giovedì 17 settembre 2015

Uno sguardo sul mondo: Femminicidio.

Guardatela bene questa donna, è stata ammazzata come una bestia, un colpo di pistola alle spalle e poi il suo assassino le ha preso la borsa per poter ottenere il telefonino con cui chiamare i parenti di lei e minacciarli. Quest'uomo (se uomo può essere definito) diceva di amarla anche quando, qualche mese prima aveva tentato di lanciarla dal balcone di casa di lei, quando scriveva sulla sua pagina facebook che prima o poi gliel'avrebbe fatta pagata cara.
Vincenzina, questo è il nome della donna, aveva denunciato il suo stalker ma non è servito a nulla, come al solito, se non a rinforzare la convinzione di lui di volerla uccidere, forte della consapevolezza che le conseguenze non sarebbero state nefaste. Intanto lei è morta e il suo obiettivo è centrato. E non so se i legislatori italiani lo sanno che quando si muore non si torna più indietro. Ci vogliono leggi severe, che devono essere applicate, ma soprattutto questi individui devono subire trattamenti psichiatrici che possano almeno tentare di sanare la loro gelosia patologica e il loro narcisismo insano. Tenerli, solo ed esclusivamente ingabbiati, non farà altro che accrescere la loro ossessione.
Bisogna fare qualcosa, qualcosa che fermi questa strage al femminile prima che arrivi il far west portando a "vincere" chi sparerà per prima. Perché il terrore di morire, di lasciare i propri figli, la paura di dover rendere conto a un maniaco della propria vita, prima o poi farà innescare nelle donne la voglia di difendersi, visto che nessuno sa proteggerle come dovrebbe essere, e tutti sappiamo che la violenza che risponde con la violenza non ha mai portato a nulla di buono.

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