martedì 11 giugno 2013

Recensione Le notti bianche di Fedor M.Dostoevskij (Con questa recensione partecipo all'iniziativa "Un classico al mese" di Storie dentro storie)



Titolo: Le notti bianche.

Autore: Fedor M.Dostoevskij.

Genere: Classico moderno. Romantico.

Editore:Newton Compton. 

Pag. 128

Prezzo: 0,99 Euro

Live:4

Cura e traduzione: Luisa De Nardis.

Edizione Integrale.












Trama



Le notti bianche è, insieme a Delitto e castigo, la più amata e la più letta delle opere di

 Dostoevskij. Protagonista è la figura del sognatore, nella cui esistenza, chiusa in un mondo di 

fantasticherie, irrompe per un breve attimo la giovane Nasten’ka. 

Simbolo del pulsare delle emozioni, Nasten’ka offrirà per la prima volta al sognatore scampoli di

vita vera, finché una sua lettera, con l’annuncio delle proprie nozze, non lo “risveglierà” per 

riportarlo al suo destino di illusioni. Sullo sfondo di una Pietroburgo deserta e quasi magica, si 

inserisce l’intenso dialogo tra i due protagonisti, pure voci, la cui identità è l’oggetto stesso delle loro 

riflessioni e della loro autocoscienza.







Recensione


Centodue pagine di languido amore, di sofferenze dell'anima, di struggimento 

e solitudine. L'inquietudine, di un giovane poeta che vive abbarbicato alla sua

concezione ancestrale e filosofica della vita, viene placata se pur per breve 

tempo, dall'amore di una diciassettenne: Nasten’ka,prigioniera di una nonna, 

cieca che la tiene legata alle sue vesti con una spilla per impedirle di 

disonorarla,presa da paure folli, da pregiudizi e atavici pensieri. Un amore 

corrisposto a metà, perché la ragazza ha promesso il suo cuore a un altro, a un 

uomo che ha giurato di andarsene in cerca di fortuna e tornare degno di quel 

sentimento. Un sentimento che sembra dimenticato nel tempo e nella distanza 

perché lui sembra non voler tornare...

A questo punto Nasten’ka costringe il suo cuore a piegarsi all'amore del poeta,

lo costringe ad accettare le sue parole melodiose e cariche di promesse, pur 

consapevole di non poterlo mai veramente amare. 

E' un tripudio di sdolcinerie il cuore del poeta, di una vita falsata vissuta a 

briciole, un uomo che non conosce la realtà delle cose ma che delle cose ne 

vede solo la luce più sublime, il cui amore viene vissuto in una Pietroburgo 

deserta e algida, fatta di silenzi e di volti che scompaiono. 

Un romanzo semplice, una lettura piacevole, lineare, senza colpi di scena, con

qualche metafora accattivante e con un sentimento potente e illusorio che ne

detiene il controllo. La storia di Nasten’ka è affascinante, il finale quello che il 

lettore, già dalla prima pagina si aspetta. 









Autore






Fëdor Michajlovic Dostoevskij nacque a Mosca nel

 1821. Da ragazzo, alla notizia della morte del 

padre, subì il primo attacco di epilessia, malattia che 

lo tormentò per tutta la vita. Nel 1849 lo scrittore, a 

causa delle sue convinzioni socialiste, venne 

condannato a morte. La pena fu poi commutata in 

quattro anni di lavori forzati in Siberia e nell’esilio

 fino al 1859. Morì a San Pietroburgo nel 1881. È

 forse il più grande narratore russo e uno dei classici 

di tutti i tempi. Le sue opere e i suoi personaggi

intensi, drammatici, affascinanti, sono attuali e  modernissimi. Tra le sue opere 

più famose ricordiamo Delitto e castigo, I demoniIl giocatoreL’idiotaLe 

notti bianche - La mite - Il sogno di un uomo ridicoloI fratelli Karamazov, e il 

volume unico Grandi romanzi.