle  differenze che si pongono tra la trasposizione cinematografica della Disney e il romanzo vero e proprio.
"Mamma non è il pescecane è la balena!"
"Mamma il naso non viene tagliato con l'ascia, si accorcia da solo!"
"Mamma, il gatto non perde le zampe!" e via dicendo...
Sembrano piccolezze eppure posso dire che su alcune cose sono rimasta basita, perché credevo davvero di conoscere la storia di Pinocchio per filo e per segno (come si suol dire!) e invece mi sono resa conto che alcuni episodi li ignoravo del tutto! 
Una lettura piacevole ma che non mi ha fatto impazzire, non so, mi aspettavo di più... un romanzato allegro, spensierato per bambini e invece più che un libro per l'infanzia mi è apparso come un romanzo allegorico, satirico, con una forte vena gotica che descrive le problematiche di una società precostituita e artefatta. 

L'edizione in mio possesso l'ho acquistata all'incirca sei anni fa a Tropea, su una bancarella. Mi ha attratto il prezzo (3euro) ma soprattutto il fatto che sia un'edizione illustrata e molto, molto colorata. Il blu e il verde sono i colori predominanti. Edita dal Gruppo Editoriale Brancato, in brossura, ha una copertina in cui appaiono la Fata turchina (con delle splendide labbra rosse!) il Grillo parlante (molto più alto del Grillo conosciuto dai più!) e Pinocchio con un'espressione serena sul volto (cosa molto rara da riscontrare in questo monello per eccellenza!).

La trama la conosciamo tutti: Geppetto, anziano falegname, costruisce un burattino e fin da subito capisce
che il pezzo di legno che sta lavorando ha qualcosa di magico. Terminato il lavoro il burattino inizia a muoversi e ben presto ha fame. Da qui inizia l'avventura dei due. Pinocchio fin da subito dimostra la sua indole egoistica da figlio indisciplinato, non gli sta bene mai niente e non riesce ad accontentarsi. Non ama le pere, rifiuta le bucce e i torsi, ma quando la pancia brontola non fa tante cerimonie e mangia quello che sarebbe dovuta essere la colazione del padre senza ringraziare minimamente. Per colpa sua Geppetto finisce in prigione e quando il burattino si brucia i piedi, perché stanco e inzuppato si mette dinanzi al caldano, sarà il povero babbo, tornato dalla prigione a rimetterlo in sesto. Pinocchio prova ad essere un buon burattino, cerca di essere ubbidiente e un bravo scolaro (per un po' ci riesce anche) ma poi cede, cede a tutte le tentazioni che gli si pongono sul cammino: il Gatto e la Volpe, il teatro delle marionette, Lucignolo e il paese dei Balocchi, svignarsela da scuola per andare a vedere il pescecane, vendere l'abbecedario per godersi uno spettacolo teatrale... ne fa davvero di cotte e di crude e sembra non imparare mai, si fida sempre degli stessi individui mascalzoni (Il Gatto e la Volpe) e delude profondamente sia il Babbo che la Fata turchina. Arriva naturalmente a un punto di svolta, dove il burattino discolo prende coscienza di sé e delle sue responsabilità, cresce durate "il viaggio" e diventa un bambino vero, un bambino in carne e ossa.

Pinocchio è un romanzo ironico ma anche grottesco, dove lo humor spesso si tinge di nero. E' un romanzo di formazione in cui il percorso del burattino diventa le tappe della crescita del bambino, dei suoi impulsi, delle sue esigenze e anche della sua rivoluzionaria voglia di andare contro tutti e tutti. 
Pinocchio Grillo ParlanteLa Fata turchina è un personaggio sorprendente, sorella all'inizio, madre successivamente cambia con l'evoluzione di Pinocchio, mentre il Grillo parlante a mio modesto parere ha un ruolo marginale rispetto a come l'ho sempre considerato negli anni, non ha una profonda funzione di coscienza se non in sporadici episodi. 
Il Gatto e la Volpe sono i mascalzoni, coprono buona parte del romanzo e davvero il loro agire influisce notevolmente sulla vita del protagonista, gli antagonisti che diventano sinonimo di conflitto, con il superamento del proprio egoismo, Pinocchio  riesce ad arrivare agli altri.

Il romanzo di Collodi  fa molto riflettere, la crudeltà di certi tratti fa  pensare a un romanzo violento, non differente dalle fiabe dei fratelli Grimm ma allo stesso tempo è romanzo "d'avanguardia" in quanto è stato scritto con una struttura e un registro linguistico popolare. In molte parti emerge il dialetto fiorentino per sottolineare situazioni di disagio o di humor.

La paura della morte che ha il burattino emerge in buona parte del romanzo e sarà proprio questa paura, legata alla perdita del Babbo che lo spingerà a dare il meglio di sé.

Bisogna riconoscere che Pinocchio è entrato prepotentemente nel linguaggio italiano anche attraverso
giochi e divertimento
concetti ed espressioni proverbiali: il lungo naso di Pinocchio e Pinocchio stesso sono sinonimo di bugia, Il Gatto e la Volpe espressione di furfanti e farabutti, il Paese dei Balocchi sinonimo di pacchia, il Grillo parlante sinonimo di coscienza. 

Un libro che va sicuramente letto, sia per i suoi lati positivi che negativi. Legati in maniera smisurata alla versione animata della Disney si fa davvero difficoltà ad accettare quello che è la "verità" di Pinocchio. Il suo naso cresce a dismisura quando dice bugie ma la prima volta che avviene la Fata Turchina è costretta a farglielo tagliare con un'ascia per riportarlo alle dimensioni naturali, cosa che non avverrà la seconda volta. 
Geppetto finisce nella pancia di un pescecane e no di una balena. Pinocchio "appena nato" uccide il Grillo Parlante. Il Gatto e la Volpe fanno una fine un po' macabra, per non parlare di Lucignolo. Pinocchio rischia di essere mangiato da un pescatore perché scambiato per un pesce.



AllegriaLeggetelo e ditemi cosa ne pensate di questo classico della letteratura italiana pubblicato in varie lingue e che ha accompagnato l'infanzia di molte generazioni di piccoli discoli italiani!