mercoledì 26 agosto 2015

Stereotipi su Cosmopolitan (Leggere per credere).

Durante le vacanze sono "incappata" in un articolo su Cosmopolitan, (Leggetelo QUI) un decalogo con le mosse vincenti per conquistare il cuore di una calabrese. In un primo momento ho creduto di potermi fare due risate, di trovare un po' di sana ironia ma andando avanti nella lettura sono inciampata rovinosamente solo in cliché, in cui ormai non si riconosce neanche mia nonna che ha superato gli ottanta da un po'. 

Già il fatto di voler stilare un decalogo su come conquistare una donna  mi lascia perplessa, ma che ci siano delle accortezze in base alla regione di appartenenza il fatto assume una sfumatura ridicola.
Siccome mi piace fare le cose per bene e non sono una di quelle persone affette da "delirio di persecuzione in quanto meridionale" ho letto tutti gli articoli simili, in cui ogni volta cambia la regione ma il tono no.  Ad esempio quello sulla donna milanese descrive la solita stronza egocentrica reperibile in tutto il mondo, niente di più niente di meno. 

Nell'articolo dedicato alla mia regione (che vi consiglio di leggere altrimenti non capirete i riferimenti citati in questo) la donna calabra viene descritta con stereotipi dei primi dell'Ottocento, o peggio ancora vengono associati prodotti tipici calabresi alle abitudini quotidiani delle donne. Io e le mie amiche avevamo due punti interrogativi al posto degli occhi quando abbiamo letto che secondo l'articolista senza Amaro del Capo siamo perdute (chi l'ha mai bevuto, poi? Tutto rispetto per l'Amaro ma dai...) e mi aspettavo che spuntasse, in uno dei consigli, il frullato alla cipolla di Tropea e le cotiche di maiale con fagioli da presentare come aperitivo alla futura suocera in caso ci fosse stato il terzo incontro! 

La donna calabra invita, un perfetto sconosciuto, al secondo appuntamento, a casa sua e si fa trovare con un grembiulino con stampate sopra le melanzane ripiene, seduzione impiccata dai piedi!(Scusate l'ignoranza, perché le melanzane?) E se non bastasse, le donne calabresi non pagano il conto, si incipriano il naso (ci incipriamo il naso? oh, il galateo!) mentre il cavaliere si accolla il mutuo di quello che ci siamo appena sbafato! Carità divina, portami via!

Naturalmente non dimentichiamo il peperoncino, in tutti i luoghi e in tutti i laghi, (canticchia Valerio Scanu), è afrodisiaco e, per chi non lo sapesse aiuta a regolarizzare il ciclo. Io calabrese DOC  non lo mangio, non mi piace, come non gradisco in maniera sfrenata la 'nduja. Chiedo l'esame del DNA?

Leggerete di famiglie infinite e interminabili, di cugini di decimo grado che spuntano come i funghi del Pollino e ci descrivono come le comari di Verga, (ok, lui era siciliano ma il senso non cambia) convertite alle zeppe perché basse (Il tacco dodici lo lasciamo a chi sta più a nord, le sneakers sono una malattia della pelle e le ballerine non sono contemplate nella nostra scarpiera... ce l'abbiamo una scarpiera? Qui dovrebbe intervenire mio marito!), non parliamo della nostra peluria visto che siamo tutte imparentate con Cita, e non siamo romantiche, amiamo "l'uomo che non deve chiedere mai", che ci trastulla come il caffè shakerato (una donna calabrese conosce il caffè shakerato?) e se non bastasse siamo superstiziose. Dio non voglia rimanessimo senza marito, figli e soprattutto la famija, quella d'origine: il fulcro di tutto, coloro i quali ci hanno insegnato a piantare gli ulivi, a ballare la tarantella, a toccare ferro, a parlare con le "a" aspirate! 

E' la vita degli stereotipi che è dura a morire. E quando a scrivere queste cose è una conterranea che è volata fuori dal nido e crede di essere diventata migliore di chi ha lasciato "al paesello" che noi donne calabre ci domandiamo chi frequenta e cosa si è portata dietro di una cultura che merita più rispetto. Siamo le prime a ridere di noi stesse, ma amiamo ridere tutte insieme e non ridere di... perché per ridere così tanto e da sola bisogna avere un bel paio di baffi alla Yosemite Sam e non conoscere il laser per la depilazione definitiva. 

(Scusatemi ma devo correre, devo ancora fare colazione, vorrei poter mangiare waffel con Nutella ma hanno un sapore Cosmopolita(n) meglio pane con la sasizza).

lunedì 24 agosto 2015

I Ribelli di Almamara di Angelica Elisa Moranelli


ribelli-wwwTITOLO: I Ribelli di Almamara (Armonia di Pietragrigia #2)
GENERE ROMANZO: fantasy – young adult
CASA EDITRICE: 0111 Edizioni
PAGINE: –
PREZZO CARTACEO: 16,90 €
PREZZO EBOOK: –
FORMATO: brossura, cartoncino plastificato opaco / ebook
DATA DI USCITA: giugno 2015
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TRAMA
A Prugnasecca, la Capitale della Noia Mortale, tutto procede come al solito: la scuola è agli sgoccioli e si prospetta un’altra lunga e noiosissima estate senza magia. Armonia, però, è preoccupata: è trascorso un anno da quando ha scoperto di essere la Fanciulla-Guerriero e di appartenere al mitico regno di Flavoria; da allora, però, non ha avuto più notizie di Arkanus, il mago che si prende cura di lei da quando sono morti i suoi genitori, di Altair, il suo maestro e cavaliere della Spada-Rubino e di Evan, il giovane che aspira a diventare cavaliere di Pietragrigia. Cosa sta succedendo? Perché Armonia sogna fattucchiere e demoni? E quali inganni si stanno architettando a Lungargine, la mitica capitale di Almamara, nel regno del sud? Il potere oscuro dell’Imperatore-Fantasma sembra crescere ogni giorno di più: una nuova avventura ha inizio per Armonia e la Compagnia della Triste Ventura. .
INCIPIT
La luna era velata dall’ombra e le stelle, annegate nel buio, rendevano l’atmosfera silenziosa e lugubre.
Nonostante il freddo, la rupe che dominava il villaggio era affollata di persone. Erano tutte donne, alcune vecchie e curve, altre dritte come fusi e con gli occhi scintillanti di gioventù, e c’erano perfino delle bambine, anche se l’ora era tarda e la notte buia.
Gli abiti che indossavano erano un’accozzaglia disarmonica di indumenti, tessuti e colori, come se avessero tutte saccheggiato gli armadi più disparati; nel complesso, però, a guardarle da lontano, formavano un gruppo omogeneo.
Una donna dall’aspetto spettrale, con lunghissimi capelli neri che quasi sfioravano il terreno e occhi azzurro pallido, avanzò fino al centro del pianoro, avvicinandosi a un grande braciere di bronzo, alto quasi quanto lei.
I tre piedi del braciere erano decorati con tre figure di donne, le braccia alzate a sorreggere la vasca, dalla quale si sollevavano esili sbuffi di luce viola.
Qualunque cosa stesse accadendo, era iniziata già da qualche minuto.
«Parla, io e le mie sorelle ti ascoltiamo! Che cosa vuoi? Perché non abbandoni il nostro villaggio?» gridò la donna, con voce imperiosa e colma di attesa. «Le bestie muoiono e i bambini non nascono, le piante seccano e la terra si sgretola sotto i nostri piedi… tu devi andare via o dirci cosa sei venuto a fare qui da noi!»
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Recensione
Avevamo lasciato Armonia a Villa Vento di ritorno da Flavoria, dopo aver scoperto di essere la Fanciulla-guerriero e di possedere poteri straordinari, e di essere bersaglio di diversi nemici (tra cui Zanna Avvelenata). Riluttante torna a casa per poter continuare a frequentare la scuola e soprattutto per tenersi lontana dai guai. Nel viaggio a ritroso sarà accompagnata da Martino, Lucrezia e Sara, mente Evan e Aggeggius resteranno "dall'altra parte". La compagnia ormai è stata costituita, è un po' arrangiata, si regge a mala pena, è costituita da individui scombinati che non si fidano neanche tra di loro, quindi difficile da gestire. Nonostante ciò si separano con un pizzico di tristezza. 
Eccola lì, Armonia, infastidita di non ricevere notizie da Flavoria scoprire, a scuola quasi conclusa, che Lucrezia (con cui non va molto d'accordo) scambia della fitta corrispondenza con Evan. Tutti lo sanno, tranne lei. Da qui parte l'avventura,  Evan necessita d'aiuto e indica agli amici come poter ritornare a Flavoria (visto che il vecchio ingresso è stato chiuso) ma, una volta varcata la soglia magica, le cose sono un po' diverse da come i ragazzi se le sarebbero aspettate. 
Le avventure rocambolesche iniziano immediatamente, Armonia, e il resto della brigata, deve combattere per riottenere la libertà e come se non bastasse deve armarsi di tutto punto per salvare se stessa e gli altri. Si accorge subito che Evan è cambiato, è un ragazzo che a stento controlla la rabbia, nasconde dei segreti. Lucrezia continua a girargli attorno, mostrandogli palesemente il suo interesse, senza mezzi termini, il futuro mago-cavaliere è suo. La compagnia ben presto si ricostituisce (l'ultimo a fare il suo  ingresso sarà Aggeggius) mentre, durante il viaggio si aggiunge una new entry (per nulla simpatica)Rania, combattente nata è una ragazza coraggiosa e determinata ma soprattutto ha a cuore "la causa", tanto da mettere da parte tutto il resto. 
In questo lungo viaggio (dove ad ogni capitolo ci sarà un'avventura e una sfida da affrontare) Armonia mostra la sua vera natura. Cresce e la parte di lei più profonda inizia a emergere. Questo non senza paure, delusioni, cadute, rabbia ma sono proprio questi sentimenti a farle capire cos'è disposta a fare e a perdere pur di aiutare i suoi amici. L'evoluzione avviene anche per gli altri personaggi: Sara è quella che cambia più di tutti, il suo dono emerge, non è facile per lei gestirlo in quanto imponente e doloroso, tanto da rischiare la vita. Lucrezia, nel suo infinito egoismo, nei suoi vanitosi eccessi di egocentrismo, riesce a rivelarsi, sconvolgendo il lettore in maniera positiva, e Martino, finalmente per un attimo abbandona i panni dello sfigato. (Nonostante continui a ripetere che tutti moriranno!). Evan è a una svolta della vita, perde tutto, non si fida di nessuno e i suoi sentimenti sono rabbiosi e contrastanti. In questo volume si scoprirà buona parte del suo passato (infatti il capitolo XXII è il più triste e il più commovente).
Come tutti gli adolescenti anche i membri della Compagnia della triste ventura (escluso Aggeggius) non seguono le regole, si innamorano della persona sbagliata, cercano di fare gli eroi, sono arrabbiati con il mondo e vorrebbero spaccare tutto. Anche quando gli adulti sono lì lì per aggiustare le cose, trovano il modo di fare di testa propria, di mettersi nei casini, di manipolare il presente e il passato pur di dare un senso al proprio dolore e alla propria rabbia. 
Bisognerà leggere tutto il libro, arrivare in fondo per ritrovare vecchi amici (La dimora vagante, ho esultato quando finalmente è arrivata in soccorso di...)e bisognerà accettare certe scelte, dolorose, fragili che servono a far crescere i personaggi e riflettere il lettore.
I Ribelli di Almamara è un libro più maturo rispetto ad Armonia di Pietragrigia, la scrittura è sempre fluida, leggera, evocativa, immaginifica con slanci poetici davvero intensi, ma c'è una crescita di fondo dell'autrice, un'accortezza nei vari capitoli che si dipanano lasciando il lettore ora incuriosito, ora sbalordito. I personaggi subiscono una crescita interiore legata all'età con tutte le sfumature che contraddistingue l'adolescenza. L'autrice è stata molto a brava a tessere le varie storie personali, i moti interiori soprattutto quelli sentimentali che si intersecano tra di loro portando a galla un quadro a volte divertente (c'è tanta di quella ironia da ridere e sorridere dalla prima all'ultima pagina) a volte struggente, a volte grottesco con immagini e scene da fumetto. 
La scrittura della Moranelli è carismatica, magnetica, piena di brio e slancio. Ho letto il libro in solo tre giorni e nonostante gli eventi narrati (tra presente e passato) siano tanti non mi sono mai smarrita lungo la strada della lettura, ad ogni personaggio è associato una caratteristica che lo identifica in maniera definibile.
E' un romanzo in cui l'amore non è smielato, le battaglie non sono noiose e dove il rapporto amicale tra i vari personaggi non è stucchevole, anzi è così reale, tra odio e amore da rendere facile l'immedesimazione (tanto da far riemergere qualche ricordo della propria adolescenza).
Ci sarebbe tanto da dire su questo romanzo (non basterebbe una tesi)dovrei citare Felicia Defunta tanto simpatica da far venir voglia di seppellirla viva (peccato sia già morta), dovrei citare Armonio (vi farete tante risate legate a questa creatura, ma ci sarà anche tanto da riflettere...)e poi il nuovo aitante e fascinoso Vega (che già detesto). 
Armonia dopo una nuova avventura fa ritorno a casa, più consapevole, cresciuta e priva di un'amica (non vi dirò chi), con il cuore colmo d'amore (non vi dirò verso chi) e con le idee sempre più confuse. Sì, ha ricevuto tante risposte, sì ha scoperto e svelato nuovi misteri su se stessa e su i suoi amici, ma ci sono tante cose da svelare sui nemici. Ci sono state delle perdite e delle delusioni ma tutto sommato c'è anche da festeggiare...
Come avrete ben capito il secondo volume di Armonia di Pietragrigia è super consigliato, vi terrà con il fiato sospeso, vi farà ridere e sorridere ma soprattutto vi farà riflettere riportandovi a quelle letture intense come il Signore degli anelli (con una compagnia più scombinata e allegra), Harry Potter (con personaggi più umani e imperfetti da renderli veri) e anche con visioni cinematografiche quali  La maledizione della prima luna (con la stessa verve e la stessa ironia).
La Moranelli è una scrittrice coraggiosa, avrebbe potuto fare scelte scontate (legate alla trama) per poter ottenere il beneplacito del pubblico  (Quando leggerete il romanzo fate bene attenzione alla scelta del cavaliere legato alla spada), e invece su alcune decisioni si rimane basiti (proprio come nella vita), convinti però che dietro ci sia un disegno più grande e più interessante che alla fine ci sbalordirà. In più posso affermare, senza nessuna presunzione ma forte della mia esperienza con bambini e ragazzi che questo romanzo contiene tutti quegli elementi che instillano nei giovani il piacere alla lettura e negli adulti una conferma. 
Io aspetto trepidante il seguito (sarei felice se arrivasse per Natale), sono giorni che faccio congetture e stilo delle probabilità combinabile tra di loro. Spero solo che due persone (senza mezzi termini Evan e Armonia) alla fine finiscano insieme. Che ci posso fare, mi sono innamorata dei due. E' più forte di me :)