domenica 28 giugno 2015

A un passo dalla vita di Thomas Melis

Salve popolo di naviganti,
in questa giornata piovosa, che mi ricorda tanto l'autunno, vorrei proporvi la lettura di un libro ad alto tasso adrenalinico che mi ha piacevolmente colpita, nonostante non sia il mio genere preferito. 
Opera prima del giovane Thomas Melis è edita da Lettere animate.

Trama


A un passo dalla vita - Thomas Melis
È una Firenze fredda, notturna e mai nominata quella che fa da palcoscenico alla storia di Calisto e dei suoi sodali, il Secco e Tamagotchi. La città è segnata dalla crisi globale, dietro l’opulenza pattinata del glorioso centro storico si nasconde la miseria dei quartieri periferici. Calisto è intelligente, ambizioso, arriva dal Meridione con un piano in mente e non ha intenzione di trasformarsi in una statistica sul mondo del precariato. Vuole tutto: tutto quello che la vita può offrire. Vuole lasciarsi alle spalle lo squallore della periferia – gli spacciatori albanesi, la prostituzione, il degrado, i rave illegali –, per conquistare lo scintillio delle bottiglie di champagne che innaffiano i privè del Nabucco e del Platinum, i due locali fashion più in voga della città. Calisto vuole tutto e sa come vincere la partita: diventando un pezzo da novanta del narcotraffico. 

Cupamente, nella rappresentazione di un dramma collettivo della “generazione perduta”, schiava di un sistema socioeconomico degenere e illusa dalle favole di una televisione grottesca, si snoda questa storia di ingiustizie e tradimenti, ma anche di amicizie e amori forti tragicamente condannati. Perché il male non arriva mai per caso e la vita non dimentica mai nulla, non perdona mai nessuno.


Titolo: A un passo dalla vita
Autore: Thomas Melis
Editore: Lettere Animate
Formato: ebook e cartaceo
Prezzo: 0,99
Link: QUI

Recensione

Questa recensione sarà “genuina” e di “pancia”. “Genuina” perché non avendo metri di paragone, in quanto non mi sono mai interessata al genere, non potrò fare riferimenti ad altri titoli o scrittori. E di “pancia” perché mi ha scosso molto, provocandomi una carica adrenalinica non indifferente e un’ansia da costringermi a togliere la testa dal Tablet per rendermi conto che io non ero Calisto.
Proprio lui, il protagonista, studente fuori corso, racconta la sua ricca e spavalda vita tra le lussuose strade e locali di Firenze. Una Firenze notturna che tra le sue ombre nasconde personaggi loschi e pericolosi.
Calisto è calabrese, appartenente a una semplice e modesta famiglia, si lascia traviare dalla bella vita: Rolex, vestiti di marca, locali alla moda, sesso, droga, tutto sul filo del rasoio.  Insieme a Tamagotchi e al Secco, spaccia per permettersi tutti quei lussi che altrimenti la sua situazione economica non gli consentirebbe. È un ragazzo pieno di rabbia, una furia cieca lo invade perché è convinto che i sacrifici, e lo studio non gli permetteranno di fare il salto qualitativo socio-economico che lui pretende dalla vita. Così ci pensa da solo a invertire la rotta, a cercare di fare “Il grande salto” e da piccolo pusher passa ad essere un narco-trafficante (insieme ai compagni/fratelli).

A differenza di quello che si potrebbe pensare, Calisto non è un ragazzo privo di morale. Ha una coscienza, riflette molto sulle scelte fatte, sulle cose perse e ottenute, e soprattutto pensa ai suoi genitori, all’oscuro di tutto, a cui racconta una moltitudine di bugie. E' un ragazzo intelligente, che conosce i rischi ma che reagisce in maniera violenta e ostile alla vita.
L’ambiente criminale non è differente dalla società “pulita”. Anche quella ha delle regole: ci sono i pesci grossi che mangiano i piccoli, ottengono tutto quello che vogliono, decidono le sorti dei pesci piccoli, marionette sfruttate, da utilizzare non solo da cavie ma soprattutto da capri espiatori.
E in più i rapporti che si instaurano tra i vari compagni/fratelli, anche se all'apparenza simbiotici, non sono mai veramente fraterni, come Calisto ingenuamente crede per buona parte della storia, c’è sempre chi per salvarsi la pelle è capace di uccidere o far uccidere qualcun altro.

Nessuna pietà, ecco cosa esce dal libro di Thomas Melis. Non esiste il perdono, tutti pagano i loro debiti, prima o poi e anche quando si è convinti di essersi liberati da certi individui, di essere fuori da alcuni ingranaggi, la verità è che, non si è più padroni della propria vita, che si va avanti in attesa che prima o poi possa accadere l’irreparabile e che qualcuno nell'ombra, spii e vigili. 

Un romanzo ad altro tasso adrenalinico, soprattutto le ultime trenta pagine sono claustrofobiche, si legge con il terrore di scoprire il peggio, di rimanere con l’amaro in bocca e di rendersi conto che la vita sia solo quella prospettata dai Tg.
La trama è ben articolata, con un finale degno di nota.
I personaggi caratterizzati in maniera impeccabile, con nomi facilmente riconoscibili.
Tra tutti i personaggi quelli che ho apprezzato per la “corposità” e la capacità di “bucare la pagina”, sono la Tati, donna spregiudicata e risoluta e Hoxha, il narco-trafficante albanese. Un uomo privo di morale.

Ci sarebbe molto da dire su questo romanzo: sul come tracce della mentalità mafiosa rimangono comunque in Calisto, quando attraverso un omicidio riesce ad ottenere una sorta di “giustizia”, e Holli, la fidanzata di quest’ultimo, barlume di speranza che lo àncora a una vita semplice e pulita, ma vi leverei il piacere di scoprire alcuni passaggi che si possono apprezzare solo leggendo.


A un passo dalla vita è un romanzo cosmopolita, con tutti i gerghi dialettali e le lingue utilizzate, l’autore sottolinea come la mafia e lo spaccio di droga non siano problemi circoscritti  ad alcune zone d’Italia o del mondo, ma come siano  problemi a livello internazionale, che toccano tutti.

Un buon romanzo d’esordio che avrei snellito in alcuni punti, per rendere la lettura più scorrevole e fruibile.

Per il resto lo consiglio anche ai non appassionati del genere ma soprattutto agli adolescenti, magari le scelte di Calisto potrebbero essere da monito a chi crede che la vita mafiosa sia affascinante come spesso fanno intendere certi film. 

L'autore

FotoThomasMelis_zps686d854aThomas Melis è nato a Tortolì, in Sardegna, nel 1980. Ha studiato presso le Università di Firenze e Bologna concludendo il suo percorso accademico nell’anno 2008. Nella vita si occupa di progettazione su fondi comunitari e consulenza aziendale per lo sviluppo. Ha collaborato con diverse riviste on line, dedicandosi alle analisi degli scenari internazionali e della politica interna. “A un passo dalla vita” è il romanzo con il quale esordisce per Lettere Animate Editore.

sabato 20 giugno 2015

Lilith. La prima donna di Caterina Armentano.

Salve a tutti,
Sono davvero felice di potervi dare una splendida notizia, il mio racconto breve: Lilith la prima donna, è stato appena pubblicato da Lettere Animate.
Vi lascio i dati così potrete dare un'occhiata da voi.
Titolo: Lilith.La prima donna.
Autore: Caterina Armentano.
Editore: Lettere Animate
Genere: Epic-Fantasy
Collana: I Brevissimi
Prezzo: 0,99

Eva apre gli occhi e si rende conto di essere viva. È stata creata per amare e servire Adamo. Non ha facoltà di scelta, dovrà dipendere da lui in tutto, fino a quando la curiosità non la spingerà ad addentare il frutto del peccato. Eva perderà il più grande dei doni: l’immortalità e sarà costretta, insieme all’amato a vivere una vita fatta di sacrifici e sofferenze. È convinta di essere l’unica donna sulla faccia della terra e che il malumore di suo marito sia dovuto alla solitudine, alla condizione di distacco dal Giardino. Presto però, scoprirà che un’altra donna l’ha preceduta: Lilith, demone assetato di vendetta. Il suo ventre ha partorito un bambino morto, rinnegare Adamo le è costato la capacità di procreare. Come una furia, Lilith rivolgerà la sua rabbia sui figli di Eva ma senza sapere di trovare una nemica stanca di piegare il capo e assoggettarsi al volere degli altri. Cosa avrà la meglio: il perdono o la vendetta?
Amazon: QUI
Kobo: QUI

martedì 9 giugno 2015

Clizia: Il simbolo del girasole.

CliziaTutto nasce da un tradimento. Venere, moglie di Vulcano, si innamora perdutamente di Marte e tradisce il marito nel talamo nuziale. Apollo, il Dio del Sole, scopre il misfatto e accusa i due presso il tradito che, architetta una vendetta sottile e crudele. Costruisce una rete invisibile da legare intorno al letto, alcova dei due amanti. La passione travolgente porta Venere e Marte a cadere in trappola, messa in mostra da Vulcano a tutti gli dei che accorrono alle sue urla disperate. Nettuno intercederà per i due, affinché vengano liberati, lasciando sfuriare Vulcano.
A quel punto Venere decide di vendicarsi e lo fa nell’unico modo possibile: colpendo il cuore di Apollo, che ha una storia d’amore con Clizia. Figlia di Oceano e Teti è una splendida e meravigliosa ninfa, che ama perdutamente il Dio del Sole, ricambiata fino a quando interviene Venere che lo fa innamorare di una mortale, Leucotoe figlia di Orcamo, re degli Achemenidi, geloso in maniera patologica non acconsentirebbe mai all’unione tra i due. Apollo trova un modo per avvicinare la principessa. Assume le sembianze della madre della ragazza e riesce ad entrare nelle sue stanze. Leucotoe sta tessendo ed è circondata dalle sue ancelle. Il Dio del Sole riesce a rimanere da solo con lei e la seduce. Clizia scopre il tradimento e va su tutte le furie, prima allontanata e poi ripudiata dall’amato, trova soddisfazione al suo dolore in un solo modo: raccontando tutta la verità al re Orcamo, che in preda a una furia omicida ordina che la figlia sia seppellita viva, in una buca profonda. Apollo prova a salvarla ma non ci riesce, sulla terra bagnata cosparge un nettare profumato da cui nascerà la pianta dell’incenso.
Il seguito potrete trovarlo su TrueFantasy, dove curo la rubrica Donne Mitiche.

Avvistamenti libreschi del genere fantasy: I Ribelli di Almamara. (Armonia di PietraGrigia #2) di Angelica Elisa Moranelli.

Salve popolo di naviganti,
ritorno con la rubrica Avvistamenti libreschi del genere Fantasy, con il secondo volume di Armonia di PietraGrigia ossia I Ribelli di Almamara. Sono doppiamente felice di fare questa segnalazione perché Armonia mi ha rapito il cuore (potrete leggere la mia dichiarazione d'am... volevo dire la recensione QUI) e sapere di non dover attendere a lungo per sapere cosa le accadrà mi esalta, ma soprattutto la mia curiosità è trascinata dal suo rapporto con Evan. Eh, la mia veneranda età non mi ha impedito di prendermi una cotta per questo giovane ribelle... i poteri della lettura e anche della magica penna della Moranelli, che anche questa volta non ci deluderà ne sono certa (altrimenti, noi lettori appassionati, le faremo avere un appuntamento con Zanna Avvelenata, così impara!).



TITOLO: I Ribelli di Almamara (Armonia di Pietragrigia #2)
GENERE ROMANZO: fantasy – young adult
CASA EDITRICE: 
0111 Edizioni
PREZZO CARTACEO: 16,90 €
PREZZO EBOOK: 6,99
FORMATO: brossura, cartoncino plastificato opaco / ebook
DATA DI USCITA: giugno 2015
SEGUI ARMONIA DI PIETRAGRIGIA SU FACEBOOK
QUI
SEGUI ARMONIA DI PIETRAGRIGIA SU GOOGLE+
QUI

TRAMA
A Prugnasecca, la Capitale della Noia Mortale, tutto procede come al solito: la scuola è agli sgoccioli e si prospetta un’altra lunga e noiosissima estate senza magia. Armonia, però, è preoccupata: è trascorso un anno da quando ha scoperto di essere la Fanciulla-Guerriero e di appartenere al mitico regno di Flavoria; da allora, però, non ha avuto più notizie di Arkanus, il mago che si prende cura di lei da quando sono morti i suoi genitori, di Altair, il suo maestro e cavaliere della Spada-Rubino e di Evan, il giovane che aspira a diventare cavaliere di Pietragrigia. Cosa sta succedendo? Perché Armonia sogna fattucchiere e demoni? E quali inganni si stanno architettando a Lungargine, la mitica capitale di Almamara, nel regno del sud? Il potere oscuro dell’Imperatore-Fantasma sembra crescere ogni giorno di più: una nuova avventura ha inizio per Armonia e la Compagnia della Triste Ventura.

INCIPIT
La luna era velata dall’ombra e le stelle, annegate nel buio, rendevano l’atmosfera silenziosa e lugubre. Nonostante il freddo, la rupe che dominava il villaggio era affollata di persone. Erano tutte donne, alcune vecchie e curve, altre dritte come fusi e con gli occhi scintillanti di gioventù, e c’erano perfino delle bambine, anche se l’ora era tarda e la notte buia.
Gli abiti che indossavano erano un’accozzaglia disarmonica di indumenti, tessuti e colori, come se avessero tutte saccheggiato gli armadi più disparati; nel complesso, però, a guardarle da lontano, formavano un gruppo omogeneo.
Una donna dall’aspetto spettrale, con lunghissimi capelli neri che quasi sfioravano il terreno e occhi azzurro pallido, avanzò fino al centro del pianoro, avvicinandosi a un grande braciere di bronzo, alto quasi quanto lei.
I tre piedi del braciere erano decorati con tre figure di donne, le braccia alzate a sorreggere la vasca, dalla quale si sollevavano esili sbuffi di luce viola.
Qualunque cosa stesse accadendo, era iniziata già da qualche minuto.
«Parla, io e le mie sorelle ti ascoltiamo! Che cosa vuoi? Perché non abbandoni il nostro villaggio?» gridò la donna, con voce imperiosa e colma di attesa. «Le bestie muoiono e i bambini non nascono, le piante seccano e la terra si sgretola sotto i nostri piedi… tu devi andare via o dirci cosa sei venuto a fare qui da noi!»

Autore

Angelica Elisa Moranelli è nata a Napoli nel 1979 ma sarebbe voluta nascere nel XIX secolo, se solo ci fossero già stati i computer e internet. Si è laureata e specializzata in Archeologia e poi ha cambiato idea (lo fa spesso). Vive a Salerno e per lavoro si occupa di social network, grafica e web design. Le piace scrivere mescolando ironia, mondi fantastici e tradizioni popolari, ispirandosi ai suoi scrittori fantasy preferiti, fra cui J.R.R. Tolkien, J.K. Rowling, George R. R. Martin, Philip Pullman, Neil Gaiman e ai “racconti di streghe” dei suoi nonni. Ama disperatamente viaggiare, la fotografia, il rum e il cibo brasiliano. Adora i supereroi e simpatizza per gli zombi. Sogna una casa in campagna con una biblioteca infinita. I ribelli di Almamara è il secondo volume della saga di Armonia di Pietragrigia.

 CONTATTI
Pagina Facebook del romanzo:


Account Facebook autrice: www.facebook.com/madamevoisin
Account Twitter autrice: https://twitter.com/XAtropinaX
Account Instagram autrice: https://instagram.com/queenpuppet
Account Pinterest autrice: https://www.pinterest.com/flavoria/

domenica 7 giugno 2015

Tragedie che travolgono tutti

Salve popolo di naviganti,
torno dopo tanti mesi perché ho avuto problemi di connessione, nel mentre ho tanto lavorato e ho portato avanti progetti interessanti.
Prima che la connessione mi tradisse in maniera definitiva, avevo scritto un post sulla tragedia avvenuta sulle Alpi francesi qualche mese fa. Non me la sento di cestinarlo. Lo posto comunque, perché descrivono bene il senso di smarrimento e di rabbia che ho provato nel venire a conoscenza della morte di 150 persona... di 149 innocenti...





Ci sono tragedie che ci toccano nel profondo, non importa chi sia a subirla, diventiamo empatici e il dolore altrui diventa il nostro.
Quando la tragedia ha dimensioni colossali è come se venissimo travolti due volte, l'intensità del dolore degli altri ci precipita addosso come un'onda anomala lasciandoci senza fiato. E ci immedesimiamo, diventiamo la vittima, i familiari della vittima, e persino il carnefice, per capire il perché avvengano certe cose.

Quando ho sentito la notizia dello schianto dell'airbus il mondo si è fermato e in quell'istante mi sono posta mille domande. Perché quattordici ragazzini avevano preso quell'aereo? Perché proprio quei quattordici sono stati "urnati" da una Fortuna beffarda e meschina? E perché mai due bambini sono dovuti morire nel terrore di vedere gli adulti, perdere il controllo? Perché il volo, tanto atteso non è stato la realizzazione di un sogno ma un viaggio senza ritorno... Domande lecite, fatte soprattutto per placare quel senso egoistico di dubbi esistenziali... quelle domande che non necessitano davvero di una risposta (anche perché nessuno ne ha) ma che il già porle ci fa sentire meglio, ci fa scaricare l'indignazione, il dolore, lo sconforto.

Poi l'evento viene scandagliato, scardinato, investigato fino nelle fondamenta. Lo schianto che ha polverizzato un airbus (che non è certo un modellino da collezione) con 150 persone a bordo fa eco nel cuore di ognuno di noi, implorandoci di non avere la capacità di capire cosa, gli inquirenti vogliano intendere.
Noi siamo pronti a tutti: a prendercela con la compagnia aerea che avrà di sicuro tagliato i costi di manutenzione, con i terroristi che se non erano a bordo hanno comunque manipolato la mente dei piloti a distanza, con uno stormo di uccelli che si sarà infilato nei motori, con le Alpi che non si sono spostate al passaggio dell'aereo... siamo disposti a credere in tutto ma non di certo alla banalità del male, alla probabilità più semplice, quella che uno dei piloti abbia volutamente ucciso se stesso e altre 149 persone, perché... perché? Malato? Infelice? Per motivi passionali? Voleva punire chi è rimasto in vita? Voleva vendicarsi della compagnia aerea per cui lavorava? Perché un giovane e promettente pilota farebbe una cosa del genere? Non solo a se stesso ma anche ai suoi genitori, che devono piangerlo in silenzio e di nascosto perché loro non meritano di soffrire per una canaglia del genere...

I TG hanno raccontato di tutto ma sono tutte supposizioni, la verità la conoscono solo i viaggiatori a bordi dell'aereo, coloro che non potranno più parlare e raccontare perché di loro è rimasto solo l'urlo strozzato prima dell'impatto, registrato sull'unica scatola nera che sono riusciti a rinvenire.