martedì 24 dicembre 2013

BUONE FESTE!!!



Amici e lettori,
il tempo corre... oggi è una giornata super impegnativa, per questo non mi dilungherò.
Desidero augurarvi ogni bene e tanta serenità. Spero che abbiate la possibilità di vivere queste festività insieme alle persone amate, circondati da calore e magia.

Al nuovo anno :)
In questi giorni mi dedicherò completamente alla famiglia, agli amici ma soprattutto alle mie bimbe.


Buone feste!!!
e vi raccomando
siate buoni!!!

lunedì 23 dicembre 2013

Le avventure di Shirab

Shirab e le sue avventure - prima ed. 1981 - ottimo++ - molto bello
Trama

Shirab è l'intraprendente figlio di un mercante di Bagdad, che ama ascoltare le storie avventurose raccontate dallo zio Alì Hassan, che è capitano di una nave. Un giorno il ragazzo decide di seguire lo zio in uno dei suoi viaggi per mare, iniziando una serie di incredibili avventure. Dopo il naufragio causato dall'attacco di un'enorme balena, Shirab, assieme ai suoi nuovi compagni ed amici Aladdin e Alì Babà, ma soprattutto alla cornacchia Sheila, dovranno superare grandi pericoli ed incontreranno numerosi personaggi presenti nelle Mille e una notte, come maghi, sirene, mostri, i quaranta ladroni, la principessa Sherazade e la lampada magica con il suo genio.


Recensione



Shirab e le sue avventure - prima ed. 1981 - ottimo++ - molto belloL'ultima recensione dell'anno l'ho voluta dedicare a questo romanzo. Dovete sapere che le avventure di Shirab sono un' anime giapponese trasmessa in italia nel 1981. Io e le mie sorelle eravamo molte piccole all'epoca (non tutte eravamo nate) e quando un' insegnante regalò a mia sorella minore, qualche anno dopo, questo volume ne sono rimasta affascinata. Una volta sposata mi sono "impossessata" del libro e l'ho regalato alla mia collezione privata e qualche mese fa, ho iniziato a leggerlo a mia figlia. 






     Shirab è un ragazzo buono, gentile e pieno di ideali. Crede nella famiglia, negli amici e nell'amore. 
Shirab e le sue avventure - prima ed. 1981 - ottimo++ - molto belloHa qualcosa di magico e l'atmosfera esotica cattura grandi e piccini. Il volume è diviso in 12 capitoli, in ognuno Shirab vive un'avventura insieme a Sheila, la principessa trasformata in cornacchia da un crudele stregone. I due, lungo il viaggio, incontrano vari personaggi, tutti riconducibili alle Mille e una notte piegati all'esigenza del testo. Devo dire che mi sono divertita a leggerlo e le illustrazioni hanno reso il viaggio più interessante. Lo consiglio a chi ha figli e anche a chi adora immergersi in racconti semplici ma che hanno una morale. Un romanzo che andrebbe regalato ai più piccoli soprattutto per l'alto valore che si dà alla solidarietà e per come il giovane Shirab, nonostante le peripezie riesca ad avere la meglio, rimanendo un ragazzo sorridente, avventuroso e intrepido! 
Chi vuole salpare con noi?Non ve ne pentirete! Ma sappiate che incontrerete balene e serpenti giganti,mostri di sabbia, stregoni senza cuore,ladroni, castelli che scompaiono, geni, e tanti altri personaggi divertenti e mostruosi,











Shirab e le sue avventure - prima ed. 1981 - ottimo++ - molto bello
Alla prossima recensione,
nel 2014!!! 

domenica 22 dicembre 2013

UFB BOOK CLUB DI UNA FRAGOLA AL GIORNO: I MISERABILI DI VICTOR HUGO.


La promessa di raccontarvi la mia esperienza con "I Miserabili" è oggi riscattata, in quanto la mole di lavoro e di impegni mi hanno impedito, di pronunciarmi in merito a questo straordinario romanzo.  Dire straordinario è riduttivo, non riesco davvero a trovare un aggettivo azzeccato per potervi trasmettere il sentimento che "I Miserabili" hanno mosso in me.



File:Ebcosette.jpgIl romanzo inizia con la descrizione, accuratissima, della vita del vescovo Monsignor Myriel. Di primo acchito il lettore è portato a credere che costui sia il protagonista ma, così non è, anche se andando avanti con la lettura si capisce il perché Hugo abbia voluto dar risalto a costui (aristocratico francese decaduto a causa della Rivoluzione francese) in quanto cambierà le sorti del vero protagonista: Jean Valjean, forzato appena rilasciato dopo 19 anni di carcere duro. Jean Valjean non è un assassino, è un uomo piegato dalla miseria e dalla fama, costretto a rubare perché alla morte del cognato si ritrova con sorella e nipoti, da sfamare, così disperato ruba del pane ma, non farà molta strada e si ritroverà a scontare una pena sproporzionata al reato.
Il moto centrifugo che ha attanagliato le mie viscere è stato, la prima volta, proprio quando ho letto la prigionia di Jean Valjean, quest'essere innocuo, misero, ignorante che lentamente si lascia cambiare dal carcere e che con il tempo smette di piangere, privandosi di questo sfogo per tantissimi anni. La lotta, silenziosa, rancorosa, verso una giustizia che tale non può essere definita, fa davvero riflettere e porta il lettore ad opprimersi: qui nasce l'empatia con il forzato, nonostante la diversità di ruoli che egli, nel tempo, assumerà, posso affermare di essermi  percepita Jean Valjean. 

La pena è stata estinta ma non la colpa. L'uomo sarà ritenuto per sempre un forzato e quando mostrerà il suo passaporto giallo, nella città di Digne, verrà scacciato da tutte le bettole e le locande, mandato fuori al freddo e in balia della fame. A soccorrerlo sarà proprio Monsignore Myriel, il vescovo che non chiude mai a chiave la porta della casa di Cristo e consente all'uomo, che chiama signore e tratta con tutti gli onori, di rifocillarsi e di riposarsi, senza chiedere nulla in cambio. Valjean non si fida, la sua natura maligna spicca fuori: ruba l'argenteria dell'ecclesiastico e fugge via. Viene immediatamente acciuffato e scortato a casa del vescovo, dove costui asserisce di aver donato spontaneamente l'argenteria al presunto ladro e che, egli ha dimenticato di portarsi dietro i candelabri d'argento, unici pezzi di  valore in quell'umile dimora.
Jean appena liberato torna a rubare una moneta d'argento  a un bambino, quasi un dispetto verso il senso di umanità che inizia a percepire in sé,  ma nel fare un gesto così riprovevole scoppia in lacrime e cade in ginocchio. Il gelo nel suo animo crepa e inizia a diffondersi il calore. Prega e si sente in colpa per aver tradito, ancora una volta la fiducia del vescovo, a questo punto decide di redimersi e di cambiare vita.

Può un forzato cambiare vita?
Jean Valjean ci riesce. E lo fa diventando, negli anni, inventore, industriale, sindaco. Fa del bene. E' un uomo onesto,  taciturno, che ogni giorno espia i suoi peccati. Incontra lungo questo percorso due persone che, ancora una volta gli cambieranno la vita: Fantine e Javert. La prima è una giovane donna disgraziata,  concessasi da fanciulla a un uomo che l'abbandonerà al suo destino, un destino tremendo che la costringerà a consegnare la sua bambina a due locandieri, convinta di aver trovato il luogo adatto dove farla dimorare fin quando lei non avrà trovato un lavoro e si sarà sistemata. Lavorerà presso la fabbrica di Jean Valjean ( ora conosciuto con il nome di Madeleine) fin quando verrà scacciata dalla responsabile, in quanto è  venuta a conoscenza del passato della giovane donna.  Fantine farà di tutto per rimanere onesta, venderà tutto quello che ha, persino i capelli e i denti, ma alla fine sarà costretta a prostituirsi. Quando il sindaco scoprirà la sua esistenza, per Fantine ormai sarà troppo tardi: morirà senza aver più rivisto sua figlia!


Anche qui ho avuto un moto interiore violento, devastante. Sono rimasta senza fiato, come se qualcuno mi avesse assestato un pugno allo stomaco, e non contento avesse accompagnato il pugno con un calcio. Fantine è una ragazza splendida e splendente. Vive di luce propria, graziosa e garbata, ha le carte giuste per riuscire nella vita ma, si innamora, si concede a un ragazzo di buona famiglia che gioca con lei per un po', poi stanco torna alla vita di sempre. Fantine mette al mondo una bambina, e per darle un futuro vende tutto quello che ha e parte alla ricerca di fortuna.  In un primo momento sembra riuscirci, poi invece le pettegole, le malelingue, la cattiveria di chi vede la pagliuzza nell'occhio altrui, senza rendersi conto che nella sua c'è una trave, distruggono quello che Fantine ha creato, con sacrificio e speranza. A questa ragazza verrà tolto tutto: il sorriso, la fede, lo sguardo verso il futuro, verrà totalmente annientata e, il lettore resta lì inerme sconvolto per non poter far nulla...
Javert è il secondo personaggio importante: l'ispettore di polizia locale. Uomo integerrimo, talmente tanto da sconfinare nell'ossessività e nel fanatismo. Capirà ben presto che Madeleine altro non è che Valjean e lo farà presente ai suoi superiori. C'è un ma: nessuno crede alla sua versione perché Jean Valjean è stato di nuovo arrestato ed è sotto processo: finirà di nuovo ai lavori forzati!  A riconoscerlo, oltre lo stesso Javert anche tre compagni di sventura dell'ex forzato.
Il vero Jean Valjean  potrebbe vivere tranquillamente la sua vita e chiudersi alle spalle la porta del forzato, tanto c'è un povero disgraziato che prenderà il suo posto, ma non ci riesce, un conflitto interiore lo devasta e lo costringe a confessare il vero. Anche se giudici e giuria in un primo momento restano basiti, usciti dalla "trance" emanano un mandato di cattura. Jean Valjean fugge, scappa con i due candelabri e corre verso Cosette (la figlia di Fantine), corre da lei per salvarla... e ci riuscirà.

Ecco la vera prova: quello che distingue il forzato dall'uomo per bene: Jean Valjean non accetta che un altro uomo possa pagare le sue colpe, se lui lasciasse correre, il percorso fatto fino d'ora sarebbe stato invano... eppure se continuasse ad essere Madeleina potrebbe fare tanto bene... cerca di trovare scuse, spera nell'intervento del destino ma Jean sa che per onorare l'uomo che è diventato deve prendersi le sue responsabilità... Questo può redimerlo al cospetto di Dio, ma non dinanzi agli uomini che hanno il coraggio di asserire, con il senno di poi, che in Madeleine c'era qualcosa che non andava... che in fondo l'avevano capito che il signor sindaco aveva dei segreti...

In mezzo a questa storia intensa la battaglia di Waterloo, pagine sconfinate... ma il romanzo  non termina qui... Javert è deciso ad acciuffare Jean Valjean e quest'ultimo è convinto di meritare una vita serena insieme alla sua dolce Cosette... Chi avrà la meglio?

ALLA PROSSIMA TAPPA

domenica 15 dicembre 2013

L'onda scarlatta di Barbara Risoli


Il Corsaro Nero
TitoloL’onda scarlatta 
Autore: Barbara Risoli
Serie: //
Edito da: Barbara Risoli
Prezzo: 1,63 € formato Kindle
Genere:  Storico, sentimentale
Pagine: 274 p.




Trama
Ersilia Alves, duchessina di Cerbére, dalla bellezza disarmante, porta il segno di un destino crudele e a diciassette anni riemerge dal buio della propria esistenza, con il passo claudicante che ne screzia la perfezione. Astolfo des Chavaux, conte di Rennes, quarantenne impenitente e noto libertino, se ne prende cura per volere del padre, affrontando l’inattesa onda di sentimenti che lo travolgono. Feroz, misterioso e ultimo dei pirati, dall’abbigliamento barocco e dal volto celato, governa l’inquietante Onda Scarlatta, antico galeone dalle vele rosse come il sangue versato dai nemici dell’uomo. Sullo sfondo della Francia in fermento del 1789, con il re ostaggio del popolo e profondi mutamenti a mettere in pericolo un’intera classe sociale, s’intrecciano i destini di una donna con il buio dentro e un uomo senza identità. Quale segreto cela il pirata dalla piuma rossa? E quale forza nasconde il gioiello risorto di Cerbére? Colpi di scena, rivalità familiari e imprevisti cambiamenti danno il passo a un amore che saprà abbattere il dolore e aprire il cuore al futuro.

Recensione 

Barbara Risoli ancora una volta ci porta, attraverso una delle sue storie, nella Francia rivoluzionaria. Ersilia, giovane nobildonna, auto-esiliatasi dalla società dopo un incidente che le ha causato una menomazione, viene scaraventata letteralmente giù dal suo letto e dalla stanza dove si rifugia per tornare a vivere una vita degna di questo nome. A scuoterla, senza troppi convenevoli, è Astolfo, migliore amico del padre della ragazza, impertinente, spavaldo, libertino che osa quello che nessun altro ha mai fatto. Il cuore del lettore (compreso il mio!) prende il volo dinanzi a una possibile storia d'amore... ma... c'è un ma... quando si crede di aver capito tutto, spunta un altro uomo, uno di quelli che fanno battere il cuore per la lealtà che impiegano in una causa, valorosi e generosi. Ersilia imparerà ad amare e a credere in se stessa, attraverso un viaggio fisico e psicologico, legato profondamente al suo Io.

La Risoli ci propina una storia ricca di aggettivi, con un registro linguistico ricercato, dove i personaggi evolvono pagina dopo pagina attraverso rapporti interpersonali, e vivendo appieno l'aspetto socio-culturale dell'epoca, compreso la descrizione dettagliata degli ambienti (interni ed esterni). Nulla è lasciato al caso e quando si crede di aver capito qualcosa ne accade un'altra che lascia il lettore spiazzato. 

Ersilia è il perno della storia. La bellezza di questa ragazza sta proprio nel fatto che non è stereotipata come le solite eroine, ( a dire il vero non lo sono neanche gli altri personaggi) a volte la si ama, altre la si odia, altre volte la si vorrebbe bloccare o spronare... è umana e come tale ha un'identità sua, ben definita. 

E poi c'è la storia d'amore, con la Francia piegata al dolore della rivoluzione come sottofondo, che porterà il lettore a sognare e a interrogarsi...

I rapporti umani, soprattutto tra Ersilia e i suoi fratelli (così diversi tra di loro) e con i genitori, si impongono sulla scena per definire in maniera appropriata alcune scelte e soprattutto il carattere della ragazza e, in più va riconosciuto all'autrice l'abilità di saper tessere storie con vari fili conduttori, alla fine saranno tutti saldamente legati alla storia centrale senza toglierle nulla, anzi la impreziosiscono.

Un gran bel lavoro, scritto bene e intenso. Ancora una volta la Risoli non mi ha deluso!


L'autrice
Capitan Salgari
Barbara Risoli abbraccia vari generi quali il fantasy, la fantascienza e il genere storico-sentimentale. Ragioniera, sposata con un figlio, ama le cose insolite, è appassionata di mitologia greca e del periodo storico acheo-miceneo. Particolare la sua passione anche per il periodo relativo alla Rivoluzione Francese.
All’attivo ha La stirpe (Runde Taarn Edizioni), Il veleno del cuore (0111 Edizioni), L’errore di Cronos (Runde Taarn Edizioni).
La grazia del Fato è il sequel de L’errore di Cronos.

sabato 14 dicembre 2013

Sotto un sole nero di Ivano Mingotti





Titolo



Sotto un sole nero
AutoreMingotti Ivano
Prezzo

€ 11,90

Dati2011, 244 p.
EditoreDEd'A  (collana Cerebro illesi)


Trama

In un presente alternativo, un governo totalitario sembra gestire la vita dell'intera popolazione umana. I "cittadini" vivono in un regime di terrore e di ferree regole dettate dal Ductor. Apparentemente salvatore della specie, dopo il disastro ecologico, il Ductor "protegge" il popolo sotto un sole nero, nel silenzio e nell'alienazione in cui sono ridotti, sotto un regime che marcia per le strade "Per la pace. Per la quiete. Per il sangue dei nemici". Ma un'ulteriore minaccia da parte di invasori esterni sembra minare questo equilibrio. Nove vite si intrecciano, ci raccontano e ci conducono verso un epilogo inaspettato.


Recensione

Avrei dovuto recensione questo romanzo mesi fa, ma come ben saprete la vita fuori dal blog preme e mi lascia sempre meno spazio. Questo però non giustifica appieno il mio silenzio nei confronti di chi ha voluto gentilmente porre alla mia attenzione la sua opera, quindi cercherò di fare del mio meglio per mantenere la parola data e approfitto di questo post per ringraziare Ivano per avermi concesso di leggere, gratuitamente il suo romanzo.


"Sotto un sole nero" non è un romanzo facile. Quando ho iniziato a leggerlo un senso di fastidio, di estraniazione, di irritazione mi ha invasa, urtandomi per la scelta stilistica dell'autore: le parole arrivano secche e dirette agli occhi, come spilli, come se il libro fosse stato scritto per ferire, per lasciare il lettore con la bocca secca e la gola riarsa. Nonostante questo senso di oppressione al petto, ho continuato a leggere e leggendo sono incappata in nove personaggi, tutti con vite angoscianti, soffocati da un regime totalitario, che ruba "luce" e sogni e impone violenza e obbedienza, controllo e distruzione. L'autore non consente al lettore di arrivare alla varie storie con lentezza, preparandoli al dopo, glieli spiattella in faccia senza mezzi termini, imponendo la visione che la didascalia delle parole scelte e utilizzate rimandano come immagini. 
E' negativo? No di certo. "Sotto un sole nero" non è un romanzo commerciale e le tematiche trattate (nazismo e olocausto in veste distopica) non lasciano indifferenti. La scrittura è essenziale, telegrafica, sincopata, claustrofobica, a volte bisogna fermarsi per riprendere fiato, aprire le tende della  propria finestra e rendersi conto che un sole giallo, luminoso, esiste, esiste per davvero e che non siamo in balia del Ductor, e che nessuno ucciderà nostra madre, o ci massacrerà di botte perché abbiamo un segreto... Questo romanzo impone la sua presenza, ma soprattutto non lascia indifferenti e costringe il lettore a riflettere e a porsi delle domande... fortunatamente alla fine un barlume di speranza consente al lettore  una ripresa emotiva ed emozionale. 
Di certo non lo consiglierei a chi è depresso e a chi ha poco tempo per leggere, anche se la lettura è dimezzata per la scelta stilistica alquanto sperimentale, futurista oserei dire, delle volte si ha la necessità di ripercorrere alcuni periodi, altri di chiudere proprio il volume e di darsi del tempo per riflettere e digerire quello che si è appena visto. Non lo definirei un romanzo che attira simpatia ma, proprio per queste sue spigolosità  richiama attenzione e porta il lettore a raccogliere i pezzi disseminati al suo interno per scoprire il puzzle nella sua completezza finale.







Ivano Mingotti, classe 88,  lavora per Esselunga spa come commesso. Pubblica nel 2009 ''Storia di un boia'', con Kimerik editore. Con questo romanzo parteciperà in seguito al Moonlight Festival 2011. Nel 2010 è il turno di ''Solo gli Occhi'', sempre con Kimerik. Nel 2011, il 10 agosto, esce ''Stati Uniti d'Aspirina'', ideale sequel di Solo gli Occhi, edito da Zona Editore. Nel dicembre 2011 viene pubblicato ''Sotto un sole nero'', con Ded'a edizioni.