sabato 28 marzo 2015

I guardiani delle anime. Il veleno delle streghe. Di M.P.Black.

Popolo di naviganti,
eccomi con un'altra recensione. Non potevo non leggere il secondo volume della saga "I Guardiani delle anime" di M.P.Black, una scrittrice che seguo da sempre, e che ho apprezzato tantissimo anche quando ha fatto un gran bel salto verso la scrittura per ragazzi. 
Vi consiglio di leggere il romanzo, oltre ad essere scritto bene è anche un ottimo prodotto. La carta è bianca e liscia, invita ancora di più alla lettura, ed è un piacere  poter tenere, un libro così "morbido" tra le mani. Peccato che la Domino Edizioni abbia chiuso i battenti, lavorava egregiamente. 
Buona lettura. 


Trama


28 giugno 1681. La Duchessa Angélique de Fontanges muore avvelenata per mano della famigerata Marchesa di Montespan. La Marchesa, però, amante storica del Re Sole, non si accontenta di aver eliminato la sua rivale. Vuole ottenere l’immortalità e per farlo dovrà impossessarsi di una potente pozione, creata dalle Streghe del Circolo di Parigi.

Francia, oggi: Jean Luc Lemaire e Charlotte de Lavoisiers non si conoscono. Il primo è uno studente della Sorbonne di Parigi, la seconda appartiene a una delle più nobili famiglie di Parigi. Ma il destino sta per farli incontrare, perché i due, in un lontano passato, hanno vissuto una tormentata, e purtroppo breve, storia d’amore.
Nel Quartier Generale dei Guardiani delle Anime, la Strega Annette e Jacob Ross si trovano a dover affrontare una nuova, disperata missione. Quella di impedire alla Marchesa di Montespan di reincarnarsi nella sorellastra di Charlotte e di assassinarla, per ereditare ogni bene lasciato dal padre, morto qualche tempo prima.
Così Jean Luc, Charlotte e il Guardiano André Blanche dovranno ritornare indietro nel tempo, precisamente nel 1681, per far sì che la Marchesa non assuma la famigerata pozione.
Un solo viaggio nel tempo, però, non permetterà al Guardiano e ai due ragazzi di raggiungere il loro obiettivo.
Un’altra Strega potente, infatti, trama alle loro spalle per proteggere la reincarnazione della Montespan e, con lei, assumere il controllo del potere politico mondiale.
I Guardiani delle Anime, con l’aiuto dell’F.B.I e dell’Interpol, si troveranno così ad affrontare la loro missione più difficile, dove il confine tra la vita e la morte sarà davvero sottile.


Recensione

Ho atteso trepidante il secondo volume de' "I Guardiani delle anime", visto che il primo mi aveva molto colpito e che la storia è ancora impressa, con interesse nella mia mente. 

Ancora una volta I Guardiani si troveranno nella condizione di dover salvare due Spiriti antichi. Questa volta, il malvagio di turno è una strega, che non si fa scrupoli ad utilizzare la magia nera e il sacrificio umano per poter ottenere i suoi loschi scopi. E' proprio grazie a questa donna, la marchesa  di Montespan che il lettore si  troverà catapultato nel 1681, alla Corte di Re Sole. Tra balli a corte, broccati, pizzo e intrighi, i due protagonisti: Jean Luc e Charlotte, accompagnati dal Guardiano Andrè, faranno di tutto per cambiare un evento ben specifico, attraverso cui la Marchesa dovrebbe capitolare. Non tutto andrà come progettato ma... non voglio svelare troppo.

In questo nuovo capitolo della saga, la Black detiene il controllo di ben tre storie d'amore, quella di Jean Luc e Charlotte (in versione moderna e antica), quella di Jacob e Annette, e quella di André (più raccontata che vissuta) con una donna che non riesce a dimenticare, il cui sentimento ricadrà sulle scelte fatte  nel presente. L'autrice riesce a caratterizzare i vari personaggi, i lori sentimenti e anche il moto interiore che li trascina a vivere la propria emotività. Eros e passionalità si intreccianno in maniera diversa per ogni coppia.  Jacob, tentato dalla strega Annette, combatterà violentemente contro i suoi sentimenti, che non ha il coraggio di vivere, sia per il ricordo di sua moglie, morta (gemella di Annette), sia perché non si fida molto della strega, ormai diventata Oracolo. La donna subirà una vera evoluzione, l'amore per Jacob le farà decidere di abbandonare definitivamente la strada della magia nera. Nonostante questo i due spiccano, rispetto agli altri personaggi, per avere un caratteraccio. Jacob è insopportabile, e trovo (cosa che avevo sottolineato anche nella recensione del primo volume) che l'autrice sia stata coraggiosa nel voler portare avanti una scelta del genere. Annette e Jacob non fanno nulla per farsi amare: iracondi, nervosi, scattano per un non nulla. Si fanno la guerra, e non temono neanche di maltrattare chi devono proteggere, senza farsi nessun problema. 

Jean Luc e Charlotte vivono una storia romantica. Da una scintilla, un sentimento platonico, nato nel passato, i due riusciranno a vivere appieno la loro storia, dandosi la possibilità di conoscersi profondamente. Saranno loro a dover effettuare il viaggio nel tempo per cambiare l'evento-cardine.

La storia di André è più complessa. Attraverso un sentimento vissuto, ormai "lontano" si dipanerà il passato del guardiano. Scelte ed emozioni condizioneranno il finale del romanzo. (Con una delle ultime scene che mi hanno ricordato in particolar modo una peculiarità di Harry Potter).

Questo romanzo è la conferma della bravura della Black nel destreggiarsi in più generi letterari diretti nella stessa storia, e soprattutto ho riscontrato una maturità stilistica che rende la scrittura "pulita" (fatemi passare il termine). Niente fronzoli ma per nulla banale, le parole scivolano velocemente e si arriva alla fine in breve tempo, in una corsa che lascia senza fiato. 

Ho apprezzato in maniera particolare il primo e l'ultimo capitolo del romanzo. L'atmosfera, la suspense, termini aulici, personaggi evanescenti, per un perfetto inizio e un intenso e cupo finale.


L'Autrice
M. P. Black, al secolo Paola De Pizzol, mamma di due splendidi bambini, ha

iniziato a scrivere fin da piccola brevi racconti fantasy, coltivando negli anni il sogno di diventare scrittrice. Sognatrice ed estroversa, lavora come impiegata comunale e vive nelle dolci colline venete. Adora la sua famiglia, che rappresenta per lei un solido punto di riferimento. Con la casa editrice “0111 edizioni” di Milano ha pubblicato la trilogia fantasy di Lisa Verdi, composta dai volumi “Lisa Verdi e il
ciondolo elfico” (2007), “Lisa Verdi e l’antico codice” (2008), “Lisa Verdi e il Sole di Aresil” (2009).“Lisa Verdi e il ciondolo elfico” è stato nominato, nel 2007, libro dell’anno dall’Associazione Servizi Culturali di Milano.
 A giugno 2011, con la casa editrice Domino di Piacenza, ha pubblicato l’urban fantasy “I Guardiani delle Anime — la Maledizione della Regina”.
Ha partecipato a una raccolta di fiabe con “La Principessa Capricciosa”, inclusa nell’antologia “Il magico mondo delle fiabole”, autori vari, edita da Aletti editore (dicembre 2011).
Il racconto di Natale “Snowman”, invece, è stato pubblicato nel blog di Malizia Wonderland nel dicembre 2011.
Con “La Corte Shorts” è uscito nel marzo 2012 il racconto horror “Lo spettro della Candela.”
Nel giugno 2012 ha pubblicato il romanzo, a sfondo esoterico, “La rosa e il pugnale”, edizioni Domino.

M. P. Black, Il veleno delle streghe — I guardiani delle anime (2013)
Edizioni Domino — Pag. 264 — 15,00 €
ISBN 9788895883434

mercoledì 25 marzo 2015

Primo Concorso Letterario Internazionale “Lettera d’amore”, dedicato a Lucilla Guaglianone. I Vincitori.


Salve popolo di naviganti,
vi scrivo per farvi partecipi di una grande novità. Finalmente sono stati decretati i vincitori del premio letterario "Lettere d'amore", dedicato a Lucilla Guaglianone. La premiazione è avvenuta a San Sosti, un piccolo comune cosentino. I vincitori, e gli invitati, sono stati accolti presso l'Hotel Santa Croce, dove la Consulta Giovanile ha fatto gli onori di casa. 
Tra i vincitori c'è un giovane artista che conosco da sempre, Domenico Santomartino, colui che ha dato un volto alla mia amata Fantasia. Si è piazzato al secondo posto con una lettera commovente e malinconica, come solo l'amore sa essere. 
Vi consiglio di leggere le lettere che si sono piazzate ai primi tre posti e anche le menzioni d'onore.
Volevo aggiungere che, eventi del genere stimolano alla scrittura, ma soprattutto al potere evocativo della parola che si fa portavoce dei nostri sentimenti. La cosa bella è che a organizzare l'evento è stato un gruppo di giovani, agguerriti che credono nell'amore e nella cultura. "Capitana", di questa splendida "nave" Giovanna Daniele a cui va la mia stima e il mio affetto. 
Il 22 marzo 2015, si è conclusa la Prima Edizione del Concorso Letterario Internazionale “Lettera d’amore” organizzato dalla Consulta Giovanile di San Sosti, dalla Biblioteca Comunale e dalla Sig.ra Giovanna Daniele, ideatrice del Concorso. Nell’ accogliente cornice sansostese, presso l’Hotel Santa Croce, ha avuto luogo la premiazione dei primi tre classificati e l’assegnazione delle menzioni speciali tra il calore e l’attenzione dei numerosi partecipanti.
Sulle calde note della musica dialettale d’autore, il gruppo etnico-popolare “Balanoò Etnoakustika” ha aperto la cerimonia intonando Ninella mia.
Dopo i saluti di rito, il segretario della Consulta Giovanile, Pasquale Ricca, per l’occasione presentatore e moderatore, ha ricordato la sig.ra Lucilla Guaglianone, simbolo di cultura sociale ed umana, a cui questa Prima Edizione del Concorso è stata dedicata.  In un momento di generale commozione il sig. Paolo Guaglianone, cugino di Lucilla,  è stato omaggiato di un ricordo in Suo onore.
Al saluto del primo cittadino, il sindaco Vincenzo De Marco, si sono avvicendati gli interventi dei relatori che hanno illustrato l’evoluzione del Concorso in ogni sua fase. Sono intervenuti: la sig.ra Giovanna Daniele, ideatrice del Concorso; la dott.ssa Maria Pina Aragona Segretaria del Concorso e Vicepresidente della Consulta Giovanile di San Sosti; il sig. Maurizio de Luca delegato della Biblioteca Comunale, Presidente della Consulta Giovanile e Vicepresidente di Giuria; la dott.ssa Rosamaria Bisignani, Presidente di Giuria e consigliere della Consulta. Gli interventi son stati intervallati dalla lettura della lettera di Gilda Ferrante, alunna della classe V elementare dell’Istituto Comprensivo di San Sosti, distintosi per la partecipazione e la bravura, e da video inerenti il Concorso.
Alla segretaria è toccato l’onore di annunciare i primi tre classificati. Al primo posto si è classificata la lettera avente numero di protocollo 26/C dal titolo “Caro mio eroe” della Sig.ra Cirigliano Chiara di Cassano allo Ionio che ha ritirato personalmente l’attestato ed il premio di € 150,00 consegnato dall’ideatrice del Concorso Giovanna Daniele. 

Si è classificata al secondo posto la lettera avente n. di protocollo 101/S dal titolo: “Amore mio” del sig. Domenico Santomartino di Cassano allo Ionio che ha ritirato personalmente l’attestato ed il premio di € 100,00 consegnato dal Presidente della Consulta Giovanile Maurizio De Luca. L’autore ha declamato la propria toccante lettera tra gli applausi degli astanti.
Si è classificata al terzo posto le lettera avente n. di protocollo 96/S intitolata “Un foglio di carta e tanta voglia di amare” della sig.ra Cozza Sara di Fagnano Castello (CS) che ha ritirato personalmente l’attestato ed il premio di €50,00 consegnato dal Sindaco del Comune di San Sosti Vincenzo de Marco.
Sono state, altresì, attribuite tre menzioni speciali.
Una menzione speciale per la migliore lettera internazionale al sig. Kouame Omar Angolla, un ragazzo proveniente dalla Costa d’Avorio attualmente frequentante l’I.P.S.I.A. di Sant’Agata d’Esaro.  
È stata assegnata una menzione speciale della critica alla lettera avente n. di protocollo 32/S della Sig.ra Ranfino Giovanna di Strudà di Vernole (Lecce) declamata dalla dott.ssa Vincenzina Pifferi, consigliere della Consulta Giovanile.
La terza ed ultima menzione è stata assegnata per la scrittura alla lettera dal titolo “Breve lettera a un bambino immaginario” della Sig.ra Maria Migaldi di San Sosti. La lettera è stata declamata dalla dott.ssa Annamaria Calonico, membro della Consulta Giovanile.
Per leggere le lettere cliccare QUI.

lunedì 23 marzo 2015

Avvistamento ebook del genere gratuito: Tutto nasce da qui. Dragonfly Wings.

Salve popolo di naviganti,
stamane desidero porre alla vostra attenzione un'antologia gratuita curata con parsimonia e amore. Il Dragonfly Wings, capitanato dalla splendida Rosie, si è reso autore di un'iniziativa lodevole e interessante. Vi consiglio di scaricare la raccolta e di lasciare un commento, un premio meritato per tanto lavoro.

Racconti gratuiti, tempo, nesw.
Info ebook:


ANTOLOGIA GRATUITA
Scarica QUI
Titolo: Tutto nasce da qui
Autore: A. A. V. V.
Editore: YouCanPrint
Pagine: 196


Quella che il “Dragonfly Wings” propone è un’antologia eterogenea di racconti brevi che non hanno, data appunto la loro diversità, un tema che li accomuni ma piuttosto un comune denominatore: la rinascita. Il titolo, che già di per sé ci aiuta a ben comprendere lo spirito con cui ognuna di queste opere è stata compiuta, sottolinea proprio il fulcro tematico che gli autori presenti nell’antologia hanno tenuto a mente, come elemento cruciale e imprescindibile dell’intero componimento e che parte esattamente da un punto di rottura, di incontro, di scissione o di rinnovamento. Insomma, sebbene differenti negli stili, nelle epoche narrative e nelle storie proposte, l’elemento univoco è proprio quella spinta di rivalsa, la necessità di cambiamento o la nascita in senso letterale. Diciassette autori si alternano tra le pagine lasciando una traccia che delinea l’espressione narrativa di ognuno, le scelte tematiche e la predilezione di un genere rispetto a un altro. Una splendida disomogeneità di scrittura che rende la lettura dinamica e appassionante; una costante evoluzione, a partire dal primo e a terminare con l’ultimo racconto, dentro cui ciascun lettore potrà ritrovarsi e immedesimarsi, sentendosi magari più vicino a uno dei racconti proposti piuttosto che a un altro, ma che mai sentirà comunque la necessità di esprimere una preferenza di sorta perché in realtà, sebbene ciascuno di questi autori abbia percorsi letterari diversi e stili quasi del tutto dissimili, è praticamente impossibile lasciarsi andare a comparativi relativi o assoluti. [Dalla "Prefazione"]


Contatti:

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Estratti:

Anche Clizia lo assaporava: Gabriel era liquirizia e peperoncino, un qualcosa di antico e nuovo, un sapore che mai aveva sfiorato il suo palato. Ecco, sapeva di lui! […] E Clizia avrebbe voluto cedere all’onda d’urto di quel lambire senza confini e limiti, poiché stava vagabondando nella sua anima alla ricerca dell’amore. Sì, stava cercando lui in quel baciarsi con foga. [“Il bacio del vero amore” - Rosie M. Stuart]


Luce pallida e opaca, ultima carezza di un sole che solcava le onde prima d’imbiondire il mare, alcova devota e accogliente. Era l’alba di un nuovo tramonto sulla bianca costa baciata dagli Dèi. Il drakkar[1] riposava poco lontano, la pancia sprofondata nella sabbia, mollemente adagiato come un figlio che finalmente ha trovato ristoro tra le braccia affettuose della madre. [“Naudhiz” - Lucia Cantoni]




Indice racconti:

IL BACIO DEL VERO AMORE (Rosie M. Stuart) pp. 6-11
NAUDHIZ (Lucia Cantoni) pp. 12-20
FAVOLA DI MEZZANOTTE (Giulia Anna Gallo) pp. 21-44
UN NUOVO INIZIO (Debora Țepeș Caiazza) pp. 45-51
CAPODANNO CINESE (Maria Sveva Morelli) pp. 52-61
CASCASSERO LE STELLE! (Bonny Moody) pp. 62-83
OLTRE LO SPECCHIO (Cristina Bruni) pp. 84-92
RICOMINCIO DA… (Francesca Pace) pp. 93-116
TUTTO NASCE DA… UN RITO, UN TAXI E UNA BICICLETTA (Giovanna Mazzilli) pp. 117-136
ADESSO CHE CI SEI (Jessica Maccario) pp. 137-152
TUTTA COLPA DEL VISCHIO (Silvia Castellano) pp. 153-165
UNA NUOVA VITA (Morgane Le Faye) pp. 166-169
TI REGALO UNA STELLA (Simona Busto) pp. 170-184
UNA (S)VOLTA NELLA VITA (Emme X) pp. 185-205
CHANGE (Alexia Bianchini) pp. 206-211
UN FIOCCO DI NEVE (Valentina Zaffanelli) pp. 212-224
UN AMORE A BARCELLONA (Nefrit Blackmoon) pp. 225-241



[1] Nave vichinga lunga e affusolata, solitamente utilizzata per le razzie. Deve il suo nome alla sua forma ricordante un drago.

domenica 22 marzo 2015

Quel che resta di noi. Caterina non abita più qui. Di Daisy Raisi.

Quel che resta di noi: Caterina non abita più qui (A piedi nudi nell'anima Vol. 1) 


Daisy Raisi 
Katia Debora Melis 
EUR 3,17
Amazon: QUI
Gratuito in Kindle Unlimited
Trama
Un’aspirante scrittrice e il frontman di una pop band di successo. 
Due vite e due personalità estremamente diverse, almeno all’apparenza. 
Cosa accomuna il trasgressivo e tenebroso Samuel alla dolce e sognante Caterina? 
Perché il loro incontro avvenuto quasi un decennio prima non è stato dimenticato da nessuno dei due? 
Per svelarcelo l’autrice ripercorre a ritroso la vita dei due protagonisti, rivelandoci che… 
Fra Inghilterra e Italia, progetti artistici e personali e flashback, speranze per il futuro e scomodi retaggi del passato, le vite di Samuel e Caterina si snodano fino al colpo di scena finale… 

Recensione

Di Daisy Raisi ho letto la raccolta di racconti:"Le orme leggere del cuore", innamorandomi perdutamente di uno dei personaggi: Caterina. Un'affinità tra me e quest'ultima non data solo dal nome ma anche e, soprattutto, da un certo modo di vivere le emozioni. Caterina mi ha spiattellato in faccia una parte di me che avevo dimenticato, di un'adolescenza fatta di alti e bassi con sentimenti prepotenti, a ricordarmi che esisto anche grazie a quella "Caterina". 
Ma torniamo al romanzo. 
Raisi racconta la storia d'amore tra Kate e Sam. Un sentimento mai vissuto realmente, fatto più di assenze e di intenzioni che di atti concreti, una forza centrifuga che li coinvolge anche a distanza, li spappola ma che non li avvicina fisicamente.

Sam è un deficiente, lasciatemelo dire! Cantante pop si va a impelagare nel più banale dei cliché: il cantante maledetto! Si rende l'idolo "mezzo morto" di ragazzine scombinate, riesce a distruggere anni di lavoro per quell'insana insoddisfazione interiore che lo porta in una strada buia, battuta da ciechi, come lui. Come se non bastasse ha un figlio e non riesce ad essere neanche un buon padre. A un certo punto, fortunatamente ancora giovane, decide di riprendere in mano la sua vita e di iniziare proprio dalla musica. La musica che gli permette di esprimersi e di mostrare al mondo la sua parte migliore. In quel percorso di rinascita il suo cuore va a Kate, la ragazza che gli ha toccato l'anima in un modo così profondamente vero da non poter essere accomunata a nessuno.
Sam si interroga. Teme che Kate si sia rifatta una vita, che possa averlo dimenticato anche se è consapevole che da lontano (grazie a internet, blog e vari profili) non solo lo cerca, ma lo sostiene. E' solo un modo simpatico di stargli vicino?
Lui, in Inghilterra, cerca in tutti i modi di ottenere una data, per il suo tour, in Italia, mentre il manager e la segretaria gli nuotano contro, per impedire l'incontro tra i due, nessuno deve intralciare la carriera, appena rinata, del "cantante maledetto".

Kate dal canto suo vive semplicemente, sempre in continua lotta con le spese d'affrontare e i conti che non quadrono mai. Il suo cuore appartiene a Sam. Non riesce neanche più a fidarsi degli altri, tanto è stata scottata da questa storia che ha impresso in lei un solco, in cui sono stati piantati dei ricordi, a cui ritorna ogni volta che la malinconia le si palesa nella sua prepotente violenza.
Kate che ha abbandonato alcune piccole passioni, vorrebbe tornare a girare in bicicletta, ma trova sempre una buona scusa per non farlo, non dedica mai troppo tempo a se stessa (se non in rari casi, una breve vacanza e un concerto a Firenze), esiste solo la scrittura diventata la sua ragione di vita. 

Un'analisi psicologica accuratissima, personaggi ben delineati, distanze geografiche che diventano distanze interiori, eventi (che all'apparenza possono sembrare banali) come il viaggio a Firenze (il come Kate osserva i passeggeri del bus, il paesaggio e l'incontro con il giovane artista) hanno una valenza, non solo interpretativa ma anche intrinseca molto molto importante.  

Mi ha toccato molto il come Daisy Raisi ha trattato i sentimenti dei due protagonisti: senza nessuna menzogna di mezzo, si amano, lo sanno, è palese, entrambi ne hanno la certezza. Sam lo ammette senza remore (lui ha paura di quello che è, e degli errori commessi e teme che lei possa aver trovato qualcun altro, ma non mette mai in dubbio quello che prova, non perde mai la speranza). Lei invece lo conosce così bene che, quando spinge fuori una trovata pubblicitaria creata ad arte dalla segretaria di lui, a lei non sorgono dubbi, sa, conosce Sam e sa cosa potrebbe o non potrebbe fare.
Ho trovato questa scelta, ossia la maturità emotiva e sentimentale dei due, molto azzeccata e coerente con il carattere e le scelte fatte. "Quel che resta di noi" non è una storia smielata dove si intersecano false speranze o tradimenti malcelati, no, lo splendore è l'amore, la consapevolezza che il sentimento esiste, anche se da solo non può valere molto, perché per costruire qualcosa  necessita di ben altro. Per poter costruire una storia, degna del sentimento che si prova, bisogna che le fondamenta siano solide e quelle di Kate e Sam vacillano. 

Di questo romanzo ho apprezzato la scrittura, accurata, poetica. La scelta stilistica: capitoli che si alternano nel raccontare i due protagonisti e flash back. Questi ultimi sono un vero capolavoro. Non esagero nel dire che l'autrice ha dato il meglio di sé descrivendo il passato dei due protagonisti. Mi ha lasciata senza fiato, con immagini che ancora mi perseguitano e chiedono di essere raccontate completamente. La lettrice che è in me, avrebbe voluto scavare tra le pagine e trovare un modo, un luogo, che potesse dare un senso a quel dolore, forse un risarcimento per tanta sofferenza. 


Concludo consigliandovi di leggere la storia di Caterina e Samuel. 
L'unica pecca di questo romanzo è la cover. Conoscendo i "nuovi lettori" so con certezza che tanti non acquisteranno il romanzo perché non attratti dalla veste grafica-estetica e questo è un grave peccato, perché "Quel che resta di noi" è un romanzo con la R maiuscola. 

L'autore

DAISY RAISI nasce in una cittadina dell'Italia Centrale, qualche decennio fa. Ha al suo attivo studi umanistici e, sempre con il suo vero nome e cognome ovviamente, un passato da giornalista pubblicista. Ha incominciato a scrivere all'età di otto anni, poesie e racconti di vario genere. "Quel che resta di noi" è il suo quarto libro autopubblicato, sequel di "Caterina", racconto contenuto nella sua silloge "Le orme leggere del cuore", edita nel febbraio 2014 e, per una settimana circa, prima in classifica nel Kindle Store di Amazon.

martedì 3 marzo 2015

Il Paese dei Poveri di Ivano Mingotti



Trama



''Il paese dei poveri'' è un romanzo di critica sociale, imperniato sul concetto di produttività, nonché una disamina, in un contesto distopico, del concetto dei lager e dei prigionieri. 

In un mondo in cui l'economia e la produttività sono tutto ciò che conta, la popolazione è costretta a non essere povera: essere in miseria è un delitto, è rallentare la società, e dunque, per evitarlo, la società, sotto lo schermo dell'indifferenza dei suoi cittadini, interna in grandi istituti, chiamati ''paesi dei poveri'', coloro che vengono ritrovati in strada, nullatenenti e nullafacenti. 
In questo lager per barboni si ritroverà il protagonista, costretto a viverne le regole, affini a quelle dei famosi lager di Birkenau e Auschwitz, e a essere così alienato dalla sua stessa condizione di umano, fino alle conseguenze più terribili che possano essere pensate. 
In una disamina non solo della condizione di internato, ma anche della società che circonda questi luoghi di detenzione, e con un occhio critico, attraverso la similitudine con il nostro mondo, sempre più dedito all'economia e al guadagno come primo bastione, ci ritroveremo davanti a scenari difficili da sopportare, ritrovandoci, in parte, corresponsabili del dolore dei prigionieri. 

Link QUI



Ho letto buona parte della produzione di Ivano Mingotti, e devo dire che già dalla pubblicazione di  "Sotto un sole nero" lo definii uno scrittore coraggioso. Tratta tematiche di un certo spessore e lo fa utilizzando una tecnica sperimentale, sincopata, infarcita da figure retoriche. Ho sempre detto che le sue storie sono difficili da leggere, ma che se si ha l'ardire di andare fino in fondo non si rimane delusi, anzi si resta spiazzati, perché tutti quegli interrogativi esistenziali che ci hanno perseguitato (e ci perseguitano) ci vengono spiattellati in faccia senza mezzi termini. 




"Il Paese dei Poveri" è un romanzo strutturato in maniera diversa dai precedenti. Ivano Mingotti dà spazio alla prosa attraverso frasi più articolate, rinunciando alla scrittura telegrafica. Quando si intraprende il viaggio, l'atmosfera e anche le azioni, ci spingono a credere di essere finiti in un lager nazista, successivamente si scoprirà che il protagonista è stato "arruolato" in una sorta di ospizio dove vengono "ospitati" (è una parola grossa!) gli anziani, i barboni, tutte quelle persone che pesano sull'economia mondiale e che non producono più, per un motivo o per un altro. Il lettore comprende il disagio del protagonista sin dalla prima pagina, da quando "il rito" della "pulitura" (barba, shampoo e capelli) diventa una vera violenza. La prima vera sensazione è il disagio, un disagio che dilaga e pone il lettore di fronte a una realtà che non ha nulla di normale, in cui persino i gesti che sembrano nati per "aiutare" diventano vere e proprie imposizioni atte a privare l'individuo della propria libertà

Ci sono quindici regole a cui non si può sfuggire e anche nella monotonia di una vita assurda e insensata, vissuta nella totale apatia esiste un sentimento: la paura. Paura di sgarrare, di fare qualcosa che non possa piacere a chi sta in alto e finire, preso a calci fino a morirne. 

L'autore è stato molto bravo a descrivere le varie paure che imperniano l'animo del protagonista, Achille e di riflesso tocca tutti gli altri poveri. 
Vivere, pensare, esserci, avere una coscienza, osare, avere un'opinione, sono contro il regolamento. 

"Entrambi, ora, si guardano.
Achille, terrorizzato, subisce il guardare del vecchio, e il vecchio spinge avanti questo suo guardare (...) E' un attimo pericoloso questo, e lo sanno entrambi. "

Guardarsi e intendersi è pericoloso. Da quello sguardo potrebbe saltar fuori un senso di solidarietà e appartenenza, che "Il Paese dei Poveri" non consente. Il gelo nasce dall'angoscia di Achille, che terrorizzato si muove a scatti, come ingessato convinto di poter essere punito, anche se non si rende bene conto del perché... 
L'ossessività che impernia il posto è una sola:

"Essere produttivi è vivere e far vivere tutti noi, e questo deve entrarvi bene nella zucca."


Finire rinchiusi  non è diverso dall'essere incarcerati:

"(...) chi finisce in povertà, chi finisce in strada, finirà nella Comunità dei Poveri." 

"E il suicida, e i lavori forzati, e la mensa silenziosa e brutale, e i furti, gli scambi proibiti, ci suggeriscono  ora che questo non è un bel posto in cui finire, non è un posto di carità." 

una volta fuori e riconquistata la libertà nulla cambia, resta qualcosa insito nell'animo umano che ormai è stato traviato e nessuno può più ricomporre. 

Ancora una volta, Mingotti, spiazza con un finale che lascia senza fiato e con mille interrogativi. E' solo un distopico? E' solo una storia ben raccontata o tra la polvere, tra i tintinni di posate e chiavi, tra i rumori di tacchi, c'è del vero? 
Quel mostro dal volto umano che scava dentro lasciando una traccia , ci perseguiterà per sempre?



Autore

Ivano Mingotti è nato l'8 gennaio 1988, a Desio e risiede a Macherio (MB). 
Lavora per la grande distribuzione, è laureato in Scienze umanistiche della Comunicazione e diplomato in Lingue straniere. 
Presidente dell'associazione culturale LiberoLibro Macherio, nota nell'ambito brianzolo per l'omonimo concorso letterario e gli eventi culturali promossi, quali presentazioni di libri e raccolte di poesie. Autore precoce e già riconosciuto, la sua bibliografia è composta da sei pubblicazioni: Storia di un boia (Kimerik, 2009), Solo gli occhi (Kimerik, 2010), Stati uniti d'aspirina (Zona, 2011), Sotto un sole nero (DeD'A, 2012), Nebbia (DeD'A, 2013), Il cenotafio di Simon Petit (Leucotea, 2014).